Regno Unito, in vigore la nuova legge sugli affitti che consente contratti vitalizi a prezzi di mercato

Il 1° maggio è entrata in vigore nel Regno Unito la riforma più importante degli ultimi 37 anni per il mercato degli affitti privati, il Renter’s Rights Act 2025, dato che l'ultima riforma di rilievo risaliva all'Housing Act del 1988
Palacio de Westminster, centro de la democracia británica
Getty images
Marta Gómez Martín-Romo

Il 1° maggio è entrata in vigore la riforma più significativa del mercato degli affitti privati ​​nel Regno Unito degli ultimi 37 anni, il Renters' Rights Act 2025. La nuova legge avvantaggia gli inquilini, eliminando la scadenza dei contratti di locazione e consentendo di lasciare l'immobile con un preavviso di un solo mese. In cambio, la legge abolisce il concetto di grandi proprietari, la designazione di "aree disagiate" e i tetti massimi agli affitti; i canoni di locazione saranno adeguati ai prezzi di mercato e i proprietari potranno rientrare immediatamente in possesso dell'immobile dopo tre mesi di mancato pagamento.

La nuova legge elimina anche i contratti a tempo determinato. Dal 1° maggio, tutti i contratti nel settore privato inglese sono a tempo indeterminato e mensili, il che significa che gli inquilini possono rescinderli con un preavviso di un mese. Tuttavia, gli inquilini dovranno adeguare il canone di locazione ai prezzi di mercato, non a quelli stabiliti dalle autorità pubbliche. Gli inquilini possono rimanere nell'immobile a condizione che adempiano ai loro obblighi, e la legge garantisce anche il diritto di tenere animali domestici e vieta la discriminazione nei confronti di chi percepisce sussidi sociali o di famiglie con figli.

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Gli sfratti si semplificano

Questa riforma introduce un nuovo meccanismo per gli sfratti dovuti al mancato pagamento dell'affitto: dopo tre mesi di mancato pagamento, il giudice è legalmente obbligato a disporre uno sfratto accelerato. Ciò rappresenta una differenza fondamentale rispetto alla Spagna, dove l'incertezza giuridica costringe i proprietari a procedure di sfratto che possono durare dai 9 ai 15 mesi, nella migliore delle ipotesi, se non di più.

Sono vietate le aste al rialzo, ovvero le guerre di offerte in cui i proprietari o gli agenti immobiliari incoraggiavano gli inquilini a pagare un canone superiore a quello pubblicizzato.

Dal 1° maggio, il proprietario non può più richiedere alcun pagamento dell'affitto prima della firma del contratto di locazione e, una volta firmato, può richiedere solo un mese di affitto anticipato, eliminando così la pratica di chiedere diversi mesi di affitto anticipato agli inquilini senza una storia creditizia.

Con questa riforma, il Parlamento britannico non ha stabilito alcun tetto massimo per gli affitti, né per il canone iniziale né per gli aumenti annuali. Ciò significa che i proprietari britannici possono fissare il canone di mercato e aumentarlo annualmente fino al prezzo giustificato da immobili comparabili nella loro zona. Inoltre, il Property Tribunal, composto da esperti della Royal Institution of Chartered Surveyors e basato su dati comparabili reali provenienti da piattaforme come Rightmove e Zoopla, e non su indici amministrativi, è l'organo preposto alla determinazione del canone di mercato, non il governo.

Nel Regno Unito non esiste la figura del "grande proprietario immobiliare". Nel Paese i proprietari di più immobili non sono soggetti a un registro specifico né a un sistema di sanzioni più severe per il possesso di un numero di proprietà superiore a una certa soglia.

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