Non solo lago e Sacro Monte: in primavera Varese svela dimore dove l’arte dialoga con giardini geometrati e fontane scenografiche. Tra aprile e giugno, molte aprono con visite speciali, incontri e iniziative all’aperto che cambiano il senso della visita. Si parla di luoghi-icona come Villa Panza, Villa Della Porta Bozzolo, Villa Toeplitz e Villa Cicogna Mozzoni. Ecco, allora, quali sono le ville di Varese da non perdere.
Villa e Collezione Panza: arte e un giardino che "parla"
Una dimora settecentesca sul colle di Biumo ospita una tra le collezioni d’arte contemporanea più note, nata dalla passione del collezionista Giuseppe Panza di Biumo. All’esterno, un grande giardino all’italiana incornicia prospettive pulite, filari e alberi secolari, amplificando il rapporto tra natura e architettura.
In questa stagione rientrano appuntamenti che intrecciano racconto, territorio e collezioni. Il ciclo “Ti racconto Villa Panza” propone visite guidate programmate sulla storia della casa e sull’arte minimalista.
Villa Della Porta Bozzolo: terrazze verdi in Valcuvia
A Casalzuigno, nel cuore della Valcuvia, una villa di delizia settecentesca appare come un teatro verde: terrazze che salgono verso il bosco, scalinate monumentali e disegni all’italiana. La primavera è il momento migliore: le camelie e le prime fioriture restituiscono colori e profumi, mentre il parco diventa set naturale per appuntamenti dedicati alla botanica e alla fotografia.
Villa Toeplitz: fontane e vista verso il Sacro Monte
Nella zona di Sant’Ambrogio, Villa Toeplitz è celebre per il suo parco monumentale realizzato nei primi decenni del Novecento dal banchiere polacco Giuseppe Toeplitz. Oggi la villa ospita funzioni universitarie e culturali, ma il parco rimane uno dei luoghi più amati per camminare tra rododendri, giochi d’acqua e scalette che aprono scorci inattesi.
Villa Cicogna Mozzoni: Rinascimento tra ninfei e acqua
A Bisuschio, quasi al confine con la Svizzera, la residenza affonda le radici nel Quattrocento e conserva uno dei giardini rinascimentali meglio preservati della Lombardia. La struttura originaria è ancora visibile: terrazze in sequenza, statue, ninfei e fontane pensate per sorprendere l’ospite con effetti prospettici e d’acqua.
Un corridoio culturale tra arte, giardini e comunità
Le ville del Varesotto formano un sistema che unisce epoche diverse: dal Rinascimento alla stagione delle grandi residenze settecentesche, fino ai giardini novecenteschi. Mostre, rassegne e percorsi tematici rendono fruibili questi luoghi, trasformandoli in testimonianze storiche e paesaggistiche ancora vive.








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