Vicoli in ombra, archi che si inseguono, scale che spuntano da ogni facciata. A Viterbo nel quartiere di San Pellegrino il Medioevo si attraversa. Quanto è rimasto dell'assetto urbano originario? Più di quanto si immagini, al punto da essere considerato tra i quartieri medievali più grandi e meglio conservati d'Europa. E proprio questa continuità, fatta di peperino scuro, torri e passaggi coperti, rende la visita diversa dalle solite.
Il primo impatto: da piazza San Carluccio al ritmo dei passi
Uno degli accessi più comodi è piazza San Carluccio: da qui il traffico si attenua, le facciate si fanno più scure e le strade si stringono. I profferli, le scale esterne che portano al piano nobile lasciando al piano terra botteghe e magazzini, compaiono subito ai lati dei vicoli.
Dettaglio non secondario: vasi, sedie, piante rampicanti e piccoli segni di vita quotidiana impediscono alla pietra di sembrare una scenografia. Alzando lo sguardo si incontrano le case a ponte e passaggi coperti che ritagliano lame d'ombra, mentre dietro cancelli e ingressi secondari affiorano i richiastri, cortili interni a metà tra privato e pubblico.
Piazza degli Alessandri: il cuore del Medioevo viterbese
Il centro ideale del quartiere è piazza degli Alessandri, dove tutto sembra costruito con la stessa materia. Il Palazzo degli Alessandri, residenza di una potente famiglia guelfa, si riconosce per il volume più articolato e per il collegamento aereo con un altro edificio, sostenuto da un arco.
La sua vicenda è legata a un episodio chiave: nel 1252 papa Innocenzo IV vietò la demolizione dei beni della famiglia, preservando uno dei complessi più significativi durante le lotte tra guelfi e ghibellini. A chiudere la prospettiva interviene la Torre Scacciaricci, che rafforza la visita del quartiere come un sistema urbano verticale e stratificato.
Tra chiese, torri e filtri di luce
Spostandosi verso piazza San Pellegrino si incontra l'omonima chiesa, documentata in epoca medievale e modificata più volte, con rifacimenti ottocenteschi e restauri successivi ai danni subiti durante la Seconda guerra mondiale. Questa sovrapposizione racconta bene l'identità del quartiere: San Pellegrino non è un'istantanea bloccata, ma una città che ha assorbito secoli e trasformazioni.
Tra una piazza e l'altra emergono torri che interrompono la linea dei tetti, memorie di funzioni difensive e di prestigio familiare. Si consiglia di deviare spesso nelle vie laterali: ingressi bassi, finestre piccole e archi ciechi svelano un Medioevo meno monumentale e più quotidiano.
Come arrivare a Viterbo
Viterbo si trova nel nord del Lazio, nel cuore della Tuscia, ed è collegata in auto alla rete regionale e in treno con servizi regionali da Roma e da altre località del Lazio. Dagli aeroporti romani si prosegue con combinazioni di treni e bus o con auto a noleggio, valutando i tempi di trasferimento.
Il quartiere si visita esclusivamente a piedi: l'accesso da piazza San Carluccio è un buon punto di partenza per impostare la passeggiata in modo fluido.
Cosa vedere nei dintorni: la Tuscia
La visita al quartiere guadagna senso se inserita in un itinerario più ampio nella Tuscia viterbese. Nel raggio di pochi chilometri emergono paesaggi e storie molto diverse, ideali per alternare soste culturali e momenti a contatto con l'acqua e la campagna.
- Montefiascone, affacciata sul Lago di Bolsena, con tradizione enologica radicata.
- Vitorchiano, incastonato su uno sperone di peperino, scenografico e raccolto.
- Bomarzo, con il Parco dei Mostri, tra sculture e boschi.
- Soriano nel Cimino, ai piedi del monte Cimino, tra castagneti e architetture storiche.
- Tuscania, celebre per le basiliche romaniche e le testimonianze etrusche.
- Norchia, Castel d'Asso e Ferento, dove tombe rupestri, resti romani e strutture medievali convivono con la vegetazione.
- Lago di Bolsena e Lago di Vico, due paesaggi d'acqua vulcanici per camminate e soste in riva.
- Basilica di Santa Maria della Quercia, poco fuori Viterbo, legata a una devozione quattrocentesca.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un set cinematografico, ma è il quartiere medievale più intatto d’Europa: un regno di pietra nel cuore del Lazio








per commentare devi effettuare il login con il tuo account