Un canyon che sembra richiudersi alle spalle del paese, l'acqua gelida che emerge dalla roccia con riflessi verde-azzurri, il profumo inconfondibile della pasta che esce dai pastifici storici. A Fara San Martino, nel cuore dell'Abruzzo, natura e manifattura si incontrano a pochi metri di distanza. Un borgo minuscolo, incastonato nel Parco Nazionale della Majella, è diventato un riferimento internazionale grazie a un prodotto che finisce ogni giorno quotidianamente nei piatti di milioni di persone.
Dove la montagna si stringe: le Gole di San Martino
All'ingresso delle Gole di San Martino la luce si assottiglia, l'aria si fa più fresca e il brusio della strada si spegne in un attimo. Due quinte di roccia, altissime e ravvicinate, creano un corridoio naturale che invita a procedere in fila ordinata, con il fruscio dell'acqua più in basso a dettare il ritmo del passo.
Il percorso, tra i più noti della Majella, parte dal fondovalle e accompagna dentro una fenditura che, dopo il primo tratto, si apre a tratti di vegetazione e terrazzamenti naturali.
Lungo il cammino si incontrano i resti del monastero benedettino di San Martino in Valle, letteralmente incastonati sotto la parete: pietre antiche che ricordano la presenza monastica che per secoli ha organizzato la vita in quota. L'itinerario è accessibile a chi ha un minimo di abitudine a camminare, mentre i più allenati possono proseguire sui sentieri del parco fino alle quote alte della Majella.
Il refrigerio inatteso: le sorgenti del fiume Verde
Poco lontano, un altro scenario sorprende per colori e atmosfera. Le sorgenti del fiume Verde sgorgano limpide e gelide dalla roccia, con tonalità che cambiano in base alla luce e alle ombre del canyon. Qui il microclima resta gradevole anche d'estate, con umidità naturale, odore di muschio e pietre bagnate.
L'acqua, oltre a modellare il paesaggio, ha alimentato per secoli le attività locali, dalle macine per la semola alla lavorazione della pasta.
Un centro di pietra e tracce benedettine
Allontanandosi dai sentieri, il cuore storico di Fara San Martino svela un impianto compatto, case in pietra e affacci sulla valle. Il nucleo medievale di Terravecchia, aggrappato a uno sperone roccioso, si raggiunge attraversando la Porta del Sole: un varco particolare, sormontato dalla Chiesa della Santissima Annunziata, ricostruita tra Settecento e Ottocento dopo un sisma.
All'interno colpiscono la pianta centrale coperta da una cupola ribassata e le decorazioni che dialogano con la sobrietà delle facciate esterne. Nel tessuto urbano emergono palazzi signorili come Palazzo Di Cecco, legato alla chiesa, con cornici marcapiano nette e un portale ad arco pieno che racconta l'intreccio tra potere ecclesiastico e famiglie dominanti.
Due musei da visitare
Tra la dimensione naturale e quella storica si collocano spazi che aiutano a leggere il territorio con uno sguardo informato.
- Museo Didattico Naturalistico del Parco Nazionale della Majella (con Centro Visite): in piazza Municipio, è il punto giusto per orientarsi su geologia, flora e fauna prima di intraprendere i sentieri. Pannelli, reperti e installazioni chiariscono il legame tra massiccio e vita quotidiana.
- Museo delle Arti e Tradizioni Faresi "Macaronium": documenti, attrezzi e testimonianze raccontano come l'acqua del Verde e il grano abbiano dato origine a una tradizione produttiva passata dall'artigianato ai grandi marchi industriali.
Perché Fara San Martino è la "città della pasta"
Il titolo non è solo un vezzo. La posizione ai piedi della Majella ha garantito nel tempo una disponibilità costante di acqua purissima grazie al fiume Verde. Questa risorsa ha alimentato le macine per ottenere semola di qualità e ha fornito l'ingrediente ideale per l'impasto, creando le condizioni per lo sviluppo dei pastifici sin dall'Ottocento.
Nel piatto la differenza si riconosce nella consistenza: superfici pensate per trattenere i sughi, cotture precise e una cucina che privilegia condimenti essenziali a base di pomodoro, verdure locali o carne.
Come arrivare a Fara San Martino
Fara San Martino si trova in Abruzzo, in provincia di Chieti, sul versante orientale della Majella, a circa 440 metri di altitudine e all'interno del Parco Nazionale. Raggiungerla in auto è l'opzione più pratica, utile anche per muoversi tra borghi e accessi ai sentieri.
Da Pescara si può seguire la SS656 verso Chieti e poi la SS81, mentre dall'area aquilana si percorre la SS17 e si prosegue sulla A25 con uscita a Manoppello, indirizzandosi quindi verso il massiccio.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Tra canyon mozzafiato e fiumi di smeraldo, ecco il borgo dove nasce la pasta che porti in tavola ogni giorno








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