A un’ora da Milano c'è il “Balcone d’Italia”, sospeso tra due laghi

Tra Como e Lugano, sentieri, borghi dipinti e storie di confine. Un weekend con una vista che non si dimentica.
Val d'Intelvi
Idéfix commonswiki CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Un balcone sospeso tra due laghi, le Alpi sullo sfondo e una valle che alterna boschi, paesini di pietra e sentieri facili: a circa 70 chilometri da Milano, la Val d’Intelvi è incastonata tra il Lago di Lugano e il Lago di Como. A ogni curva, si incrocia una storia di confine: mulini mossi dall’acqua, trincee dimenticate, un piccolo museo dedicato al contrabbando. È un territorio da vivere senza fretta, dove ogni svolta promette una sorpresa concreta, utile per riempire una giornata o un intero weekend.

Dove si trova la Val d'Intelvi e come arrivare

La Val d’Intelvi corre tra il Lago di Como e il Lago di Lugano, in Lombardia, ed è composta da quindici comuni disposti su due rami principali: quello che sale da Argegno verso San Fedele d’Intelvi e quello che unisce Lanzo d’Intelvi a Osteno. La posizione regala scorci continui sull’acqua e sulle cime, con boschi di castagni, prati e nuclei in pietra che scandiscono il paesaggio. 

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Da Milano conviene percorrere l’A9 verso Como, uscire a Como Nord e proseguire sulla Statale Regina in direzione Menaggio fino ad Argegno, porta d’ingresso della valle. Da qui si risale verso San Fedele, Lanzo e le frazioni.

Chi proviene da Lugano può seguire l’E35 fino all’uscita Melide–Campione d’Italia, attraversare Bissone e imboccare la strada della Valmara per Lanzo d’Intelvi. Attenzione ai navigatori: alcuni itinerari inseriscono la dogana autostradale svizzera, dove è richiesta la vignette

In alternativa si può arrivare con i mezzi pubblici sfruttando gli autobus in partenza dalle stazioni FS e Ferrovie Nord dell’area comasca verso i paesi della valle.

I panorami da ricordare: Monte Sighignola e “Balcone d’Italia”

Simbolo assoluto della valle è il “Balcone d’Italia”, la grande terrazza panoramica sulla cima del Monte Sighignola, a circa 1.300 metri, proprio sul confine. Nelle giornate limpide lo sguardo abbraccia il Lago di Lugano, la città omonima e, in lontananza, profili celebri come il Monte Rosa e il Cervino. La terrazza è entrata tra i “Luoghi del Cuore” del FAI, segno di un’affezione ormai consolidata.

Si può arrivare quasi fin sotto in auto dalla strada tra Lanzo e Sighignola, con parcheggio a pochi passi. Chi preferisce guadagnarsi la vista a piedi può partire nei pressi del ristorante La Baita e salire in circa venti minuti, oppure optare per la mulattiera da Lanzo con un dislivello intorno ai 400 metri.

Sentieri tra arte e memoria: dalle sculture nel bosco alle trincee

La rete escursionistica locale offre itinerari per tutti. La sorpresa più fotografata è il Sentiero delle Espressioni, sopra Schignano, dove legno e fantasia si fondono lungo il tracciato: sculture intagliate direttamente nei tronchi affiorano tra conifere e radure, trasformando la passeggiata in una galleria a cielo aperto. 

Il punto di partenza è l’Alpe Nava, raggiungibile dalla frazione Posa di Schignano; il percorso prosegue verso l’Alpe Comana, dove si incontra un piccolo lago e un agriturismo, e poi sale alla cima del Monte Comana, intorno ai 1.200 metri.

Il dislivello si attesta sui 380–400 metri, il tempo medio complessivo è di circa quattro ore, e l’itinerario è considerato accessibile anche a famiglie abituate a camminare. 

Linea Cadorna e Monte Generoso

Per chi cerca una camminata più lunga con un tocco storico, la foresta del Monte Generoso custodisce tratti della Linea Cadorna, il sistema difensivo della Prima Guerra Mondiale sul confine nord. 

In circa quattro ore si attraversano boschi fitti, camminamenti e fortificazioni fino al Comando Occupazione Avanzata Frontiera Nord, testimonianza concreta di una pagina di storia spesso ignorata. Dalla vetta del Generoso, intorno ai 1.700 metri, la vista spazia tra laghi, pianura e catena alpina.

In sella senza stress: e-bike e giri ad anello

In vari centri è possibile noleggiare e-bike per mezza o intera giornata e seguire itinerari che uniscono mulattiere e strade bianche chiuse al traffico. L’anello di Ponna è tra i più adatti a uscite tranquille, mentre l’anello di Orimento richiede più fiato: circa 40 chilometri con salite e tratti tecnici che collegano San Fedele d’Intelvi ai rifugi Prabello e Giuseppe Bruno, con rientro lungo una sezione del sentiero Belloni.

Prima di partire conviene informarsi sulle condizioni dei tracciati e sull’eventuale presenza di mezzi agricoli; si suggerisce inoltre di programmare soste acqua nei paesi, perché alcuni tratti sono completamente immersi nel bosco.

Alpeggi da vivere: passeggiate con lama e asinelli

Tra le esperienze più curiose c’è quella proposta all’Alpe di Blessagno, dove un’azienda agricola organizza passeggiate con i lama lungo le mulattiere tra prati e boschi, con vista sul Lago di Como. Nella stessa realtà si possono vivere attività dedicate agli asinelli: toelettatura, conduzione al guinzaglio, osservazione del branco, tutte pensate con un approccio rispettoso e adatto anche ai più piccoli.

Per chi vuole fermarsi in quota, un agriturismo d’alpeggio della zona offre pernottamento e cucina di montagna a base di prodotti stagionali; la struttura è raggiungibile con navetta o fuoristrada dedicato, soluzione utile quando le strade non sono percorribili con auto private.

Borghi e arte diffusa: Argegno, Pigra e il “borgo dipinto”

Argegno, affacciato sul Lago di Como, è l’ingresso naturale della valle. Il fiume Telo divide il borgo e, laddove incontra il lago, regala uno scorcio fotogenico tra case in pietra, ponti e antichi opifici. Dal lungolago si risale ai vicoli medievali e si prende la funivia Argegno–Pigra, tra le più ripide d’Italia con pendenze oltre il 70%: in pochi minuti si guadagna quota e si arriva a Pigra, ottimo punto di partenza per trekking e per un percorso urbano.

Poco fuori dal paese, con circa venti minuti di cammino, il belvedere di Pigra regala una vista elevata su Bellagio, Varenna e l’Isola Comacina: uno di quei panorami che giustificano la salita da soli.

Claino con Osteno, il paese dei murales

Dal 2019 il comune di Claino con Osteno ha trasformato i propri vicoli in un museo a cielo aperto: oltre settanta murales e dipinti colorano le facciate con scene di vita contadina e soggetti contemporanei.

A Osteno, infine, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo custodisce interni riccamente decorati tra stucchi e dipinti seicenteschi e settecenteschi.

Big Bench #166, eremo e antichi mulini

In località Bolla, nel Centro Valle d’Intelvi, si trova la panchina gigante del Big Bench Community Project n. 166. Verniciata nei toni del verde petrolio e del rosso, è posizionata ai piedi del Pizzo della Croce: salendoci si cambia prospettiva sulla valle, con i paesi distesi sui pendii e il profilo del Lago di Como.

L’Eremo di San Zeno, edificato nel 1215 per volontà dei maestri comacini, si raggiunge con circa un’ora di cammino da Pian delle Alpi, vicino a San Fedele d’Intelvi: un luogo essenziale, in posizione dominante, che unisce silenzio e ampie vedute. 

L’acqua, invece, ha disegnato la Valle dei Mulini lungo il Telo: dal Settecento qui sorsero opifici mossi dalla corrente. Oggi ne restano cinque, trasformati in abitazioni private; a fine estate, durante la Festa dei Mulini, alcune strutture aprono per visite guidate, mentre tutto l’anno l’area resta una piacevole passeggiata nel verde.

Erbonne e il Piccolo Museo del Contrabbando

A circa 950 metri di quota, Erbonne concentra l’anima di frontiera della Val d’Intelvi. Il borgo è frequentato fin dalla preistoria, come testimoniano ritrovamenti in selce e ceramica; in epoca recente è diventato uno dei simboli del contrabbando tra Italia e Svizzera.

Nell’ex caserma della Guardia di Finanza ha sede il Piccolo Museo del Contrabbando, attivo fino al 1977: documenti, oggetti e ricostruzioni raccontano i percorsi notturni degli “spalloni” e le pattuglie sul crinale.

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