In Toscana esiste un borgo che, al tramonto, sembra incendiarsi senza fiamme: i mattoni virano al rosso, le ombre disegnano archi e logge, i vicoli ammutoliscono. È Certaldo Alta, il cuore medievale della Valdelsa a metà strada tra Firenze e Siena. Qui si incontra la casa-museo di Giovanni Boccaccio, un palazzo di giustizia punteggiato di stemmi robbiani e un tabernacolo rinascimentale salvato dall'acqua. A luglio, poi, i vicoli si trasformano in un palcoscenico mondiale all'aperto.
Perché Certaldo Alta sorprende oggi
Certaldo Alta non segue lo schema classico della piazza centrale: l'antico abitato si distende come una spina dorsale lungo Via Boccaccio, assecondando la forma ellittica del colle. Su questo asse si affacciavano, uno accanto all'altro, potere religioso, civile e commerciale, un impianto urbano raro da incontrare oggi così ben conservato.
Il nucleo storico, interamente in mattoni, è pedonale e raccolto, ideale per una visita lenta che alterni soste culturali e scorci sulle colline della Valdelsa. La qualità dell'accoglienza e la cura del patrimonio hanno valso al borgo la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Come arrivare e la funicolare che regala il primo panorama
Il paese si raggiunge comodamente in treno sulla linea Empoli-Siena o in auto, con sosta consigliata nella parte moderna (Certaldo Basso) tra Piazza Boccaccio e le vie adiacenti. Da qui conviene salire a Certaldo Alta con la funicolare: l'impianto supera il dislivello in meno di due minuti, con corse frequenti cadenzate ogni 15 minuti. Il pagamento è disponibile in stazione e, grazie ai tornelli, anche con sistemi contactless; sono previste formule andata/ritorno.
L'itinerario nel borgo: porte, palazzi e affreschi salvati
Una volta oltrepassata la cinta muraria - si entra da Porta Alberti, Porta al Sole o Porta al Rivellino - conviene impostare il percorso su Via Boccaccio. Per ottimizzare tempi e accessi, il biglietto unico del Sistema Museale consente di visitare i principali luoghi civici.
Via Boccaccio e le antiche porte
Prima tappa ideale è una lenta camminata lungo Via Boccaccio, il tracciato che riassume l'anima del borgo. Tra logge, scorci e case in cotto, si percepisce l'ordine medievale degli spazi: mercato, giustizia e culto convivevano sullo stesso asse. Le tre porte d'ingresso raccontano funzioni difensive e protocolli di accesso ormai silenziosi, ma leggibili nelle pietre e nei volumi delle mura.
Palazzo Pretorio e il Tabernacolo dei Giustiziati
In sommità, il Palazzo Pretorio domina l'abitato. Nato nel XII secolo come residenza fortificata dei Conti Alberti, passò poi alla Repubblica di Firenze diventando sede del Vicariato. La facciata è un mosaico araldico di scudi in terracotta invetriata e marmi scolpiti, molti riconducibili alla cerchia dei Della Robbia.
All'interno si visitano la Sala delle Udienze, le antiche prigioni e l'archivio, con mostre temporanee e reperti etruschi e romani rinvenuti in Valdelsa. Accanto, la chiesa sconsacrata dei Santi Tommaso e Prospero conserva il Tabernacolo dei Giustiziati: un ciclo pittorico di Benozzo Gozzoli (1464-1465) trasferito qui per salvarlo dal degrado delle rive dell'Agliena.
Casa del Boccaccio e la loggia panoramica
Nel cuore della via principale si trova la dimora legata a Giovanni Boccaccio, dove la tradizione colloca nascita e ultimi anni del poeta. L'edificio, danneggiato durante la Seconda guerra mondiale e poi ricostruito con rigore, oggi è animato dall'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio. Tra i tesori, una raccolta di edizioni storiche del Decameron e una sala con affreschi ottocenteschi di Pietro Benvenuti voluti da Carlotta Lenzoni de' Medici.
Il Museo del Chiodo, tra ingegno e memoria artigiana
Per un cambio di registro si dovrebbe entrare al Museo del Chiodo, negli spazi di Palazzo Giannozzi. La raccolta, frutto della passione del falegname e inventore locale Giancarlo Masini (conosciuto come Beppe Chiodo), mette in fila chiodi di epoche e materiali diversi, utensili agricoli e curiose sculture lignee.
Museo di Arte Sacra e la chiesa con le spoglie di Boccaccio
In un ex convento agostiniano si conserva il Museo di Arte Sacra, con tavole a fondo oro, dipinti e affreschi staccati realizzati da maestri attivi tra XIII e XVII secolo tra area senese e fiorentina. La visita prosegue nella vicina chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, essenziale e romanica, dove un'epigrafe e una lastra commemorano le spoglie di Giovanni Boccaccio.
Quando il borgo diventa teatro: Mercantia a luglio
Nel mese di luglio la quiete dei vicoli si accende con Mercantia, festival internazionale dedicato al cosiddetto "Quarto Teatro". Per cinque serate, acrobati, giocolieri, danzatori, marching band e narratori provenienti da diversi Paesi invadono piazze, cripte, giardini e scorci nascosti. Le pareti in mattoni diventano quinte naturali per coreografie di luci e fuoco, mentre un mercato artigianale diffuso valorizza lavorazioni d'autore.
I sapori di Certaldo: la cipolla che finisce nello stemma
La Cipolla di Certaldo è molto più di un ingrediente locale: compare nello stemma comunale con il motto che la celebra per forza e dolcezza. Il prodotto, riconosciuto Presidio Slow Food, è parte identitaria del borgo e arriva in due varietà principali. La "statina", raccolta a fine primavera, è rotonda e adatta a essere consumata a crudo.
La "vernina", autunnale e invernale, è più schiacciata e di colore rosso intenso, con un gusto deciso. In tavola si traduce in piatti simbolo come la zuppa di cipolle, la francesina (lesso rifatto) e abbinamenti felici con pecorino toscano e confetture di cipolle. La reputazione di questo bulbo arriva fino alle pagine del Decameron, dove Frate Cipolla ne alimenta la fama con ironia.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Toscana esiste un borgo medievale tutto di mattoni rossi







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