Quando si parla di conservazione domestica degli alimenti, gli errori sono spesso dietro l'angolo e dipendono da credenze sbagliate e luoghi comuni privi di fondamento: uno dei dubbi più diffusi riguarda la frutta, e più in particolare come conservare la frutta, fuori dal frigo o dentro. La risposta giusta esiste e dipende dal tipo di frutta che si intende conservare, tenendo conto anche di altre variabili.
- Perché alcuni tipi di frutta vanno in frigo e altri fuori
- L'etilene e il suo ruolo nella conservazione di frutta e verdura
- Qual è la frutta da tenere fuori dal frigo
- La frutta che va conservata dentro il frigorifero
- Come conservare la frutta in frigo al meglio
- Come conservare la frutta già tagliata e mantenerla più a lungo
- Errori da evitare nella conservazione della frutta
Perché alcuni tipi di frutta vanno in frigo e altri fuori
Per comprendere perché alcuni frutti vadano conservati in frigo e altri no, occorre partire da una premessa essenziale: la frutta, anche dopo la raccolta, continua a vivere, ovvero a consumare gli zuccheri accumulati durante la crescita, a rilasciare umidità e a produrre etilene, che accelera naturalmente la maturazione.
Con una temperatura più bassa questi meccanismi rallentano, permettendo una conservazione migliore; il punto è che non tutta la frutta reagisce al freddo alla stessa maniera. Qui entra in gioco un altro fattore ovvero la specifica origine climatica del frutto:
- le varietà originarie dei climi temperati resistono per settimane se conservate tra 0 °C e 4 °C;
- mentre i frutti tropicali, abituati a temperature più elevate, non amano il freddo e si rovinano facilmente in frigo, perdendo sapore e bellezza.
L'etilene e il suo ruolo nella conservazione di frutta e verdura
A determinare la velocità con cui frutta e verdura perdono freschezza è la loro produzione di etilene, un gas naturale il cui ruolo è quello di accelerare il processo di maturazione dei frutti: una capacità che si estende anche a tutto ciò che gli sta vicino.
Per questo motivo, i frutti che rilasciano più etilene come mele, banane, pere, kiwi, pesche, prugne, nettarine, avocado e pomodori, andrebbero tenuti lontani dagli altri alimenti.
Al contrario, se si ha la necessità di far maturare un alimento prima, si può sfruttare questa caratteristica a proprio favore, per esempio avvicinando una mela già matura a una banana ancora verde.
Qual è la frutta da tenere fuori dal frigo
A restare fuori dal frigorifero, ovvero protetti dalle temperature basse che possono rovinare il processo di maturazione, devono essere soprattutto i frutti originari di climi caldi. Tra questi rientrano:
- banane: se refrigerate da acerbe, la buccia annerisce rapidamente e la maturazione si blocca, anche se la polpa resta spesso commestibile;
- mango e papaya: sviluppano facilmente alterazioni da freddo che ne compromettono consistenza e sapore;
- ananas, avocado acerbo, frutto della passione, cocco: risentono allo stesso modo delle basse temperature se conservati prima della piena maturazione.
Va detto che, una volta maturi, questi frutti possono comunque tollerare 1-2 giorni in frigorifero.
La frutta che va conservata dentro il frigorifero
A conservarsi meglio in frigorifero sono i frutti cresciuti in climi temperati, perché il freddo ne rallenta il deterioramento e ne conserva consistenza e sapore. Rientrano in questa categoria:
- mele, pere e uva: reggono le basse temperature per settimane senza perdere qualità, con identico gusto e struttura;
- frutti di bosco: sono comunque molto delicati e vanno riposti in frigo subito dopo l'acquisto e consumati entro pochi giorni;
- ciliegie e kiwi: si conservano al meglio a temperature basse fin da subito;
- pesche, albicocche e prugne mature: vanno messe in frigo solo dopo che sono maturate a temperatura ambiente.
Come conservare la frutta in frigo al meglio
La resa migliore in frigorifero dipende da alcuni accorgimenti pratici più che da regole complicate: innanzitutto bisogna evitare di lavare la frutta prima di riporla, perché l'umidità residua favorisce la comparsa di muffa; un altro passaggio fondamentale è togliere la frutta dai sacchetti di plastica e posizionarla in buste di carta o contenitori non ermetici, così da lasciar respirare il prodotto.
In frigo, poi, va scelto lo scomparto migliore: il cassetto inferiore (che non corrisponde alla parte più fredda del frigo) è il punto più adatto per i prodotti freschi. Per quanto riguarda la gestione dell'etilene, mele, pere e banane andrebbero tenute lontane dai frutti più delicati.
Come conservare la frutta già tagliata e mantenerla più a lungo
La frutta già tagliata è molto più vulnerabile perché, privata della buccia, perde acqua rapidamente e si espone sia all'ossidazione sia alla proliferazione di microrganismi: per questo motivo va sempre riposta in frigorifero, meglio se dentro contenitori ermetici e perfettamente asciutti, e consumata entro 24-48 ore al massimo.
Per evitare l’annerimento della frutta come mele, pere e banane, basterà versare qualche di succo di limone sui frutti.
Errori da evitare nella conservazione della frutta
Gli errori più frequenti nella conservazione della frutta condividono quasi sempre la stessa origine: si tende ad applicare a tutti i prodotti lo stesso trattamento, ignorando che ciascuno avrebbe bisogno di attenzioni specifiche.
Le banane ancora verdi, se riposte in frigorifero magari accanto alle mele, ne sono l'esempio più comune: il freddo blocca la maturazione anziché favorirla, lasciando buccia scura e polpa alterata. Stessa logica sbagliata per la conservazione dei pomodori, spesso messi in frigo a sproposito: le basse temperature ne compromettono l'aroma, per cui converrebbe riservare il frigo solo ai giorni più caldi.








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