Un borgo che sembra uscito da un racconto d'alta quota, ma si raggiunge dopo una serie di curve nell'entroterra marchigiano. Elcito, minuscola frazione di San Severino Marche, è uno di quei luoghi che costringono a rallentare. Lo si chiama "piccolo Tibet" per la sua posizione isolata e per i panorami che si aprono all'improvviso sul vuoto della valle. Ecco cosa vedere e dove si trova.
- Dove si trova Elcito e perché lo chiamano "piccolo Tibet"
- Come arrivare a Elcito e dove parcheggiare
- Cosa vedere a Elcito: il borgo del silenzio
- Panorami, natura e un nome particolare
- Sentieri e cammini tra Elcito, Valfucina e Canfaito
- Leggende che resistono: la fonte delle lavandaie-streghe
- Dintorni da visitare
Dove si trova Elcito e perché lo chiamano "piccolo Tibet"
Elcito sorge su uno sperone roccioso a circa 821 metri di quota, sul versante del Monte San Vicino, all'interno della riserva naturale del Monte San Vicino e Canfaito, in provincia di Macerata. La sua fama nasce dalla posizione sospesa e dal colpo d'occhio: colline tonde, prati e boschi si dispiegano sotto le case.
Nelle notti limpide, l'assenza di luci invadenti regala un cielo stellato che sorprende anche chi conosce bene l'Appennino.
Come arrivare a Elcito e dove parcheggiare
Per raggiungere Elcito, dal centro di San Severino Marche si imbocca la direzione Apiro, si attraversa la frazione di Castel San Pietro e si segue una strada più stretta che sale con tornanti fino al borgo. L'ultimo tratto è tortuoso e, in inverno, può presentare neve, ghiaccio o nebbia improvvisa: si dovrebbe procedere solo con mezzi equipaggiati e massima attenzione.
L'accesso al centro storico in auto è in genere riservato ai residenti. Si trovano pochi posti nei pressi del ristoro e, più spesso, si parcheggia lungo la strada, sull'erba, a 200-300 metri dall'ingresso.
Cosa vedere a Elcito: il borgo del silenzio
Entrando a piedi, intorno alla piccola piazza si affaccia la chiesa di San Rocco, nell'area dove sorgeva un castello medievale legato ai benedettini dell'abbazia di Santa Maria in Valfucina. Delle antiche difese restano tracce nella compattezza dell'impianto urbano, con case in pietra addossate come un'unica muraglia.
Tra vicoli lastricati e scale che si rincorrono, alcune abitazioni sono curate con fiori e legna accatastata, altre raccontano lo spopolamento con travi a vista e muri nudi. Un piccolo "museo all'aperto" fatto di fotografie in bianco e nero appese alle pareti restituisce volti, lavori e feste di mezzo secolo fa, quando queste strade erano piene di gente.
Panorami, natura e un nome particolare
Affacciandosi sul margine della rupe, lo sguardo abbraccia l'altopiano di Canfaito con i suoi faggi monumentali e il profilo rotondo del San Vicino. Più in basso, le case sparse della Valfucina indicano l'area dell'antica abbazia; in lontananza, la valle di San Clemente guida verso Apiro.
Il toponimo Elcito richiama la presenza storica di lecci ed elci nei boschi circostanti, segno di foreste che in parte hanno lasciato spazio a pascoli e faggete.
Sentieri e cammini tra Elcito, Valfucina e Canfaito
Elcito è anche un eccellente punto di partenza per chi ama camminare. Un anello escursionistico segnato (difficoltà E) permette di collegare Valfucina alla faggeta di Canfaito e alle cime di Monte Faldobono e Monte la Pereta, per poi rientrare al borgo.
Il percorso misura circa 12 km con 700 metri di dislivello e richiede in media 4 ore: servono scarponcini, acqua, abbigliamento adeguato e attenzione al meteo. In alternativa, si può scegliere un itinerario più breve, scendendo verso i resti dell'abbazia di Santa Maria in Valfucina e proseguendo fino al monumento di Canfaito.
Leggende che resistono: la fonte delle lavandaie-streghe
Attorno a Elcito circolano racconti popolari legati alla stregoneria. Una tradizione narra di lavandaie-streghe che si radunavano presso una fonte dei dintorni (indicata in varianti come Fonte o Fonte dei Tarocchi/Trocchi) e di un pastore che si sarebbe salvato grazie a lacci in pelle di cane, ritenuti intollerabili dalle streghe.
Oggi queste storie aggiungono un velo di mistero alle passeggiate serali e spingono molti a cercare tra rocce e viottoli segni evocati dal folklore.
Dintorni da visitare
Chi dispone di tempo può costruire un itinerario tematico tra abbazie, eremi e borghi d'autore.
- Abbazia di Sant'Urbano, celebre per il fenomeno dell'"occhio di Sant'Urbano" in due date specifiche dell'anno.
- Abbazia di Sant'Elena, immersa nel verde dell'entroterra.
- Eremo dei Frati Bianchi a Cupramontana, con grotte scavate nella roccia.
- Braccano, il borgo dipinto dai murales.
- Castello di Precicchie, architettura medievale in posizione dominante.
- Torre pendente di Cerreto d'Esi, curiosità storica fuori dai percorsi consueti.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra il Tibet ma siamo nelle Marche: alla scoperta del magico borgo sospeso tra le nuvole dove regna il silenzio







