Esiste, nel cuore delle Alpi cuneesi, un luogo dove il tempo si misura in passi, melodie e radici condivise. Si chiama Coumboscuro, si trova nel comune di Monterosso Grana, in provincia di Cuneo, e ogni anno a fine agosto diventa il punto di convergenza di una delle manifestazioni culturali più originali del nord Italia: il Roumiage 2026 – Incontri Piemonte/Provenza. L'edizione 2026, in programma dal 24 al 30 agosto, porta con sé un tema potente e attualissimo: "Pais Folk", ovvero la riscoperta del patrimonio folk europeo come fenomeno culturale vivo, trasversale e sorprendentemente contemporaneo.
- Cos'è il Roumiage e perché è unico nel suo genere
- Quando e dove si svolge il Roumiage 2026
- Il tema 2026: "Pais Folk" e la riscoperta del folk europeo
- La Traversado: il cammino che unisce Piemonte e Provenza
- Il programma artistico: concerti, danza e convegni
- La messa "a nosto modo": la tradizione sacra occitana
- Cosa si mangia al Roumiage
- Vivere a Coumboscuro
Cos'è il Roumiage e perché è unico nel suo genere
Il termine "Roumiage" evoca il pellegrinaggio, il cammino verso un luogo sacro, e non è una scelta casuale. Nato come incontro tra le culture occitane del Piemonte e della Provenza, il Roumiage di Coumboscuro ha costruito nel corso degli anni un'identità precisa: è una festa delle radici, un momento in cui le tradizioni alpine dei due versanti delle Alpi si incontrano, dialogano e si rinnovano.
Il Coumboscuro Centre Prouvençal - qui si parlano ancora il francese e l'occitano - è l'istituzione che lo organizza, ha saputo fare di questa manifestazione un riferimento culturale riconosciuto a livello europeo, capace di attirare artisti, camminatori, studiosi e semplici appassionati da Piemonte, Provenza e oltre.
Quando e dove si svolge il Roumiage 2026
Il Roumiage 2026 si svolge dal 24 al 30 agosto 2026 tra la Provenza e Coumboscuro, nel comune di Monterosso Grana, provincia di Cuneo.
L'accesso al luogo avviene risalendo la Valle Grana: un contesto montano di grande bellezza, perfetto per chi cerca un'esperienza autentica lontana dal turismo di massa.
Il tema 2026: "Pais Folk" e la riscoperta del folk europeo
Il fil rouge dell'edizione 2026 è il concetto di "Pais Folk", un'espressione che intende esplorare il fenomeno culturale del folk revival sviluppatosi in Europa a partire dagli anni Sessanta del Novecento. Si tratta di un revival che ha attinto al patrimonio di musica e danza tradizionale popolare per creare un genere nuovo, con echi che arrivano fino ai giorni nostri.
Il folk, nelle sue declinazioni più diverse – dal cantautorato in dialetto alla world music, dalla danza tradizionale alle contaminazioni contemporanee – è una realtà che attraversa concerti, festival, piattaforme di streaming e classifiche musicali. Il Roumiage 2026 sceglie di discuterne con artisti che lo vivono in prima persona.
La Traversado: il cammino che unisce Piemonte e Provenza
Il Roumiage 2026 prende avvio non al piccolo paesino di Coumboscuro, ma in Provenza. È lì, nei villaggi lungo la dorsale alpina, che si radunano i partecipanti alle differenti Traversado: percorsi a tappe di più giorni che ripercorrono gli itinerari storicamente battuti dagli emigranti che per secoli hanno attraversato le Alpi tra Piemonte e Provenza.
Le valli attraversate dai vari percorsi includono la Gesso, la Vermenagna, la Stura, la Valle Maira, la Varaita e la Po, alcune delle aree alpine più affascinanti del Cuneese. L'arrivo a Coumboscuro è previsto per venerdì 28 agosto nel tardo pomeriggio.
Il programma artistico: concerti, danza e convegni
Uno degli annunci più attesi dell'edizione 2026 è la presenza del gruppo Tarabastal – Saboi, formazione di Arles, in Provenza. La peculiarità del gruppo sta nella sua totalità acustica; temi e melodie sono affidati ai galoubet, i tradizionali flautini provenzali, abbinati a trombe e strumenti medievali in una rielaborazione originale.
Tarabastal – Saboi sarà presente nelle piazze e nelle vie di Sancto Lucio nel pomeriggio di sabato 29 agosto, per poi essere protagonista assoluta della "Nuech dal fueassìer", la notte del fuoco e della danza, uno degli appuntamenti più suggestivi dell'intero Roumiage.
Davide Van De Sfroos e Chiara Raggi: il folk in lingua
Padrino d'eccezione del Roumiage 2026 è Davide Van De Sfroos, cantautore lombardo. La sua cifra stilistica è riconoscibile: testi profondi e narrativi scritti in lingua lombarda, con ritmi e sonorità che attingono direttamente al genere folk. Ad aprire il concerto sarà Chiara Raggi, artista di Sant'Arcangelo di Romagna.
Van De Sfroos parteciperà anche il sabato 29 agosto alla tavola rotonda "We are all folk – Siamo tutti folk", insieme a Silvio Orlandi, Simone del Duo Bottasso, Francesco Segreti e Stefano Senardi.
Atelier di Rigoudoun: danza tradizionale delle Alpi provenzali
Novità dell'edizione 2026 è l'atelier dedicato al Rigoudoun, una delle forme di danza tradizionale più diffuse nelle Alpi Provenzali transalpine. Il programma dell'atelier, in programma sabato 29 pomeriggio, includerà diverse tipologie di rigoudoun e le danze delle Hautes-Alpes: tra queste il Quadrille d'Arvieux, La Pica de Ceillac e la Ronde de Saint-Véran.
La messa "a nosto modo": la tradizione sacra occitana
Tra gli appuntamenti spirituali del Roumiage, la Santa Messa "a nosto modo" della domenica 30 agosto occupa un posto centrale. Cantata secondo la tradizione sacra provenzale e officiata con i costumi tradizionali, è dedicata agli emigranti che hanno percorso queste montagne nel corso dei secoli.
Cosa si mangia al Roumiage
La dimensione gastronomica del Roumiage è parte integrante dell'esperienza e non un semplice contorno. Lo chef Julles Repet cura da anni i menu delle giornate, con una proposta che fonde la cucina di montagna piemontese con influenze provenzali.
Sabato 29 agosto, ore 19.30:
- Polenta
- Dobo (spezzatino alla provenzale)
- Formaggi della selezione Tino Paiolo
- Frutta e dolci della Pasticceria Bramardi (nocciola e frutta)
Domenica 30 agosto:
- Entrata di pasta fresca
- Fricò
- Formaggi, frutta e dolci
Novità assoluta 2026 è la birra ufficiale dell'evento, prodotta dal Baladin in occasione dei suoi trent'anni di attività.
Vivere a Coumboscuro
Coumboscuro è una delle borgate più alte della Valle Grana, nel comune di Monterosso Grana, a circa 1.200 metri di altitudine. Poche decine di abitanti, una comunità che parla ancora l'occitano come lingua quotidiana e un paesaggio alpino intatto che invita alla riflessione. Chi sceglie di soggiornarvi scopre un'atmosfera difficile da trovare altrove, in cui il senso di appartenenza a un luogo e a una cultura si percepisce in modo tangibile.






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