Il mattone finanziario degli italiani non ha mai pesato così tanto. Nel 2025 la ricchezza finanziaria complessiva delle famiglie ha sfiorato i 6.500 miliardi di euro, per la precisione 6.487,7 miliardi, segnando un aumento di 446 miliardi rispetto al 2024 e di oltre 1.687 miliardi rispetto al 2020, pari a una crescita del 35% in soli sei anni. È quanto emerge dall'analisi condotta da FABI su dati statistici della Banca d'Italia, pubblicata l'11 luglio 2026.
Azioni, titoli e fondi: la nuova frontiera del risparmio
A guidare la crescita sono le componenti più orientate al mercato. Le azioni detenute dalle famiglie hanno raggiunto 2.077,2 miliardi di euro, con un balzo di 292,9 miliardi solo nell'ultimo anno (+16,4%) e di ben 1.103,3 miliardi rispetto al 2020 (+113%). Oggi rappresentano il 32% dell'intero patrimonio finanziario delle famiglie italiane, contro il 20,3% di cinque anni fa.
Anche i titoli di Stato e le obbligazioni confermano la loro attrattività: da 495,9 miliardi nel 2024 sono saliti a 523,6 miliardi nel 2025, con un incremento di 27,7 miliardi (+5,6%) e di 275,9 miliardi rispetto al 2020 (+111%). La componente a lungo termine vale oggi 494,2 miliardi, pari al 94,4% del totale obbligazionario, mentre quella a breve termine si è ridotta a 29,4 miliardi. I fondi comuni, dal canto loro, sono cresciuti da 843,8 a 901,9 miliardi (+58,1 miliardi, +6,9%), con i fondi stranieri che pesano per 615,8 miliardi contro i 286,1 dei fondi italiani.
La liquidità tiene, ma perde terreno relativo
Nonostante la crescita contenuta, la liquidità rimane la seconda voce per peso sul patrimonio totale. Conti correnti e depositi hanno raggiunto 1.603,2 miliardi, con un aumento di 23,5 miliardi (+1,5%) rispetto al 2024. La dinamica interna è però significativa: i conti correnti sono cresciuti di 34,8 miliardi (+3%), mentre i depositi vincolati si sono ridotti di 11,4 miliardi (-2,6%), segnale di una preferenza crescente per la disponibilità immediata rispetto al risparmio immobilizzato.
Nel confronto con il 2020, la liquidità è passata da 1.556,5 a 1.603,2 miliardi, una crescita di appena il 3% a fronte del +35% del patrimonio totale. Il suo peso sul totale è così sceso dal 32,4% del 2020 al 24,7% del 2025, cedendo quasi otto punti percentuali in cinque anni.
Le polizze assicurative: protezione e pianificazione
Un ruolo crescente lo giocano le polizze assicurative, che dopo anni di flessione hanno ripreso vigore. Nel 2025 hanno raggiunto 1.174,4 miliardi di euro, con una crescita di 46 miliardi rispetto al 2024 (+4,1%). Nel confronto storico, tuttavia, restano leggermente al di sotto dei livelli del 2020, quando valevano 1.186 miliardi, e il loro peso sul totale è sceso dal 24,7% al 18,1%. Il segnale positivo riguarda però la direzione: dopo il minimo toccato nel 2022 a 1.065,3 miliardi, il comparto ha recuperato oltre 109 miliardi in tre anni, indicando un rinnovato interesse delle famiglie per strumenti che uniscono investimento e protezione del capitale.
Un patrimonio più diversificato, ma anche più esposto ai mercati
Il confronto tra la composizione del portafoglio nel 2020 e nel 2025 restituisce l'immagine di una trasformazione strutturale. La quota azionaria è salita dal 20,3% al 32%, quella obbligazionaria dal 5,2% all'8,1%, mentre la liquidità è passata, come detto, dal 32,4% al 24,7% e le polizze assicurative dal 24,7% al 18,1%. I fondi comuni si confermano stabili intorno al 14%.
Va tuttavia sottolineato che l'aumento delle consistenze patrimoniali non riflette soltanto le scelte di investimento delle famiglie, ma anche la rivalutazione dei titoli già in portafoglio, trainata dall'andamento favorevole dei mercati finanziari nel periodo considerato.
Derivati e prestiti: le voci minori
Tra le componenti minori, i derivati e le stock option hanno registrato la crescita percentuale più elevata in cinque anni, passando da 1,1 a 11,8 miliardi (+1.017%), pur restando una voce marginale del patrimonio complessivo. In calo, invece, i prestiti, scesi da 10,8 a 8,2 miliardi (-24,5%), e gli altri conti attivi, che si sono ridotti di 3 miliardi a 187,3 miliardi (-1,6%).
«Il risparmio privato è la più grande risorsa strategica del Paese»
I dati, commentati dal segretario generale della FABI Lando Sileoni, fotografano un risparmio privato che non è solo ricchezza individuale ma leva sistemica per l'economia nazionale. La crescita della diversificazione viene letta come il segnale di una maturità finanziaria crescente, in cui la prudenza e la ricerca di rendimento non si escludono ma coesistono. Al sistema bancario, in questo contesto, spetta una responsabilità ancora maggiore: quella di accompagnare milioni di famiglie nelle scelte patrimoniali con professionalità e consulenza qualificata, in un equilibrio che la sola tecnologia, per quanto evoluta, non potrà mai sostituire del tutto.








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