Los Castillitos: la fortezza-fiaba sul mare di Murcia che stupisce

Sembra un castello, è una batteria costiera: panorami, ingresso gratis e storia unica a due passi da Cartagena.
los castillitos
Diego Delso, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Sembra uscito da un racconto medievale, ma custodisce una delle storie militari più sorprendenti della costa spagnola. Los Castillitos, in cima alle scogliere di Cabo Tiñoso, unisce torri merlate, gallerie nella roccia e due cannoni giganteschi affacciati sul Mediterraneo. La scenografia è da cartolina, ma l’architettura è stata pensata per sparire nel paesaggio, non per farsi notare. Si parla di un luogo gratuito, facilmente raggiungibile in auto e capace di regalare uno dei belvedere più intensi della Murcia.

Dove si trova e perché fa parlare di sé

La Batería de Castillitos sorge a circa 250 metri di altitudine sulle scogliere di Cabo Tiñoso, nell’Area Naturale Protetta Sierra de la Muela, Cabo Tiñoso y Roldán. Ci si trova a circa 30 chilometri a ovest di Cartagena e non lontano da Puerto de Mazarrón, in una lingua di costa selvaggia e poco edificata. L’impatto è potente: torri, merli e pietra locale si fondono con i rilievi ocra e grigi, mentre il mare, subito sotto, disegna un orizzonte profondo. Il risultato è un ibrido affascinante: un finto castello che, in realtà, nasconde un passato strategico legato alla difesa navale. 

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Un castello che nasconde una batteria costiera

Non si tratta di un maniero antico, ma di una struttura realizzata nel XX secolo con uno scopo preciso: proteggere Cartagena, cuore della Marina spagnola. La genesi parte dal 1926, quando venne approvato un piano di difesa costiera; i lavori sul sito iniziarono nel 1933 e si conclusero attorno al 1936. Il linguaggio architettonico è volutamente ingannevole: torrette, bastioni e muratura in pietra locale imitano le forme naturali e riducono la visibilità da mare

I cannoni da 381 mm: numeri che impressionano

Il cuore tecnologico della batteria erano due Vickers-Armstrongs da 381 millimetri, prodotti a Sheffield e portati in quota con complesse operazioni logistiche. Questi pezzi d’artiglieria, tra i più imponenti installati in Spagna, dominano ancora il versante verso il Mediterraneo. 

Quando hanno sparato, dismissione e rinascita

Paradossalmente, tanta potenza fu quasi mai usata. Un solo colpo in contesto bellico è registrato nell’aprile del 1937, per respingere una formazione navale che si avvicinava a Cartagena. Con l’evoluzione dei sistemi aeronavali, la difesa costiera fissa perse rilevanza e l’impianto venne dismesso nel 1994. Nel 1997 il complesso fu dichiarato Bene di Interesse Culturale, riconoscendone il valore storico e paesaggistico. Un intervento conservativo tra il 2009 e il 2011 ha permesso di stabilizzare strutture e percorsi, aprendo la strada a una fruizione turistica in sicurezza. 

Come arrivare: la strada fra tornanti e panorami

Per raggiungere Los Castillitos si percorre in auto la RM‑E23, una vecchia strada militare che si stacca nei pressi del villaggio di Campillo de Adentro. Il tratto finale è di circa 10 chilometri, stretto e tortuoso, con tornanti ciechi e lunghi tratti senza guard-rail. 

Orari, costi e consigli per la visita

L’accesso è libero e gratuito, senza biglietterie né prenotazioni, e l’area è visitabile tutto l’anno. Per condizioni di luce e temperatura si consiglia di scegliere mattina presto o tardo pomeriggio, specialmente in estate. L’assenza di servizi in loco impone un minimo di organizzazione: acqua a sufficienza, protezione solare e calzature comode sono indispensabili. 

Cosa vedere nei dintorni di Cabo Tiñoso

Una volta esplorati corridoi e piazzole di tiro, l’area offre altre tappe interessanti, tutte coerenti con la vocazione tra natura e storia militare. La penisola di Cabo Tiñoso conserva altre batterie, sentieri nella macchia mediterranea e scorci sul Mediterraneo di grande impatto. Scendendo verso il mare, la costa alterna spiagge tranquille e borghi marittimi rilassati, ideali per chiudere la giornata con un bagno o con una pausa a base di pesce locale. Spostandosi di poco, si trovano paesaggi minerari brulli e cromie sorprendenti. Rientrando verso Cartagena, infine, il filo rosso della storia continua tra archeologia e cultura navale.

  • Batería del Jorel e Batería del Atalayón: due postazioni della stessa rete difensiva, la prima sulla punta estrema del promontorio con richiami neoclassici, la seconda raggiungibile con un sentiero tra la macchia.
  • Spiagge di La Azohía e Isla Plana: acque trasparenti, atmosfera rilassata e locali dove assaggiare il pescato della Costa Cálida, ai piedi del versante montuoso.
  • Miniere abbandonate di Mazarrón: un paesaggio minerario spettacolare, con rocce rossastre, laghetti sulfurei e resti industriali ottocenteschi, a circa un’ora di guida.
  • Cartagena storica: il Teatro Romano, il sottomarino di Isaac Peral e il Museo Navale completano l’esperienza, con un passaggio dalla difesa costiera alla grande tradizione marittima.

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