Ondata di freddo fuori stagione in settimana! Arrivano fiocchi di neve a bassissima quota, temperature in forte calo ovunque.
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Da qualche giorno è cominciata la primavera, ma di primaverile troviamo davvero ben poco. Le temperature stanno salendo leggermente, soprattutto al nord, complice il ritorno del sole, ma si tratta di uno dei più classici fuochi di paglia. Il freddo artico è in agguato e tra poche ore irromperà con veemenza su tutta Italia, producendo un'autentica ondata di freddo fuori stagione.

Freddo artico in dirittura d'arrivo

La parentesi più gradevole si interromperà bruscamente entro la serata di mercoledì 25, nel momento in cui cominceranno a soffiare burrascosi venti settentrionali sulle regioni del nord. La massa d'aria fredda polare attraverserà l'Europa centrale per poi schiantarsi sull'arco alpino: già in questa fase, tra mercoledì sera e le prime ore di giovedì, ci saranno forti nevicate sulle Alpi di confine, con accumuli sostanziosi.

Nel frattempo l'aria gelida in quota sovrasterà i cieli della Val padana e qui darà vita ad una bassa pressione insidiosa. Si formeranno acquazzoni e temporali su tutto il nordest, nella notte di giovedì, e sarà questo l'esatto momento in cui la neve rischia di arrivare clamorosamente a bassissima quota. I temporali rovesceranno al suolo tutta l'aria fredda presente in altissima quota, permettendo così un crollo vertiginoso delle temperature anche in collina e in pianura.

Temporali nevosi sempre più probabili

I temporali nevosi rappresentano uno degli aspetti più affascinanti e allo stesso tempo imprevedibili della meteorologia di fine inverno e inizio primavera. Si tratta di fenomeni convettivi a tutti gli effetti, simili ai temporali estivi per struttura e dinamica, ma alimentati da aria estremamente fredda in quota.

Quando una massa d’aria artica scivola sopra un suolo relativamente più mite, come accade spesso a fine marzo, si crea un contrasto termico molto marcato che favorisce la nascita di nubi a forte sviluppo verticale, i cumulonembi.

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All’interno di queste nubi si sviluppano correnti ascensionali e discensionali molto intense, capaci di trasportare verso il basso l’aria gelida presente a diverse migliaia di metri di quota. È proprio questo “rovesciamento” a determinare il crollo improvviso delle temperature al suolo e a permettere alla neve di spingersi a quote decisamente più basse rispetto a quanto previsto in condizioni normali. In pochi minuti si può passare da pioggia a neve, talvolta accompagnata da fulmini, raffiche di vento e rovesci intensissimi.

A fine marzo questi fenomeni risultano ancora più efficaci, perché il sole, pur non riuscendo a scaldare stabilmente l’aria, contribuisce a destabilizzare i bassi strati. Questo surplus energetico favorisce moti convettivi più vivaci rispetto ai mesi pienamente invernali, rendendo i temporali più organizzati e capaci di produrre precipitazioni più intense e localizzate. È proprio per questo motivo che in primavera aumentano le probabilità di assistere a rovesci di neve improvvisi anche in pianura, seppur per brevi periodi.

Dove colpirà il freddo artico: le regioni più esposte

Per pochi attimi le temperature si spingeranno fino a +2 o +3°C in pianura tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, favorendo l'arrivo della neve, seppur con bassa probabilità di accumulo. Ma per il nord l'ondata di freddo sarà davvero fugace.

Il freddo artico si concentrerà principalmente sulle regioni del centro-sud, dove entrerà in azione dalla mattina di giovedì 26 marzo. Il vortice freddo darà luogo a tantissima instabilità, ricca di temporali e acquazzoni, oltre che venti burrascosi. Nevicate abbondanti sono attese lungo tutta la dorsale appenninica: si ipotizzano accumuli di oltre 20-30 cm nella sola giornata di giovedì e altrettanti in quella di venerdì.

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Fiocchi di neve a bassa quota anche al centro-sud

Tra giovedì sera e venerdì i fiocchi di neve potrebbero spingersi fino a 400-500 metri di altitudine su Marche, Abruzzo e Molise. Fiocchi fino a 600 metri su Puglia, Campania e Basilicata. Ma i temporali potrebbero fare una grossa differenza: in presenza di tuoni e fulmini, ecco che la neve rischia di portarsi ancor più in basso, anche fino a 200-300 metri sulle suddette regioni. Il tutto, però, solo per pochi istanti. Dove potrebbe arrivare la neve al centro-sud:

  • Marche, Abruzzo e Molise: neve fino a 400-500 metri;
  • Puglia, Campania e Basilicata: neve fino a 600 metri;
  • Possibili sconfinamenti fino a 200-300 metri durante i temporali.

E sulle coste?

  • Piogge intense e temporali improvvisi;
  • grandinate e fenomeni di gragnola;
  • sensazione di freddo accentuata dal vento.

Per le città di pianura e di mare sarà più probabile imbattersi in forti acquazzoni, gran freddo e grandinate. Non sono esclusi episodi di gragnola, ovvero la via di mezzo tra grandine e neve, tipica di queste irruzioni artiche molto gelide in alta quota. Da precisare, infatti, che a 5500 metri di quota arriveranno temperature prossime ai -34°C, valori tipici di una forte ondata di freddo artica pienamente invernale.

Certamente occorreranno cappotti, ombrelli e sciarpe: il freddo sarà ancora indiscusso protagonista in questo finale di marzo, mentre l'inizio effettivo della primavera è rimandato ancor più in là.

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