Canali che lambiscono le case, riflessi d’acqua che evocano cartoline veneziane e un passato artigiano che scorre da secoli. Non si parla della Laguna, ma di Pioraco, un micro-borgo delle Marche che è denominata sia “Piccola Venezia” che “Città della Carta”. Nel cuore verde dei Monti Sibillini, quasi al confine con l’Umbria, questo centro di meno di mille abitanti unisce natura, storia produttiva e musei insoliti. Il tutto incastonato tra due gole scavate dall’acqua, dove il paesaggio cambia a ogni curva del fiume.
Perché “Piccola Venezia” e “Città della Carta”
I canali che scorrono a ridosso delle abitazioni spiegano il primo soprannome, perché l’acqua attraversa l’abitato creando strettoie, ponti e vedute dall’atmosfera inaspettatamente lagunare.
Il secondo appellativo rimanda alla tradizione produttiva che ha reso Pioraco un centro cartario di riferimento per secoli. La disponibilità di acqua abbondante e pulita ha alimentato lavorazioni attive almeno dal Medioevo, arrivando a definire un sapere artigiano riconosciuto.
Cosa vedere a Pioraco
La visita si dovrebbe impostare lasciando spazio a due anime del borgo: la natura incisa dall’acqua, accessibile con un percorso breve ma scenografico, e il centro storico che custodisce ponti, chiese e musei tematici.
Il Sentiero Li Vurgacci
È un tracciato di circa 500 metri dentro una gola rocciosa, dove l’acqua ha scolpito laghetti, salti e anse che si attraversano su passerelle e ponticelli di legno. Le pareti mostrano figure naturali nella pietra – i “Vurgacci” – che sembrano volti e maschere, tra il fiabesco e l’inquietante.
Il borgo e i canali
Nel centro storico i canali scorrono vicini alle case, regalando affacci stretti, piccoli slarghi e scorci fotogenici. È qui che il soprannome “Piccola Venezia” acquista senso: ponticelli e muretti si affacciano sull’acqua, mentre il tessuto edilizio, compatto e ben conservato, mantiene l’atmosfera di un paese plasmato da fiume e roccia.
Museo della Carta e della Filigrana
Racconta la tradizione cartaria del borgo con strumenti storici e testimonianze che riportano al Trecento. La visita permette di comprendere come si lavorava la carta in epoca preindustriale, quali erano i passaggi chiave e in che modo la filigrana diventava un segno distintivo di qualità e provenienza.
Museo dei Fossili
Un piccolo spazio che custodisce circa 1.200 reperti rinvenuti nelle rocce della zona. La collezione apre una finestra sulla storia geologica del territorio, aggiungendo un tassello scientifico a un percorso già ricco di natura e memoria artigiana.
Ponte Romano e architetture sacre
Il Ponte Romano, attribuito con buona probabilità all’epoca di Augusto, testimonia l’antichità dei collegamenti in valle. In ambito religioso si dovrebbero segnalare la Chiesa di San Francesco, datata 1327 e impostata tra romanico e gotico, e il Santuario della Madonna della Grotta, un eremo incastonato nella roccia che sorprende per ambientazione e raccoglimento.
Come arrivare
Pioraco è pensato per una fuga di un giorno, facile da organizzare con mezzi propri o combinando treno e autobus.
- In auto: percorrere la SS77 della Val di Chienti e uscire a Castelraimondo; da lì si prosegue per circa 10 km seguendo le indicazioni per Pioraco.
- In autobus: la linea CONTRAM effettua fermate in paese, con collegamenti attivi dai centri vicini.
- In treno: la stazione più prossima è Castelraimondo-Camerino; dal piazzale si prosegue in autobus per raggiungere Pioraco.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account