Capita spesso di scorrere le proposte di viaggio e saltare la Basilicata. Un errore: in Basilicata in primavera si mettono insieme, nello stesso weekend, un castello svevo a oltre 800 metri, un cratere pieno d’acqua color smeraldo e una spiaggia ionica quasi deserta. Il meteo è favorevole, i panorami sono più nitidi e la cucina di territorio si accende con le verdure di stagione. Si dovrebbe considerare un giro di 4–6 giorni per cogliere l’essenziale: borghi, laghi, colline panoramiche e siti archeologici a due passi dal mare. Di seguito, i cinque paesi che danno il meglio proprio adesso.
Castel Lagopesole: rocca federiciana e boschi primaverili
Salendo verso Castel Lagopesole, frazione di Avigliano (Potenza) oltre quota 800 metri, lo sguardo intercetta subito il profilo della rocca. Il Castello di Lagopesole è un presidio federiciano associato alla dinastia sveva: la tradizione lo collega a Federico II, che lo utilizzò come residenza di caccia, e a Manfredi.
Le mura sono integre, gli ambienti si visitano e, dal cortile, nelle giornate terse si percepisce il perché della scelta: controllo del territorio e bellezza del contesto si tengono insieme. All’interno si trova anche una chiesa romanica dalle linee essenziali e luminose.
Poco lontano, tra la zona di Carpini, il Lago Pesole e il Conte Piano, affiorano incisioni rupestri con scene di caccia: figure graffite considerate tra i primi segni di arte in Basilicata.
Rionero in Vulture e i Laghi di Monticchio: vulcano e cantine
Più a nord, Rionero in Vulture introduce al massiccio vulcanico del Vulture e ai Laghi di Monticchio. Il paese è noto per le acque minerali imbottigliate e per le cantine dell’Aglianico del Vulture. In centro, tra vicoli e palazzi, spiccano la Chiesa di San Marco Evangelista e Palazzo Fortunato, testimonianze di una stagione nobile che ha lasciato facciate in pietra e corti raccolte.
Prima di puntare ai laghi, conviene una sosta a tavola: cavatelli fatti a mano, formaggi di latte ovino, salumi del Vulture e verdure spontanee di stagione. I Laghi di Monticchio, all’interno della Riserva del Vulture, occupano il cratere spento del vulcano.
Lago Grande e Lago Piccolo hanno acque scure e quiete, circondate da una vegetazione fitta di castagni, faggi, pini, aceri e frassini. La stagione permette passeggiate lungolago e picnic sull’erba. In alto, sopra il Lago Piccolo, sorge l’Abbazia di San Michele Arcangelo, costruita attorno a una grotta frequentata dai monaci basiliani; oggi ospita un museo dedicato alla storia naturale del vulcano e alla rara farfalla notturna Bramea del Vulture.
Forenza: il “Balcone delle Puglie”
Forenza (Potenza) sale su un colle, la quota, circa 836 metri, regala una vista su orizzonti vasti: il soprannome “Balcone delle Puglie” dice già molto, perché da qui si abbracciano il Tavoliere, il Gargano e, in lontananza, il Monte Vulture. Il centro storico è un dedalo di vie che si allunga verso la piazza, baricentro della vita quotidiana.
Camminando si incontrano chiese, palazzi e murales contemporanei che raccontano lavoro contadino e devozioni popolari. La sosta ideale è proprio in piazza, per osservare il via vai degli abitanti e riconnettersi a un ritmo ancora autentico.
In tavola si ritrovano piatti essenziali e saporiti: lagane con ceci, carni alla brace, pane locale cotto a legna, spesso accompagnati dai vini del Vulture.
Tricarico: l’anima arabo-normanna e la torre
In provincia di Matera, Tricarico conserva un impianto arabo-normanno raro e leggibile. I quartieri storici – Civita, Sarasena, Labata, Monte e Piano – si incastrano tra salite, scale e archi che incorniciano squarci di valle. Il patrimonio include la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la porta della città, antichi palazzi nobiliari e una torre normanna alta circa 27 metri, vero faro di pietra sopra i tetti.
Con il clima primaverile il saliscendi è più dolce e la visita diventa una passeggiata tra epoche diverse. Chi dispone di tempo può integrare la giornata con una deviazione verso Matera o verso i calanchi di Montalbano Jonico, dove l’argilla grigio-azzurra contrasta con i prati che tornano al verde.
Policoro e la costa ionica: mare, pineta e archeologia
La Basilicata non è solo montagne. In primavera la costa ionica si presenta con spiagge larghe e curate, senza la folla estiva. Policoro (Matera) offre sabbia chiara e un mare che vira dall’azzurro tenue al verde intenso. La pineta retrostante profuma di resina e macchia mediterranea; è la stagione giusta per camminare sul bagnasciuga, correre o pedalare lungo i percorsi ciclabili, godendosi temperature ancora piacevoli.
Per chi ama la storia, il Museo Archeologico Nazionale della Siritide custodisce reperti dell’antica Heraclea, organizzati in un itinerario che va dal Neolitico all’età romana.
Nei dintorni si può proseguire verso Metaponto, con il Parco Archeologico e le Tavole Palatine, tempio dorico dedicato ad Hera, e le lunghe spiagge della Riserva di Metaponto. Spostandosi all’interno, in un raggio contenuto, si incontrano borghi come Miglionico, Craco e Aliano.



per commentare devi effettuare il login con il tuo account