Primavera che zoppica in Europa. Prossima settimana con freddo, maltempo e neve a bassa quota.
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ondata di freddo polare
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Altro che sole, bel tempo e temperature miti. La primavera, ufficialmente cominciata anche sul calendario, zoppicherà non poco nei prossimi giorni. Già l'esordio di stagione non è poi così tanto primaverile: il freddo proveniente da est mantiene basse le temperature, da nord a sud, nonostante la presenza di qualche raggio di sole. Ma il colpo più pesante alla primavera potrebbe arrivare la prossima settimana, con un’ondata di freddo polare fuori stagione.

Ondata di freddo polare, primavera già in crisi

Quel che non si è verificato tra fine dicembre, gennaio, febbraio e inizio marzo potrebbe palesarsi paradossalmente sul finire del mese, a primavera ormai avviata. Tutti i principali centri meteo sono concordi sulla discesa di una enorme saccatura fredda polare, capace di traghettare in pieno inverno buona parte d’Europa.

Non è un’ondata di gelo da est, sia chiaro, bensì si parla di una massa d’aria fredda proveniente dal mar glaciale Artico, quindi "meno fredda" rispetto alle corrispettive provenienti dalla Siberia. In ogni caso sarebbe in grado di catapultare indietro di due mesi vasti territori d’Europa e d’Italia, contribuendo ad un sensibile calo delle temperature e anche al ritorno della neve a quote basse per il periodo.

Nel finale di marzo potrebbe verificarsi:

  • calo sensibile delle temperature su gran parte d’Italia

  • ritorno della neve a quote basse per il periodo

Non è una situazione così eccezionale, in verità. Il mese di marzo, non a caso, è il più pazzerello dell’anno proprio per via di questi improvvisi sbalzi di temperatura. Aggiungendo il precoce final warming arrivato ad inizio marzo, il quadro è completo.

freddo
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Sono gli effetti del final warming

Il final warming è un passaggio fondamentale della stagione, anche se spesso resta poco conosciuto al grande pubblico. Si tratta del riscaldamento definitivo della stratosfera polare che avviene tra marzo e aprile e che porta allo smantellamento del vortice polare alle alte quote. Durante l’inverno questo vortice agisce come una vera e propria “cupola” che trattiene il freddo alle alte latitudini, ma quando viene disturbato e poi definitivamente dissolto, tutto quell’equilibrio viene meno.

Nel momento in cui il riscaldamento stratosferico diventa marcato, la struttura del vortice polare si indebolisce, si deforma e talvolta si frammenta. Questo processo non resta confinato a 30 km di altezza, ma tende a propagarsi verso il basso nel giro di alcune settimane, andando a influenzare direttamente la troposfera, cioè lo strato atmosferico in cui si sviluppa il tempo che viviamo ogni giorno. È proprio questa propagazione verso il basso a rendere il final warming così importante per le sorti della primavera.

Non è affatto raro che proprio dopo un final warming precoce si verifichino ondate di freddo tardive anche incisive. La storia meteorologica italiana è ricca di episodi simili: basti pensare a diverse irruzioni fredde avvenute tra fine marzo e inizio aprile nel corso degli ultimi decenni, alcune delle quali hanno portato neve a quote molto basse e gelate diffuse in piena fase vegetativa.

Situazioni che spesso risultano ancora più impattanti rispetto a quelle invernali, proprio perché arrivano quando la natura è già in risveglio.

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Quando arriverà il freddo più intenso

Il tonfo della colonnina di mercurio arriverà tra giovedì 26 e martedì 31 marzo: praticamente l’intero finale del mese rischia di essere condizionato da questa ondata di freddo polare

Le giornate si allungano sempre più, addirittura nel prossimo weekend torna l’ora legale che posticiperà i tramonti di un’ora, allungando apparentemente ancor di più le giornate: ma di primaverile ci sarà davvero molto poco, anzi nulla. Cosa succederà in Italia:

  • piogge, temporali e condizioni instabili diffuse;

  • possibili nevicate fino a 400-500 metri tra centro e nord.

La depressione attualmente descritta dai centri meteo non lascia spazio a dubbi: nubi, piogge e temporali saranno i protagonisti del tempo nel finale di marzo. Il freddo a tratti intenso al centro e al nord Italia potrebbe favorire nevicate a quote basse, localmente fino a 400-500 metri di altitudine. Al momento, tuttavia, si tratta di ipotesi, quindi è presto per addentrarsi in previsioni localizzate e affidabili.

L’unica certezza riguarda un avvio di primavera estremamente lento e travagliato, con la bella stagione che impiegherà ancora tempo prima di imporsi davvero.

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