Alta Via di Merano, il percorso che offre 100 km panoramici

Un anello di 100 km tra ghiacciai e masi. Ecco i periodi in cui percorrerlo, gli accessi e le tappe.
Alta Via di Merano: 100 km panoramici, con una deviazione obbligata
Photo by Casper Westera on Unsplash

Sospesa tra ghiacciai e masi, l'Alta Via di Merano regala giorni alla stessa quota con lo sguardo sempre aperto su frutteti, borghi in miniatura e pascoli ripidi. Non punta alla vetta, ma disegna un anello di circa 100 km attorno al Gruppo di Tessa, in un continuo balcone panoramico. È un percorso che sorprende per varietà: a sud prati e masi storici, a nord ambiente d'alta montagna e passaggi che sfiorano i 2.900 metri. 

Cos'è l'Alta Via di Merano: un anello al cospetto del Gruppo di Tessa

Si tratta dell'itinerario n. 24 che abbraccia il Parco Naturale Gruppo di Tessa per circa 100 km, con un dislivello complessivo superiore ai 5.000 metri tra salite e discese. È pensato per escursionisti allenati, abituati a camminare molte ore al giorno e a gestire terreni di media difficoltà. Il tracciato corre in prevalenza attorno ai 1.400 metri di quota, ma nel settore settentrionale sale fin quasi ai 2.900 metri del Passo Gelato, dove d'inizio estate possono persistere nevai e le temperature si fanno rigide. 

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Gli accessi sono numerosi e permettono di disegnare giri su misura. Da Tirolo la funivia Alta Muta porta rapidamente in quota, a ridosso dell'itinerario. Dai dintorni di Lagundo si sale con seggiovia e poi con la cestovia fino alla Malga Leiter, che si trova già lungo il percorso. Altri ingressi utili si trovano a Monte Santa Caterina, Unterstell, Ulfas, Velloi, Giggelberg, Val di Fosse, Cresta e Matatz. Chi è ben allenato completa il periplo in 5-8 (fino a 9) giornate; in alternativa si può procedere per tappe selezionate, sfruttando impianti di risalita, taxi locali e navette. 

Quando andare: finestre stagionali diverse tra sud e nord

Per compiere l'intero anello le condizioni migliori si trovano in genere tra luglio e fine settembre, quando anche i settori più alti sono mediamente liberi da neve. Le stagioni, però, cambiano volto lungo la traccia. A sud il clima più mite consente spesso di camminare da maggio a ottobre, a volte oltre se l'inverno tarda. Qui prati e boschi anticipano la primavera e si incontrano ancora masi in attività lungo il sentiero. La sezione settentrionale, tra Val di Fosse e Val di Plan, è più esposta: il Passo Gelato sfiora i 2.900 metri e anche in estate può conservare neve. 

Cosa si vive tappa dopo tappa: dal "balcone" ai laghi

A sud lo sguardo abbraccia Merano, la bassa Val Venosta e il Burgraviato; a nord si aprono Val Senales e Val Passiria, con le Alpi Sarentine, dello Stubai e Venoste a fare da sfondo. Nelle giornate più limpide si distinguono persino i profili lontani delle Dolomiti e delle Dolomiti di Brenta. Fra Tirolo, Lagundo e Naturno si attraversano boschi, prati d'altura e una teoria di masi spesso secolari: la salita in cestovia fino alla Malga Leiter è già un'esperienza sospesa tra le chiome, che introduce a pascoli e baite in legno. Da qui si prosegue verso la Casa del Valico (Hochganghaus) e oltre, con vedute sui frutteti ordinati di fondovalle, su cascate in lontananza e su cime come il Giogo di Tessa, la Muta e la Cima Matatz.

Procedendo verso ovest si entra nel regno dei Laghi di Sopranes, il gruppo lacustre d'alta quota più esteso dell'Alto Adige: dieci specchi tra i 2.100 e i 2.600 metri, incastonati in un anfiteatro di rocce dove il vento, quando tace, lascia spazio solo al rumore dei passi. La Val di Fosse conserva l'impronta della vita rurale di un tempo: Maso Gelato, Malga Casera di Mezzo, Malga Rableid e gli altri insediamenti raccontano l'alpeggio estivo, con prati ripidi ancora sfalciati a mano. In estate diversi punti offrono ristoro con piatti di montagna come canederli, speck, zuppe dense e dolci preparati con la frutta della zona.

Tra Val di Fosse e Val di Plan il Passo Gelato è uno dei passaggi più impegnativi: pendenza marcata, terreno severo e meteo variabile richiedono attenzione. Sul versante della Val Passiria il Rifugio Petrarca è un riferimento cruciale per la sicurezza e le soste, mentre più in basso Malga Lazins introduce a scenari più morbidi, tra mandrie al pascolo e torrenti chiari. Tornando verso sud, l'Alta Via sfiora i Masi della Muta, tra i complessi rurali più antichi dell'Alto Adige, e si ricollega agli accessi di Tirolo e Lagundo. 

Come arrivare e muoversi tra accessi, impianti e bus

Il punto di partenza più comodo è l'area di Merano e dintorni, con Tirolo, Lagundo, Naturno e la Val Senales come basi naturali. Chi viaggia in treno può raggiungere Bolzano lungo la linea del Brennero e proseguire per Merano; da qui partono autobus frequenti per Tirolo, Lagundo, Parcines, Naturno e per le valli di Passiria e Senales. In auto conviene uscire a Bolzano Sud dall'autostrada del Brennero e proseguire sulla superstrada per Merano, quindi raggiungere i vari accessi tramite le strade di fondovalle. 

Sul posto i trasporti locali sono un alleato: autobus, funivie, seggiovie e taxi consentono di salire verso Alta Muta, Velloi, Malga Leiter, Unterstell, Ulfas, Monte Santa Caterina, Giggelberg, Val di Fosse, Cresta e Matatz. In diversi casi sono disponibili carte vantaggio che includono più impianti in un unico titolo, utili per chi combina salite e discese in pochi giorni.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sospesi tra i ghiacciai e i masi: l’anello panoramico di 100 km che è il balcone più bello del Trentino-Alto Adige

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