Nascosto nel quartiere Brancaccio, nella zona sud orientale del capoluogo siciliano e lontano dagli itinerari più frequentati dai turisti, si trova uno dei complessi medievali più stratificati dell'isola: si tratta di Palazzo della Favara a Palermo, un edificio che ha attraversato secoli di storia passando dall'emirato arabo al regno normanno, attraverso trasformazioni, abbandoni e recenti restauri. Le sue mura di tufo, le arcate a sesto acuto e i resti di una cappella palatina raccontano una civiltà che ha fatto di Palermo una delle capitali culturali del Mediterraneo medievale.
- Perché il Palazzo della Favara è chiamato anche Castello di Maredolce
- Palazzo della Favara e la Palermo arabo-normanna
- L'architettura del Castello di Maredolce: com'è fatta
- Il giardino del Castello di Maredolce: Parco della Favara
- Dove si trova il castello di Maredolce e come arrivare
- Come visitare Palazzo della Favara: orari e biglietti
Perché il Palazzo della Favara è chiamato anche Castello di Maredolce
Palazzo della Favara è conosciuto anche come Castello di Maredolce, un doppio nome che riflette le due anime della sua storia, quella araba e quella normanna, fuse in un'unica struttura architettonica. Il termine Favara deriva dall'arabo al-Fawwāra, che significa letteralmente "la sorgente che ribolle": un riferimento alla presenza di acque sorgive che caratterizzava il sito già prima della costruzione dell'edificio.
Il nome Maredolce, invece, è legato all'ampio bacino artificiale che cingeva il palazzo su tre lati: un lago d'acqua dolce ottenuto grazie a una diga di blocchi di tufo che interrompeva il corso naturale della sorgente. E proprio la sua acqua limpida e tranquilla ha suggerito il nome evocativo con cui il castello è tutt'oggi ricordato.
Palazzo della Favara e la Palermo arabo-normanna
Le radici di Palazzo della Favara risalgono al X secolo, ossia quando l'emiro kalbita Ja'far al-Kalbi II, che governò l'Emirato di Sicilia tra il 998 e il 1019, fece erigere in quest'area ricca di acque sorgive una residenza di piacere. Con la conquista normanna dell'isola, però, il palazzo acquistò un ruolo ancora più centrale nella vita della corte palermitana.
Secondo quanto riportato nel "Chronicon" di Romualdo Salernitano, Re Ruggero II decise infatti di ampliarlo e trasformarlo inserendolo nel circuito dei Sollazzi Regi: un sistema di residenze reali, parchi e laghi artificiali che circondava Palermo e che raggiunse il massimo splendore sotto Guglielmo II.
A questo stesso sistema appartenevano anche il Castello della Zisa, la Cuba e la Cuba Sottana: strutture che, nel loro insieme, riflettevano la fusione tra l'estetica islamica e quella normanna. Grazie a questa rete di residenze reali, Palermo si affermò come una delle corti più cosmopolite d'Europa.
L'architettura del Castello di Maredolce: com'è fatta
L’architettura del Castello di Maredolce ha una struttura che richiama lo stile islamico, segno evidente dell’influenza nord-africana nelle residenze dell’antico emirato siciliano: l’edificio, infatti, appare compatto e organizzato intorno a un grande cortile centrale, che rappresenta il cuore del complesso. Questi sono gli elementi principali che caratterizzano il Castello di Maredolce:
- pianta quadrata, con un cortile interno che un tempo era circondato da un portico coperto da volte, anche se oggi ne restano solo alcune tracce;
- pareti esterne in blocchi di tufo, con arcate a punta che si aprono lungo il perimetro;
- quattro ingressi sul lato non affacciato sul lago artificiale, due dei quali portano alla cosiddetta Aula Regia, lo spazio principale del castello;
- cappella dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, con una sola navata e una cupola semisferica sopra il transetto, ispirata a modelli orientali;
- resti di un hammam, bagno di tradizione islamica, oggi inglobato in un edificio più recente e quindi poco visibile.
L’aspetto esterno di Palazzo della Favara, molto uniforme e curato riflette invece l’intervento dei Normanni, che hanno dato coerenza all’intero complesso: la forma quadrata e la cupola della cappella sono gli elementi più rappresentativi di un edificio che fonde in modo armonioso tradizioni architettoniche diverse.
Il giardino del Castello di Maredolce: Parco della Favara
Attorno al castello di Maredolce si estendeva un grande parco di circa 40 ettari, parte integrante della residenza reale: il Parco della Favara. A causa dell'urbanizzazione e dell'abusivismo edilizio che ha segnato il quartiere Brancaccio, però, l'area si è ridotta a circa 25 ettari.
I giardini della Favara seguivano il modello dei giardini islamici dell'Ifriqiya e della Spagna musulmana dell'epoca: spazi concepiti come rappresentazioni del paradiso coranico, dove l'acqua, gli alberi da frutto e gli animali esotici convivevano in un equilibrio armonico.
Dopo essere stato aperto al pubblico per la prima volta in età moderna nel 2011, grazie all'intervento del Fondo Ambiente Italiano (FAI), il parco ha ricevuto il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, un riconoscimento che ha portato attenzione internazionale su questo angolo dimenticato di Palermo.
Il lago di Maredolce
Per secoli, un bacino di acqua artificiale ha circondato il palazzo su tre lati: il lago di Maredolce, un bacino creato tramite una diga di tufo che interrompeva il corso della sorgente del monte Grifone; al centro si trovava un'isola di circa due ettari, raggiungibile solo in barca, dove crescevano palme e agrumeti.
Nel XVI secolo, però, la sorgente si è prosciugata e l'area lacustre è stata trasformata in terreno agricolo e in una zona paludosa. Negli ultimi anni sono stati avviati interventi di recupero per restituire valore al sito; oggi il lago non è più quello di una volta, ma in alcune stagioni torna a riempirsi parzialmente d’acqua, permettendo di intuire l’aspetto originario.
Dove si trova il castello di Maredolce e come arrivare
Il castello di Maredolce si trova nella zona sud-orientale di Palermo, ai margini del quartiere Brancaccio e al confine con l'autostrada A19: un sito che, nonostante la posizione periferica, risulta raggiungibile sia con i mezzi pubblici sia in auto.
Il particolare il castello sorge in vicolo Castellaccio, con un ingresso secondario da via Giafar e un accesso privato da via Conte Federico. Per chi si sposta con i mezzi pubblici di Palermo, le linee AMAT che servono l'area di Brancaccio permettono di raggiungere il sito; si consiglia però, di verificare gli orari aggiornati sul sito ufficiale dell'azienda, in quanto le corse possono subire variazioni stagionali.
Chi invece preferisce l'auto può trovare parcheggio nelle strade adiacenti al vicolo.
Come visitare Palazzo della Favara: orari e biglietti
Palazzo della Favara è gestito dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, in collaborazione con l'Associazione Castello e Parco di Maredolce. Gli orari di apertura al pubblico del castello di Maredolce sono i seguenti:
- lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato: dalle ore 9.00 alle ore 13.00;
- prima domenica del mese: dalle ore 9.00 alle ore 13.00;
- martedì: dalle ore 9.00 alle ore 18.30.
Prima di pianificare la visita, però, è opportuno verificare eventuali aggiornamenti agli orari sul sito ufficiale o contattando direttamente la struttura in caso di eventuali variazioni. Il biglietto d'ingresso è di 2 euro, un costo contenuto che rende il castello tra i monumenti più accessibili del territorio palermitano.








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