Un corridoio nella roccia, leggende antiche e viste mozzafiato sul Tirreno: ecco come visitare la Grotta del Turco a Gaeta.
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grotta del turco
trolvag, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Una fenditura verticale, il profumo di salsedine e una scalinata che scende verso un mare color petrolio: la Grotta del Turco, sotto la Montagna Spaccata di Gaeta, nel cuore del Lazio, è uno dei luoghi più scenografici della costa tirrenica. Non solo un punto dove scattare bellissime foto, ma si trova all'"incrocio" tra natura, fede e memoria.

Dove si trova e cosa aspettarsi

La Grotta del Turco si apre alla base del Monte Orlando, all’estremità del promontorio di Gaeta. È una cavità naturale scavata in secoli dall’azione del mare sulla roccia calcarea, nascosta sotto la Montagna Spaccata e accessibile solo scendendo una lunga scalinata tra due pareti strette e verticali.

L’accesso avviene dal Santuario della Santissima Trinità: si attraversano corridoi, cappelle e terrazze affacciate sulle falesie del Parco di Monte Orlando, poi una porta introduce alla scala nella roccia che conduce verso la cavità. Il nome, poi, richiama una tradizione popolare: qui un marinaio turco avrebbe trovato rifugio durante una tempesta.

Montagna Spaccata: tra leggende e fede

Prima di arrivare alla grotta, l’area della Montagna Spaccata merita una sosta. Il santuario, costruito fra l’XI secolo e il Medioevo su una delle tre grandi fratture del Monte Orlando. Tre le cose da vedere:

  • Via Crucis nella roccia: lungo la fenditura sono scolpite le stazioni di una Via Crucis, tradizionalmente attribuita a San Bernardino da Siena.
  • La Mano del Turco: una rientranza nella parete è legata alla leggenda di uno scettico che, toccando la roccia, l’avrebbe trovata molle come cera, lasciando impressa la mano. Oggi si vede ancora un solco che la ricorda.
  • Cappella del Crocifisso: edificata su un enorme blocco precipitato e rimasto incastrato nella fenditura nel Quattrocento, regala una prospettiva incredibile.

Come arrivare a Gaeta

Raggiungere la città del Lazio è molto semplice, dato che si trova in un punto privilegiato sulla costa del Tirreno. In particolare:

  • In auto: Gaeta si raggiunge dalla Via Flacca e dall’Appia. Da Roma o Napoli si percorre la costa tirrenica passando per Formia e Sperlonga, con un ultimo tratto panoramico.
  • In treno: scendere alla stazione Formia–Gaeta (linea Roma–Napoli). Da qui si prosegue verso Gaeta con autobus locali o taxi; per il Monte Orlando serve un breve trasferimento aggiuntivo.
  • In aereo: gli aeroporti di riferimento sono Roma e Napoli, poi treno o auto a noleggio fino al golfo.

Accesso, orari e contributo di ingresso

La visita alla grotta passa obbligatoriamente dal complesso della Montagna Spaccata. L’accesso al santuario è libero; l’ingresso alla Grotta del Turco è regolato e prevede un piccolo contributo libero.

Cosa vedere nei dintorni

Un itinerario alla Grotta del Turco si combina facilmente con un week-end tra natura, storia e sapori. Tra le cose da vedere nei dintorni:

  • Parco di Monte Orlando: con sentieri nella macchia mediterranea, affacci sul golfo e siti come la Polveriera Real Ferdinando e il Mausoleo di Lucio Munazio Planco.
  • Centro storico di Gaeta: vicoli, chiese, palazzi e soste golose. Da provare la tiella di Gaeta (iconica la versione al polpo) e le olive di Gaeta, spesso condite con aglio, peperoncino e aromi.
  • Sperlonga: verso nord, la Villa di Tiberio è affacciata su una delle spiagge più note del litorale.
  • Itri: con un castello medievale restaurato e il Santuario della Madonna della Civita.
  • Formia e Maranola: punto di passaggio comodo e, per chi ama il trekking, l’Eremo di San Michele Arcangelo con viste profonde sul golfo.
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