Il borgo nel bosco con castello e viste: cosa vedere a Collalto Sabino, a un'ora da Roma

A meno di un’ora dalla Capitale, Collalto Sabino regala pietra, silenzio e panorami d’Appennino. Un rifugio d’altura tra storia, sentieri e cucina di montagna.
cosa vedere a collalto sabino
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Collalto Sabino, nel Reatino, è uno di quei luoghi in cui il tempo sembra rallentare davvero. Arroccato a 980 metri e inserito tra i Borghi più belli d’Italia, offre bellissime piazze, la natura della Riserva Monte Navegna e Monte Cervia a fare da cornice. Ecco, allora, cosa vedere a Collalto Sabino, una meta che unisce storia, aria fresca d’altura e sapori contadini, ideale per una gita o un weekend.

Il castello e le piazze simbolo

Il profilo del borgo è definito dal castello, nato come torre d’avvistamento in età longobarda e sviluppato in età baronale. Nel tempo passò a dinastie di primo piano, tra cui Mareri, Savelli, Strozzi, Soderini e Barberini, lasciando un’impronta architettonica forte.

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Oggi la struttura, riconoscibile per il mastio quadrangolare, le torri angolari e le garitte, è destinata a eventi privati: dall’esterno, però, mantiene un notevole impatto scenografico. Attorno, un anello di vicoli e scale in pietra conduce alle piazze principali e ai migliori punti panoramici. 

Piazza Vittorio Emanuele II e Piazza Guglielmo Marconi

Varcata la Porta Vecchia, lo slargo di Piazza Vittorio Emanuele II accoglie con una fontana ottagonale in pietra, memoria di un uso quotidiano dell’acqua oggi divenuto arredo urbano. Da qui si diramano le vie più fotogeniche del centro, tra archi e ballatoi fioriti. Poco oltre, Piazza Guglielmo Marconi offre uno dei punti di vista più ampi sulle valli circostanti: al tramonto, la luce radente esalta il profilo dei crinali e i borghi che punteggiano la Sabina montana. 

Chiese e luoghi di culto

L’anima devozionale del paese emerge nella parrocchiale di San Gregorio Magno, attestata dall’XI secolo e custode di un affresco seicentesco di buona fattura. Il percorso prosegue fuori dalle mura, lungo una breve camminata tra colline e coltivi che porta al Convento di Santa Maria, inserito in un contesto silenzioso e raccolto. Sul versante opposto, la chiesa cimiteriale di Santa Lucia aggiunge un tassello alla mappa dei luoghi sacri. 

Sentieri, riserva naturale e cammini

Collalto Sabino è porta naturale della Riserva Monte Navegna e Monte Cervia, area protetta che tutela boschi maturi, praterie d’altitudine e biodiversità appenninica. Dai margini del centro si imboccano percorsi segnalati che alternano ombra, punti d’acqua e scorci sul lago. 

La rete sentieristica, adatta a un’escursionistica di passo lento, consente di modulare l’impegno in base alla stagione e alla dimestichezza con il dislivello. In primavera e in autunno i colori del sottobosco rendono particolarmente suggestivo il cammino, mentre d’estate l’altitudine regala temperature più miti. 

Il CAI 346 verso il Monte San Giovanni

Uno degli itinerari più noti è il CAI 346, che sale dal borgo al Monte San Giovanni superando la soglia dei mille metri. Lungo il percorso si incontrano la Fonte degli Spiriti e i resti dell’antico insediamento di Montagliano, ridotto a ruderi tra la vegetazione. Sulla sommità sono visibili tracce di un’abbazia medievale, edificata su preesistenze di età romana: segni che testimoniano la lunga continuità d’uso di questi crinali. Il rientro, per la stessa via o in anello, consente altre viste su valle e castagneti. 

Il Cammino del Lago Turano

Collalto Sabino rientra nelle tappe del Cammino del Lago Turano, un percorso ad anello che collega i borghi affacciati sul bacino e le quote circostanti. Camminando si alternano praterie, boschi e tratti esposti con vista sul lago, con passaggi che raggiungono le Gole dell’Obito e numerose sorgenti e fontanili storici. L’itinerario, suddiviso in più giornate o spezzato in sezioni brevi, valorizza un’area ancora poco battuta dal turismo di massa. 

Cosa mangiare: cucina di bosco e di pascolo

La gastronomia locale riflette l’economia di montagna, con materie prime essenziali e sapori decisi. Tra i piatti tipici:

  • Cordicelle: pasta lunga lavorata a mano, protagonista di una sagra estiva molto partecipata.
  • Pizza ‘de ‘nfrasco: pane/piada cotto sotto la brace, ideale con salumi e formaggi locali.
  • Gnocchetti di farina di grano e granturco: sapidi e sostanziosi, tipici dell’entroterra.
  • Sagne strappate e zuppa di fave: piatti caldi, perfetti nelle stagioni fredde.

Come arrivare e consigli di visita

Dalla Capitale si raggiunge Collalto Sabino percorrendo l’A24 in direzione L’Aquila e uscendo a Carsoli–Oricola; una strada provinciale panoramica conduce al borgo in circa un quarto d’ora.

Ma quando visitare il borgo? Le stagioni intermedie offrono le condizioni più gradevoli per camminare, ma anche l’estate, grazie alla quota, regala temperature più gestibili rispetto alla pianura. In inverno è opportuno considerare abbigliamento caldo e calzature con buona aderenza.

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