Come di consueto, l’Istat ha diffuso i dati sull’inflazione. A febbraio 2026 l’aumento su base annua è dell’1,5% per l’indice dei prezzi al consumo. Andamento decisamente diverso per quanto riguarda l’indice FOI: +0,5% rispetto a 12 mesi fa. Questo dato avrà un impatto sui bilanci famigliari degli inquilini che hanno il rinnovo annuale dell’affitto, per i quali scatterà un ritocco del canone di locazione. In Italia, in media, si pagheranno circa 4 euro in più al mese (e 48 euro all’anno). Scopriamo quanto aumentano gli affitti a seconda della città in cui si vive.
L’aumento dell’inflazione, come già accennato, grava in maniera tangibile sul bilancio domestico delle famiglie italiane, soprattutto per chi deve fare i conti con l’adeguamento annuale del canone di locazione (per i contratti 4+4). Gli aumenti più consistenti si registrano a Milano, dove gli affitti mensili aumenteranno di circa 10 euro al mese rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (febbraio 2025). Per gli inquilini romani, invece, l’incremento mensile sarà di circa 7 euro.
È il quadro che emerge da un’analisi di idealista, portale leader per sviluppo tecnologico in Italia, che ha calcolato quanto inciderà l’aumento dell’inflazione sull’adeguamento dei contratti di locazione di un trilocale in base all’Indice dei prezzi al consumo aggiornato e pubblicato dall’Istat. L'aumento dell'inflazione incide direttamente sui contratti di locazione legati all’indice FOI, ovvero quelli che prevedono la formula di durata 4+4.
Il report si concentra sull’analisi della media dei canoni di locazione richiesti negli annunci di trilocali in affitto pubblicati su idealista. Il taglio immobiliare analizzato dallo studio è stato individuato in quanto risulta essere quello più richiesto dalle famiglie, la categoria su cui l’aumento dell’inflazione pesa maggiormente.
In Italia, l’affitto per una casa con tre locali, secondo quanto rilevato a febbraio 2025, era di 900 euro al mese. Con l’adeguamento annuale calcolato con l’indice di inflazione FOI di febbraio 2026, gli inquilini che dovranno fare i conti con il rinnovo del canone dovranno pagare circa 4 euro in più al mese (e 48 euro all’anno in media).
A seconda della città analizzate (il report si è concentrato esclusivamente sui capoluoghi e non sulle province per via di una base dati molto più consistente) varia anche se comunque entro una forbice che va dai 10 euro mensili di Milano (120 circa all’anno) ai 2 euro al mese per altre città. Un dato decisamente preventivabile, considerando che il capoluogo lombardo, ormai da tempo, rappresenta anche la città con la media degli affitti più cara d’Italia. La forbice, tuttavia non è così ampia per via della variazione contenuta dell’indice FOI (+0,5%).
Aumentano di circa 9 euro al mese (108 euro all’anno) gli affitti per gli inquilini che hanno il rinnovo annuale del canone di locazione residenti a Firenze e di circa 8 euro mensili (96 euro annui) a Como. Rialzi nell’ordine dei 7 euro al mese (84 euro all’anno), invece, per i canoni a Roma e Venezia.
Mentre si registrano ritocchi mensili di circa 6 euro (circa 72 totali all’anno) a Bologna, Bolzano, Napoli, Monza, Padova e Bergamo. Più in generale, gli impatti minori sugli aumenti dei canoni d’affitto (non oltre i 2 euro mensili) si rilevano a Alessandria, Campobasso, Chieti, Fermo, Crotone, Reggio Calabria, Ragusa, Trapani, Viterbo, Macerata, Asti, Terni, Agrigento, Carbonia, Teramo, Biella, Caltanissetta, Vibo Valentia.
Il titolare può registrare presso l’Agenzia delle Entrate un contratto che sia già stato firmato in maniera digitale. Idealista offre ai proprietari e agli agenti immobiliari un servizio gratuito per la creazione di contratti di affitto con firma online.
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