Un cuore di roccia a meno di 300 metri dalla costa, inaccessibile per legge e avvolto da storie che si tramandano da secoli. Davanti al Ponente ligure, non lontano da Savona, l'isola di Bergeggi concentra paesaggi marini, tracce di civiltà passate e una riserva naturale che tutela un ecosistema fragile.
- Dove si trova e perché affascina così tanto
- Una riserva che non si tocca: cosa è consentito
- Grotte marine e acque limpide: un microcosmo da proteggere
- Dai Romani ai monaci: le tracce del passato
- La leggenda di Sant'Eugenio che non smette di stupire
- Come e da dove ammirarla senza sbarcare
- Nei dintorni: cosa non perdere sulla Riviera delle Palme
Dove si trova e perché affascina così tanto
L'isola di Bergeggi si affaccia sulla Riviera di Ponente, a breve distanza dalla terraferma tra Bergeggi e Spotorno, poco sotto Savona. Dalla spiaggia di Spotorno e dal promontorio di Punta Predani il profilo dell'isolotto si staglia netto sull'acqua, offrendo prospettive che cambiano con la luce e con la stagione.
Una riserva che non si tocca: cosa è consentito
Dal febbraio 1985 l'isola e il suo habitat sono protetti dalla Riserva Naturale Regionale di Bergeggi, istituita per difendere un equilibrio ambientale particolarmente delicato. L'accesso e lo sbarco sono vietati ai visitatori, una scelta che tiene lontane le pressioni del turismo di massa e consente alla biodiversità di rigenerarsi.
Ci si può comunque avvicinare via mare in modo non invasivo, con canoa o kayak, spesso nell'ambito di uscite guidate organizzate da realtà locali. La navigazione lenta e a remi permette di osservare l'isola nel rispetto delle regole, evitando l'impatto dei motori e mantenendo la necessaria distanza.
Grotte marine e acque limpide: un microcosmo da proteggere
Falesie calcaree, piccole cavità marine e fondali trasparenti compongono un paesaggio che cambia con le maree e con il vento. Lo scenario, in giornate limpide, è uno scrigno che riflette le sfumature del Mar Ligure e rivela dettagli che a occhio nudo spesso sfuggono.
La presenza di grotte e rientranze rocciose, insieme alla vegetazione mediterranea che ricopre l'isolotto, spiega quanto la tutela sia cruciale per evitare erosioni, disturbi alla fauna e danneggiamenti. Ogni approdo non autorizzato, oltre a essere sanzionabile, rischia infatti di compromettere un equilibrio difficile da ricostruire.
Dai Romani ai monaci: le tracce del passato
Oggi l'isola è disabitata, ma non lo è sempre stata. Già in età romana venne occupata per ragioni militari: a quella stagione si riconduce un torrione che, secondo le testimonianze storiche, era raggiungibile solo scalando dall'esterno. Nei secoli successivi comparvero una piccola chiesa cristiana e, verso la fine del I millennio, un monastero che rimase attivo fino circa al XIV secolo, segnando la vita religiosa di questo lembo di mare.
La proprietà dell'isola cambiò più volte, finché a metà Ottocento divenne residenza estiva di Joseph Maria Anton Brassier de Saint-Simon-Vallade, ambasciatore della Confederazione Tedesca del Nord, che la acquistò dal vescovo Riccardi.
La leggenda di Sant'Eugenio che non smette di stupire
Alle testimonianze storiche si somma il racconto popolare, che qui ha lasciato una delle sue pagine più intriganti. Secondo la tradizione, Sant'Eugenio avrebbe trovato rifugio proprio sull'isola per sfuggire alle incursioni dei barbari. Alla sua morte, il corpo sarebbe stato portato a Noli, di cui il santo è patrono, per poi scomparire misteriosamente e "tornare" all'amata isola.
Come e da dove ammirarla senza sbarcare
L'osservazione migliore si ottiene dalla spiaggia di Spotorno e dal promontorio di Punta Predani, che offrono un punto di vista privilegiato sul profilo dell'isola e sulle sue pareti rocciose. Nelle giornate terse, la distanza ridotta dalla terraferma rende evidente la particolarità della sua forma e la vicinanza con la linea di costa.
Nei dintorni: cosa non perdere sulla Riviera delle Palme
Il comune di Bergeggi è un piccolo borgo del Ponente che custodisce, come l'isola, resti di fortificazioni romane e medievali, realizzate per contenere le incursioni saracene lungo la costa. Pochi chilometri più in là, Vado Ligure conserva il Forte San Giacomo, poderosa architettura militare del Settecento che testimonia l'importanza strategica di questo tratto di mare.
Spotorno, invece, ha legato il proprio nome a eventi culturali che hanno portato sulla riviera pubblico e curiosi, come il Festival del Vento - rassegna internazionale dedicata agli aquiloni - e "Spotorno Subito", appuntamento giornalistico.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Liguria, l’isola a forma di cuore: tra grotte marine e antiche leggende, è lei la perla del Ponente







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