Si può stare su una spiaggia siciliana e avere la sensazione di poter sfiorare la Calabria. A Capo Peloro succede davvero: l'isola si restringe in una lingua di sabbia e l'acqua cambia tono a pochi metri, segnata dall'incontro fra Tirreno e Ionio. È uno scenario che sorprende al primo sguardo e continua a stupire nei dettagli: correnti che disegnano cerchi, luce che vira di continuo, il profilo dei monti alle spalle. In mezzo, un gigante d'acciaio che orienta lo sguardo e racconta un pezzo di storia contemporanea.
Il Pilone: la torre che ridisegna lo skyline dello Stretto
Il simbolo visivo di Capo Peloro è il Pilone, traliccio d'acciaio alto circa 230 metri, oggi in disuso. Fu costruito a metà Novecento per consentire l'attraversamento elettrico dello Stretto e, anche senza fili, è rimasto un riferimento assoluto. La sua maglia metallica cambia carattere con la luce: nelle giornate terse vira verso il ruggine, al tramonto si trasforma in una sagoma netta che si staglia su una lama d'acqua argentata. Per i messinesi, dire "si va al Pilone" equivale a indicare la spiaggia di Capo Peloro e la frazione di Torre Faro.
Spiaggia e mare: cosa aspettarsi
La spiaggia alterna sabbia chiara e piccoli ciottoli, con fondali che diventano profondi piuttosto in fretta. Nei giorni più tranquilli l'acqua risulta limpida e il fondale si distingue con facilità, così come le ombre delle barche che scorrono leggere in superficie. Le correnti legate allo Stretto mantengono il mare vivace e spesso leggermente più fresco rispetto ad altre località siciliane, un ricambio che contribuisce a una sensazione di pulizia.
Correnti dello Stretto: fascino e prudenza
Davanti a Capo Peloro si formano talvolta vortici e increspature a cerchi, disegnati dall'incontro fra le correnti dei due mari. È uno spettacolo naturale che ha acceso l'immaginario fin dall'antichità e che ancora oggi conferisce carattere al paesaggio costiero. Per godersi il mare in sicurezza, serve qualche accortezza di base, utile soprattutto quando le condizioni cambiano nel corso della giornata:
- Chiedere informazioni ai bagnini o ai gestori degli stabilimenti sulle fasce orarie più tranquille.
- Rispettare eventuali segnalazioni di pericolo e preferire l'accesso in punti vigilati.
- Entrare in acqua gradualmente e nuotare parallelamente alla riva quando il mare risulta più mosso.
- Evitare l'ingresso in tratti dove si notano vortici evidenti o forte risucchio.
- Per i bambini e i meno esperti, orientarsi verso giornate di mare calmo e zone più riparate.
Come arrivare senza stress
Capo Peloro si trova circa 14 chilometri a nord del centro di Messina. In auto il riferimento è l'uscita autostradale di Messina Boccetta, da cui si prosegue lungo la litoranea in direzione Torre Faro: in più punti la strada corre vicino all'acqua e lascia intravedere sia il Pilone sia la sagoma della costa calabra.
Dal centro città la zona è servita da autobus urbani che collegano regolarmente la riviera nord. In treno si arriva a Messina e si prosegue con mezzi pubblici o taxi verso Torre Faro e la spiaggia. Per chi arriva in aereo, gli scali utilizzati più di frequente sono Catania e Reggio Calabria, con successivo trasferimento verso lo Stretto e poi fino al capo.
Articolo visto su (travel.thewom.it) È la spiaggia della Sicilia dove due mari si incontrano: un paradiso unico da cui sembra di poter toccare la Calabria







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