Un grattacielo alto due chilometri non era mai stato tentato. Ora, a Riyadh, questa idea sta prendendo forma con la Rise Tower, un progetto che promette di riscrivere i limiti dell'architettura contemporanea. L'edificio, se realizzato come annunciato, supererà di gran lunga il Burj Khalifa di Dubai, fermo a 828 metri. L'iniziativa si inserisce nella Vision 2030 dell'Arabia Saudita, con l'obiettivo di diversificare l'economia puntando su turismo e affari. La vera partita si giocherà sui cantieri: si dovranno risolvere sfide ingegneristiche mai affrontate prima, dal vento estremo alla mobilità verticale.
Dove sorgerà la Rise Tower e cosa prevede il progetto
La Rise Tower è prevista a nord di Riyadh e rappresenterà il punto più alto-letteralmente-del North Pole Project, un'area di sviluppo che coprirà 306 km2. All'interno di questo perimetro si dovranno realizzare centri commerciali, monumenti, strutture educative e altre funzioni in chiave di sostenibilità e tecnologia.
La torre ospiterà uffici, hotel e parchi panoramici, con la chiara ambizione di diventare un landmark riconosciuto a livello globale. L'iniziativa rientra nella strategia Vision 2030, pensata per ridurre la dipendenza dal petrolio e attrarre investimenti, talenti e visitatori. Il progetto è sostenuto dal Fondo di Investimento Pubblico dell'Arabia Saudita (PIF), con un impegno che viene indicato attorno ai cinque miliardi di dollari.
Numeri e ambizioni: perché la torre è diversa da tutte le altre
Con i suoi due chilometri, la Rise Tower punta a superare ogni precedente. Il confronto con l'attuale primato del Burj Khalifa chiarisce la portata dell'impresa: si parla di più del doppio dell'altezza.
A firmare il concept è lo studio HKS Architects, mentre il progetto ha già ottenuto il riconoscimento WAFX 2025 per l'innovazione in ambito climatico ed energetico. La torre è pensata come una cerniera per un nuovo polo urbano, con funzioni miste e spazi accessibili.
Le sfide ingegneristiche mai affrontate prima
Portare un edificio a due chilometri di quota significa riscrivere molte regole. Non basta ingrandire soluzioni già note: la scala impone un ripensamento radicale, dal suolo alla sommità. Il terreno desertico, le escursioni termiche, le tempeste di sabbia e l'intensità del vento in alta quota sono variabili che richiedono simulazioni, test e sistemi inediti.
Per questo gli ingegneri stanno valutando opzioni che uniscano stabilità strutturale, efficienza energetica e comfort interno, senza perdere di vista i costi e la manutenzione nel lungo periodo.
- Fondazioni in ambiente desertico. Due chilometri di struttura implicano carichi senza precedenti. Si dovrà studiare a fondo il sottosuolo e progettare una base capace di distribuire i pesi su un'area molto ampia, ancorata in profondità e calibrata anche su vento ed eventi sismici.
- Vento e vibrazioni. A quote tanto elevate le raffiche aumentano e le vibrazioni possono incidere su stabilità e benessere degli occupanti. Tra le strategie in valutazione: geometrie aerodinamiche per deviare i flussi e l'integrazione di turbine eoliche che, oltre a produrre energia, funzionino da smorzatori dinamici.
- Clima estremo e materiali. Escursioni termiche marcate e sabbia impongono materiali e giunti capaci di dilatazioni controllate e alta resistenza. Il rivestimento dovrà garantire un isolamento efficace per contenere i consumi energetici e proteggere gli impianti nel tempo.
- Mobilità verticale. Gli ascensori con cavi diventano critici su queste distanze per peso e velocità. Si stanno valutando sistemi a levitazione magnetica e cabine a più piani per aumentare la capacità, ridurre i tempi d'attesa e migliorare l'affidabilità.
Il contesto: Vision 2030 e la trasformazione di Riyadh
L'Arabia Saudita mira a riposizionarsi sulla mappa globale con progetti capaci di attrarre investitori e visitatori. In questo quadro, Riyadh gioca il ruolo di hub principale: si stanno avviando nuove industrie e iniziative culturali, mentre grandi infrastrutture cercano di rendere la città più connessa e vivibile.
La Rise Tower si inserisce come simbolo di questa corsa alla modernità, con un impatto che potrebbe estendersi al mercato immobiliare, ai servizi e all'occupazione. Un record di questo tipo può attivare interessi a catena, dalla finanza all'hospitality, fino alla ricerca di soluzioni costruttive avanzate esportabili altrove.
Articolo visto su (today.it) Rise Tower, il primo grattacielo al mondo che raggiungerà i 2 km di altezza








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