Un cervo che bruca all'ombra di una casa in pietra. Il suono del Sangro che scorre a pochi passi. L'aria fresca di montagna con profumo di legna e resina. A Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la natura non resta ai margini ma entra in paese. È il raro caso in cui la fauna selvatica convive a distanza ravvicinata con vicoli, piazze e passeggiate, creando un'esperienza che sorprende e, se affrontata con rispetto, rimane impressa.
Il borgo dei cervi: tra vicoli, bramiti e lungofiume
Villetta Barrea sorge a circa 990 metri, tra Monte Mattone e Monte Sterpi d'Alto, affacciata sul Lago di Barrea. Il centro storico, riconosciuto tra i Borghi Autentici d'Italia, è un intreccio di case in pietra chiara, rioni che risalgono verso l'antico "Castello" e una vita quotidiana che ruota attorno a piazza Leonardo Dorotea.
Ma il tratto distintivo è uno: il Cervo nobile è di casa. Reintrodotto negli anni Settanta, oggi lo si incontra lungo il torrente Profulo, sul percorso pedonale del Sangro, nei prati pubblici, a volte persino vicino alla provinciale. Restano pur sempre animali selvatici: si dovrebbe mantenere distanza, evitare di alimentarli, non inseguirli per foto e guidare con prudenza al crepuscolo, quando attraversano la strada in modo improvviso.
Cosa vedere a Villetta Barrea e lungo il Sangro
Il borgo merita una soste senza fretta. L'antica torre voluta da Giacomo Caldora nel Quattrocento, i palazzi gentilizi di via Benedetto Virgilio con portali scolpiti, il Palazzo Fontana con le bifore fiorite e il Municipio settecentesco con il mascherone in pietra raccontano secoli di passaggi: italici, Longobardi, monaci benedettini, terremoti e ricostruzioni. Piccole chiese punteggiano il tessuto urbano, come San Rocco e Santa Maria Assunta sulla strada verso Passo Godi.
La passeggiata lungofiume del Sangro è un classico: passerella ombreggiata, panchine per ascoltare l'acqua e l'occasione di scorgere le trote. Dalla zona dei "Tre Pizzi" si prosegue facilmente verso l'area picnic affacciata sul lago, attrezzata con tavoli e punti griglia a pochi metri dall'acqua.
Escursioni nel Parco: Camosciara, Lago Vivo e Val di Rose
Attorno a Villetta Barrea il paesaggio cambia di continuo: faggete ombrose, pinete relitte, anfiteatri rocciosi e laghi carsici che mutano aspetto con le stagioni. Alcune mete sono veri classici.
Camosciara, la culla del Parco
La Camosciara è una riserva integrale di forte impatto emotivo: pareti di dolomia chiara dal sapore alpino, pini neri, cascate, faggi e un sottobosco che in stagione ospita fiori rari come la Scarpetta di Venere e l'Iris marsica.
Qui vivono camoscio appenninico, lupo appenninico e orso bruno marsicano. Due le opzioni più note: il percorso comodo verso le cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle, con servizi turistici, oppure un anello più appartato che collega Villetta Barrea a Civitella Alfedena, tra boschi e valloni lontani dall'asfalto.
Lago Vivo, il lago che cambia dimensione
Racchiuso tra vette come Petroso, Iamiccio, Tartaro e Altare, il Lago Vivo (circa 1590 metri) è alimentato dallo scioglimento delle nevi e varia livello e ampiezza con le stagioni. In primavera i prati esplodono di crochi e violette, in autunno i faggi si accendono, in inverno la superficie può ghiacciare. ù
L'area è frequentata da cervi, camosci, orsi e lupi: lungo i sentieri da Barrea o dalla Valle dell'Inferno si incontrano spesso tracce e segni di presenza.
Val di Rose e Forca Resuni, vicino ai camosci
Per osservare da vicino il Camoscio appenninico, la Val di Rose con tappa al rifugio Forca Resuni è un riferimento. Si parte da Civitella Alfedena, si attraversano lunghe faggete con vedute sul Lago di Barrea e si entra in un anfiteatro roccioso dominato da Monte Boccanera, Passo Cavuto e Monte Sterpi d'Alto.
Nei mesi di luglio e agosto l'accesso è regolamentato con escursioni guidate obbligatorie per tutelare la fauna.
Come arrivare e muoversi a Villetta Barrea
Per raggiungere e visitare i diversi borghi del Parco conviene spostarsi in auto. Da Roma si impiegano mediamente circa due ore e mezza verso l'Alto Sangro; da Pescara servono circa due ore tra autostrada e strade interne; da Napoli il tragitto è intorno alle due ore; da Foggia si calcolano circa tre ore attraversando l'Appennino.
In treno si fa riferimento alla linea per Castel di Sangro o alle principali città abruzzesi, proseguendo poi in autobus o con auto a noleggio. Gli aeroporti più comodi sono Pescara, Roma e Napoli, con prosecuzione su strada.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Il magico borgo in Abruzzo dove i cervi vivono tra le case: un’oasi selvaggia che sembra uscita da una fiaba








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