Polpo, castelli e baie, il Golfo dei Poeti in 3 tappe

Tellaro, Lerici, San Terenzo: tre anime in un solo golfo. Leggende, castelli con vista e spiagge dai fondali bassi.
golfo dei poeti
CHRISTODOULOS MOURIKIS, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Un polpo che suona la campana per salvare un borgo di mare: sembra un racconto fantastico, invece è la leggenda che accende la curiosità sul Golfo dei Poeti. In pochi chilometri, risalendo la costa verso Nord, si concentrano tre soste dal carattere diverso ma complementare: Tellaro, Lerici e San Terenzo. Si passa dai carrugi affacciati sull'acqua alle rocche medievali, fino a una passeggiata sul mare che porta a spiagge dai fondali bassi.

Tre borghi, tre anime del Golfo dei Poeti

Si dovrebbe partire da Tellaro, poi fare rotta su Lerici e chiudere a San Terenzo: è l'ordine naturale con cui i tre borghi si dispongono lungo la costa, offrendo a ogni tappa un cambio di ritmo. Tellaro, inserito tra i Borghi più Belli d'Italia, mette in scena il suo profilo rupestre e i vicoli che scendono fino al mare. Lerici abbraccia una baia protetta come un anfiteatro, dominato da un castello medievale che da secoli guarda il golfo. San Terenzo custodisce un'atmosfera più raccolta, con un centro compatto e un castello affacciato sull'acqua.

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Tellaro: carrugi vista mare e la leggenda del polpo

A Tellaro l'immagine resta impressa subito: stretti e panoramici carrugi che scendono tra case affacciate sul mare fino al porticciolo. Balconi e finestre si colorano di fiori, mentre tra botteghe artigiane e locali tipici si ritrova l'andamento lento di un centro che preferisce la scoperta passo dopo passo. Sulla tavola, il legame con il mare si traduce in ricette di tradizione, mentre il paesaggio urbano convive con la memoria di storie tramandate.

La più famosa racconta di un enorme cefalopode che, durante un tentativo di incursione saracena, avrebbe suonato la campana del paese per mettere in guardia gli abitanti. A presidiare la scena c'è la Chiesa di San Giorgio, simbolo del borgo, eretta nel XVI secolo e riconoscibile per la facciata rosa pallido che dà ritmo e luce all'intero affaccio. 

Lerici: eleganza raccolta e il castello di San Giorgio

Elegante e raccolta, Lerici si sviluppa attorno a una baia protetta che fa da cassa armonica ai rumori del fronte mare. A dominare la scena è il castello medievale di San Giorgio, da sempre punto di osservazione privilegiato: il suo profilo parla di controllo del territorio e di vedute che si aprono su tutto il golfo. È il luogo a cui si dovrebbe mirare nelle ore che anticipano il tramonto, quando la luce schiaccia le ombre e il profilo della costa acquista profondità.

San Terenzo: atmosfera marinaresca e tracce dei Shelley

A San Terenzo si ritrova forse l'atmosfera marinaresca più intima del Golfo dei Poeti. Un'intimità alimentata anche dal legame con la letteratura: qui, a Villa Magni, vissero Percy Bysshe Shelley e Mary Shelley, imprimendo al luogo un'aura che va oltre la cronaca. Il centro storico appare compatto, leggibile, mentre il castello affaccia direttamente sulla baia, come un faro urbano che orienta lo sguardo. È una dimensione raccolta, in cui ogni svolta offre un dettaglio diverso di mare e architettura.

La passeggiata sul mare collega il cuore del borgo a due spiagge che si distinguono per i fondali bassi: la Marinella e la Baia Blu. È un tratto che riassume in pochi passi lo spirito del luogo, sospeso tra il tempo lento della camminata e la prossimità dell'acqua. 

Articolo visto su (ilsole24ore.com) Fra carrugi, case di pescatori e castelli: Tellaro, Lerici e San Terenzo

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