Povertà ed esclusione sociale nell'Ue, miglioramento lento e non uniforme

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Eurostat

Eurostat descrive la situazione della povertà e dell’esclusione sociale nell’Unione Europea, mettendo in evidenza come il fenomeno resti ancora molto diffuso, nonostante qualche segnale di miglioramento. Nel 2025, infatti, circa 92,7 milioni di persone — poco più di un quinto della popolazione europea — si trovavano in una condizione di rischio di povertà o esclusione sociale. Si tratta di individui che vivono in famiglie con redditi bassi, oppure che affrontano gravi difficoltà materiali, o ancora che partecipano poco al mercato del lavoro.

Rispetto all’anno precedente si registra un lieve progresso, con una riduzione di circa 600.000 persone in questa condizione. Questo dato suggerisce che, a livello generale, l’Unione Europea sta lentamente migliorando, anche se i cambiamenti sono graduali e non uniformi tra i diversi paesi. Le differenze territoriali restano infatti molto marcate: i livelli più alti di rischio si concentrano soprattutto nell’Europa sud-orientale, mentre alcuni paesi dell’Europa centrale presentano situazioni decisamente più favorevoli.

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All’interno di questo quadro, i paesi dell’Europa meridionale — in particolare Italia, Spagna e Portogallo — mostrano caratteristiche comuni ma anche alcune differenze significative. L’Italia si colloca più o meno intorno alla media europea, ma continua a essere segnata da problemi strutturali come la disoccupazione, soprattutto giovanile, e forti divari tra Nord e Sud. Questo rende il miglioramento più lento e meno evidente rispetto ad altri contesti.

La Spagna presenta una situazione generalmente più critica, con livelli di rischio di povertà più elevati. Qui incidono fattori come la precarietà del lavoro e una disoccupazione che, pur essendo diminuita negli ultimi anni, resta significativa. Le difficoltà colpiscono in particolare i giovani e le famiglie più numerose, rendendo il fenomeno più diffuso rispetto alla media europea.

Il Portogallo, invece, pur partendo da condizioni simili a quelle degli altri paesi del Sud Europa, ha mostrato negli ultimi anni segnali di miglioramento più consistenti. Il rischio di povertà rimane comunque presente, soprattutto tra gli anziani e i lavoratori con redditi bassi, ma la tendenza appare più positiva rispetto a Italia e Spagna.

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