Si pensa alla Sardegna e si immaginano spiagge perfette. Poi arriva una sorpresa: nel cuore di un entroterra verde, 2.000 anni prima che nascesse Roma, si scolpiva nella roccia un mondo dei morti raffinato e simbolico. È la Necropoli di Monte Siseri, nel territorio di Putifigari, poco oltre i 20 chilometri da Alghero. Un luogo silenzioso, tagliato nel tufo rosa, dove l'arte e il rito si intrecciano in un'architettura che ancora parla.
Un capolavoro preistorico alle porte di Alghero
La Necropoli di Monte Siseri si trova nel territorio di Putifigari, comune della Città Metropolitana di Sassari. Il complesso funerario risale al Neolitico finale e all'Eneolitico, indicativamente tra il 3200 e il 2600 a.C., e viene considerato tra le più antiche necropoli d'Italia.
È scavato in un affioramento di tufo rosa ai piedi del monte omonimo e comprende quattro domus de janas, tombe ipogeiche ricavate nella roccia. L'insieme offre un quadro raro del rapporto tra paesaggio, culto e tecnica costruttiva delle comunità prenuragiche. L'elemento più noto è una camera sepolcrale decorata, celebre per la sua resa architettonica.
Perché "S'Incantu" lascia senza parole
La camera più famosa è conosciuta come Tomba dell'Architettura Dipinta, o S'Incantu. Qui si incontrano elementi scolpiti e dipinti che riproducono lo spazio della casa dei vivi dentro la dimora dei morti. Spiccano le false porte, varchi simbolici tra i mondi, e le protomi taurine, legate alla forza e alla fertilità.
Il soffitto a doppio spiovente richiama la copertura delle capanne neolitiche, mentre una coppella centrale, circondata da cerchi concentrici, suggerisce gesti rituali e un'idea di ciclo. Non c'è una linea casuale: la tomba è un progetto coerente, pensato per accompagnare il defunto oltre la soglia senza rompere il legame con la comunità.
Putifigari, il borgo che custodisce il segreto
Putifigari è un paese di poche centinaia di abitanti, incastonato tra colline e pascoli. La sua storia documenta passaggi importanti: il legame con il Giudicato di Torres, le famiglie dei Doria, la stagione aragonese e, più tardi, i marchesi Boyl.
La chiesa di Nostra Signora de s'Ena Frisca, con la facciata di gusto settecentesco, scandisce i momenti collettivi tra maggio e giugno. Il centro storico, fatto di scorci rurali e botteghe, consente di avvicinarsi a gesti quotidiani e sapori locali senza filtri.
Tra domus, "valle delle fate" ed escursioni di un giorno
Dal sentiero che conduce alla necropoli si può proseguire verso la Badde de Janas, la cosiddetta "valle delle fate", dove altre sepolture ipogeiche emergono tra lentischi e cisti. L'area invita a camminare con calma, osservando i dettagli: incisioni, cornici, tracce di pigmenti là dove la roccia li ha preservati. La giornata può poi allargarsi a mete vicine, combinando archeologia e natura.
- Necropoli di Santu Pedru (Alghero): ipogei monumentali in un contesto carsico suggestivo.
- Nuraghe Santu Antine (Torralba): architettura nuragica di riferimento nell'isola.
- Parco naturale di Porto Conte: sentieri panoramici e calette come Porto Ferro e Mugoni.
Durante l'anno, Putifigari ospita ricorrenze capaci di raccontare il territorio con leggerezza: dalla sagra del mirto al festival dell'organetto, fino alla mostra micologica del Capo di Sopra.
Come arrivare alla necropoli di Monte Siseri
Il punto di partenza è il borgo di Putifigari, in provincia di Sassari. Da qui si imbocca la SP12 in direzione della località Iscala Mala, seguendo i cartelli per Monte Siseri. Dopo circa 2,2 chilometri si trova una strada sterrata ben indicata che porta a uno spiazzo utilizzato come parcheggio.
L'ultimo tratto prevede una passeggiata di circa 1,3 chilometri lungo un sentiero comodo, con pendenze lievi e cartelli in legno di colore marrone. Il percorso attraversa una proprietà privata: si dovrebbe procedere con riguardo e richiudere eventuali cancelli per il bestiame. Al termine si incontra un piccolo edificio in pietra che protegge la Tomba dell'Architettura Dipinta.
Articolo visto su (turistipercaso.it) 2000 anni prima di Roma in Sardegna nacque una necropoli che ancora oggi si mostra in tutto il suo splendore








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