L'amarena è una delle piante da frutto più generose e resistenti che si possano scegliere per il proprio giardino. Cresce, infatti, quasi da sola e tollera condizioni difficili. Ma con le cure giuste, un albero di amarena può produrre fino a 20 kg di frutti ogni anno, perfetti per confetture, sciroppi e dolci della tradizione. Ecco, quindi, come coltivare l’amarena.
Quando si piantano gli alberi di amarena?
Il momento migliore per mettere a dimora un albero di amarena è il periodo di riposo vegetativo, che va indicativamente da novembre a marzo. In questa finestra la pianta non è in fase di crescita attiva, e il trapianto provoca molto meno stress alle radici. Qualche accorgimento pratico da tenere a mente:
- Da evitare i giorni di gelo intenso. Il terreno deve essere lavorabile, non ghiacciato né inzuppato d'acqua.
- Preparare la buca in anticipo, almeno una settimana prima della messa a dimora. L’ideale è scavare una buca larga circa il doppio del pane di radici e profonda almeno 50 cm, mescolando al fondo compost maturo o stallatico pellettato.
- Innaffiare abbondantemente subito dopo aver piantato, anche se è inverno.
In che mese maturano le amarene?
Le amarene maturano in un arco di tempo piuttosto preciso: tra giugno e luglio, a seconda della varietà e della zona climatica. In linea generale, la raccolta inizia a metà giugno nelle aree più calde del Sud Italia e si protrae fino alla seconda metà di luglio al Nord.
Ma come si fa a capire quando un'amarena è davvero pronta? Il colore è l'indicatore principale. Quando il frutto raggiunge una tonalità rosso scuro intenso e cede leggermente alla pressione delle dita, è il momento giusto. Ecco alcune differenze in base alla varietà:
| Varietà | Periodo di raccolta | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Amarena di Vignola | Fine giugno – inizio luglio | Polpa tenera, sapore agrodolce equilibrato |
| Visciola | Metà giugno – metà luglio | Più piccola, molto aromatica, ideale per liquori |
| Marasca | Luglio | Gusto intenso e amaro, usata per il maraschino |
Dove si coltivano le amarene in Italia
L'amarena trova condizioni eccellenti in buona parte della penisola italiana, ma alcune zone si sono storicamente distinte per qualità e tradizione. La più celebre è senza dubbio l'Emilia-Romagna, e in particolare l'area di Vignola, in provincia di Modena. Qui la coltivazione dell'amarena ha radici antiche, e il territorio, con i suoi terreni argilloso-calcarei e il clima continentale temperato, si è rivelato perfetto per esaltare le qualità organolettiche del frutto.
Ma non è l'unico territorio vocato. Anche il Veneto, il Trentino-Alto Adige e alcune aree della Campania vantano una produzione significativa. In Campania, ad esempio, la tradizione della lavorazione delle amarene sotto spirito e in confettura ha sostenuto per secoli una coltivazione diffusa.
Pianta di amarena in vaso: come coltivarla
L'amarena si presta bene anche alla coltivazione in vaso, a patto di rispettare alcune regole fondamentali. La scelta del vaso è infatti il primo passo cruciale. Si parte con un contenitore di almeno 50-60 cm di diametro e altrettanti di profondità. Il materiale migliore è la terracotta, che garantisce traspirazione e stabilità termica alle radici, anche se i vasi in plastica di buona qualità — più leggeri e pratici — funzionano comunque bene. Sul fondo, uno strato di 5 cm di argilla espansa assicura il drenaggio indispensabile.
Per il substrato, è consigliabile usare un terriccio universale di qualità mescolato a circa un terzo di pomice o perlite, più una manciata di compost maturo. Il risultato deve essere un terreno fertile ma leggero, che non trattenga troppa acqua. Le cure necessarie sono:
- Irrigazione regolare ma non eccessiva. In estate, una pianta in vaso può richiedere acqua ogni 2-3 giorni; il terreno deve asciugarsi leggermente tra un'irrigazione e l'altra.
- Concimazione. Da marzo a settembre, si somministra un concime organico per piante da frutto ogni 3-4 settimane. In autunno, un apporto di potassio aiuta a irrobustire la pianta in vista del freddo.
- Potatura. Mantieni la chioma contenuta e arieggiata. Elimina i rami secchi, quelli che crescono verso l'interno e i polloni basali. La potatura si effettua a fine inverno, prima della ripresa vegetativa.
- Rinvaso. Ogni 2-3 anni, si trasferisce la pianta in un vaso leggermente più grande, rinnovando parte del terriccio esaurito.
Che differenza c'è tra amarena e ciliegio?
Amarena e ciliegia dolce sono, dal punto di vista botanico e gastronomico, due cose ben distinte. L'amarena (Prunus cerasus) e il ciliegio dolce (Prunus avium) appartengono alla stessa famiglia delle Rosacee, ma a specie diverse.
- Sapore. L'amarena ha un gusto acidulo e leggermente amaro, con una dolcezza di fondo meno pronunciata. La ciliegia dolce, al contrario, è prevalentemente zuccherina e succosa, pensata per il consumo fresco.
- Portamento della pianta. Il ciliegio dolce è un albero vigoroso che può raggiungere facilmente i 15-20 metri di altezza. L'amareno, invece, resta più contenuto — spesso non supera i 6-8 metri — e tende a sviluppare una chioma più compatta e cespugliosa.
- Resistenza. L’amarena sopporta meglio il freddo intenso, si ammala meno facilmente e tollera terreni più poveri rispetto al ciliegio dolce, notoriamente più esigente e delicato.
- Utilizzo in cucina. Se la ciliegia è la regina della frutta fresca, l'amarena dà il meglio di sé nelle trasformazioni: confetture, sciroppi, amarene sotto spirito, crostate, gelati.
- Impollinazione. La maggior parte delle varietà di amarena è autofertile, il che significa che un singolo albero può fruttificare da solo, senza bisogno di un impollinatore nelle vicinanze. Molti ciliegi dolci, invece, richiedono la presenza di un'altra varietà compatibile per produrre frutti.








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