Pontboset, 180 abitanti, è il borgo più virtuoso d’Italia 2025

Il micro comune valdostano premiato per sostenibilità: itinerari, stagioni e come arrivare tra ponti secolari e gole.
Pontboset, 180 abitanti: il borgo più virtuoso d’Italia 2025
Photo by Daciana Cristina Visan on Pexels

Un comune di 180 abitanti ha battuto capoluoghi e città medie, conquistando un titolo nazionale che cambia la mappa delle buone pratiche italiane. Nel 2025 Pontboset, nella Valle di Champorcher, è stato proclamato Comune più virtuoso d'Italia alla XIX edizione del Premio Comuni Virtuosi. È il primo centro valdostano a riuscirci e il più piccolo vincitore assoluto nella storia del premio. Un primato che nasce da scelte chiare: tutela del territorio, recupero dell'esistente, mobilità dolce e servizi di prossimità. È anche l'occasione per scoprire un paese di ponti in pietra, gole profonde e mulattiere che attraversano castagneti e alpeggi.

Perché Pontboset ha vinto il Premio Comuni Virtuosi 2025

Il titolo premia un modello amministrativo cucito su misura per un piccolo comune alpino. A Pontboset si è scelto il consumo di suolo zero, privilegiando il recupero degli edifici esistenti e il riuso di spazi pubblici per funzioni sociali e ricettive. La rete sentieristica è trattata come un'infrastruttura strategica per la mobilità dolce, con manutenzione e segnaletica che facilitano spostamenti quotidiani e turismo lento.

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Sono stati avviati interventi di efficienza energetica sugli immobili pubblici, installata illuminazione intelligente e colonnine per auto ed e-bike elettriche, ampliati i servizi per anziani e famiglie. Il comune è stato il primo in Valle d'Aosta a ottenere la registrazione EMAS e mantiene da oltre dieci anni un Sistema di Gestione Ambientale che abbraccia energia, rifiuti, acqua, fognature, mobilità e contenimento dello spopolamento. 

Giro dei Sei Ponti: l'anello simbolo tra Ayasse e villaggi

Per orientarsi nella geografia del paese conviene partire dal suo itinerario più iconico. Il Giro dei Sei Ponti è un anello di circa 3,4 chilometri, classificato E, con 345 metri di dislivello positivo e un tempo indicativo totale di 1 ora e 40 minuti. Il periodo consigliato va da aprile a ottobre e alterna mulattiere, brevi tratti asfaltati, boschi e piccoli nuclei abitati. 

Si attraversano più volte l'Ayasse e i suoi affluenti, toccando Frontière e i versanti incisi dalle gole del Brenve e della Manda. Tra gli attraversamenti storici spicca il ponte in pietra del 1878 tra Savin e Fassiney, erede di una passerella lignea e sopravvissuto a piene e alluvioni.

Orrido di Ratus: due punti di vista in pochi minuti

A pochi passi dal capoluogo, l'Orrido di Ratus mostra un paesaggio che cambia in pochissimo tempo. Dal paese si scende verso l'Ayasse, si raggiunge Frontière e si prosegue fino alla confluenza con il Brenve, dove un lungo ponte consente di osservare dal basso la gola e l'acqua compressa tra le pareti. 

L'itinerario di andata misura poco più di un chilometro, presenta circa 150 metri di dislivello e richiede mezz'ora; è classificato E e viene suggerito da marzo a ottobre. La gola si può osservare anche dall'alto, lungo la strada che sale verso Crest, ricomponendo dall'alto la profondità dell'incisione del torrente. 

Cosa vedere nel borgo: chiese, cappelle e dettagli di pietra

Il capoluogo si visita a piedi tra case in pietra, tetti scuri, passaggi stretti e fontane. La parrocchiale di San Grato, ricostruita nel 1843-1844 su progetto dell'architetto Pacifique Dallou, conserva affreschi del 1910 e un altare ottocentesco con statue del 1706; davanti spicca una fontana in pietra del 1830. 

Nel territorio comunale la Cappella del Gom, riedificata nel terzo decennio del Settecento, custodisce un altare barocco e una facciata con decorazione pittorica. 

Trekking al Santuario di Retempio

Chi desidera salire di quota trova nel Santuario di Retempio l'escursione classica. La cappella, a 1.460 metri, è dedicata a Nostra Signora della Visitazione e a San Rocco; fu edificata nel 1835 e conserva una statua lignea dorata della Madonna e statue policrome di Sant'Andrea e San Bartolomeo. 

Il percorso parte dall'area di Pontboset-Vareisa e misura circa 4,3 chilometri all'andata, con 762 metri di dislivello; servono indicativamente 2 ore e 20 minuti per salire e circa 1 ora e mezza per scendere. La difficoltà è E, il periodo consigliato va da giugno a settembre, con mulattiere che attraversano Creux e Crest, il vallone del Brenve, boschi e pascoli. Il 2 luglio si svolge il tradizionale pellegrinaggio dal paese al santuario, quando il cielo sereno apre vedute anche verso Monte Rosa e Cervino.

Salita a Crest e collegamenti escursionistici

Un'alternativa più breve è la salita al villaggio di Crest, a 1.173 metri. Dal capoluogo il tracciato misura circa 1,7 chilometri, supera 337 metri di dislivello e richiede poco più di un'ora all'andata; è classificato E e consigliato da aprile a settembre.

Il percorso attraversa l'Ayasse e risale tra castagneti, passando per Creux fino alle case di Crest Désot e Crest Damon. Crest è inserito nella rete dei grandi percorsi valdostani e consente di entrare nel paesaggio dell'alta Valle di Champorcher direttamente dal fondovalle. 

Sul Cammino Balteo: la posizione strategica di Pontboset

Pontboset è tappa del Cammino Balteo, l'anello che attraversa la media e bassa quota della Valle d'Aosta. Nella numerazione regionale, la Verrès-Pontboset è la tappa 23, mentre Pontboset-Pont-Saint-Martin è la tappa 24 e chiude il percorso.

Anche singoli tratti si prestano a escursioni giornaliere, chiarendo il ruolo strategico del paese: la valle laterale comincia qui a salire verso Champorcher, restando però vicina al fondovalle della Dora Baltea. 

Inverno: Champorcher tra piste, fondisti e panorami

Con la neve, il riferimento della valle è Champorcher. La stazione conta 12 chilometri di piste, 15 tracciati complessivi e sette impianti; la seggiovia Cimetta Rossa Express tocca i 2.500 metri, con vedute sul Cervino, sul Monte Rosa e sul ghiacciaio della Rosa dei Banchi nelle giornate limpide. 

Champorcher rientra nell'offerta Monterosa Ski, ma non è collegata sci ai piedi con Champoluc, Gressoney e Alagna. Per lo sci di fondo è disponibile la pista Moulin, tra Château e Chardonney: l'anello completo misura circa 5 chilometri, con primi 3 più semplici e ultimi 2 più impegnativi.

Articolo visto su (travel.thewom.it) È il borgo più virtuoso d’Italia: un paradiso tra ponti di pietra e gole della Valle d’Aosta

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