Ventotene, mare cristallino e vasche romane a filo d’acqua

Guida a Ventotene: spiagge limpide, vasche romane e l’ex carcere di Santo Stefano nella riserva marina.
ventotene
Sailko, CC BY 3.0 Wikimedia commons

Un'isola minuscola dove il bagno si fa tra vasche romane a livello del mare. Un porto scavato nel tufo oltre duemila anni fa e un ex carcere che racconta l'Italia, sospeso su una scogliera. A Ventotene ogni panorama mescola acqua chiarissima, pareti di roccia dorata e tracce di storia che affiorano a ogni passo. Non è un set cinematografico: è una delle mete più sorprendenti del Lazio, raggiungibile in poche ore dai binari di Roma.

Dove l'acqua è più limpida: spiagge e cale di Ventotene

Gran parte della costa ricade nella riserva marina e questo si traduce in trasparenze notevoli, posidonie in salute e regole precise per chi fa snorkelling o immersioni. Dal centro abitato si raggiunge in pochi minuti a piedi Cala Nave, l'arenile più frequentato: sabbia vulcanica scura, faraglioni davanti, l'isolotto di Santo Stefano sullo sfondo. L'anfiteatro naturale di tufo smorza il vento e rende il bagno agevole anche quando al largo il mare è più mosso.

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Poco oltre, Cala Rossano è più raccolta e vicina al porto moderno: sabbia comoda, acque ancora pulite nonostante l'attracco dei traghetti a breve distanza. Verso l'interno, gli scalini scavati nella roccia portano a Parata Grande, dove la sabbia si alterna a scogli affioranti e la tavolozza vira dal verde al blu intenso, con tramonti netti dietro Ponza e Zannone.

Per un colpo d'occhio diverso, Parata della Postina è una minuscola baia di ciottoli dominata da un grande masso con due archi naturali: nuotare tra gli archi crea una stanza d'acqua in cui i suoni rimbalzano e i riflessi verdi accendono il fondale. Sotto il faro, il Lido del Faro offre scogli piatti e lisci di tufo e una chiarezza d'acqua che rivela bene la Peschiera Romana, il sistema di vasche scavate a livello del mare usato in età imperiale per allevare i pesci.

Le "piscine" dei Romani e il porto scavato nella roccia

La Peschiera Romana, sotto il faro, è la meraviglia più immediata: vasche scavate nella roccia, oggi in parte sommerse, dove ancora si nuota tra geometrie antiche. Il racconto continua al Porto Romano, un bacino orientato a est e ricavato asportando circa 60.000 metri cubi di tufo. Il porto moderno si incastra nella sagoma originaria: le grotte aperte dai Romani ospitano oggi attività di servizio, mentre agli imbocchi sono visibili gli alloggiamenti delle bitte che ancoravano le navi mercantili.

Archeologia sotterranea e una villa imperiale a strapiombo

Per capire come si sopravvive senza sorgenti, si dovrebbe scendere nelle Cisterne Romane, ambienti ipogei rivestiti in cocciopesto che rendeva impermeabili le grandi vasche d'accumulo. La Cisterna di Villa Stefania, a breve distanza dal centro, colpisce per dimensioni e per i segni lasciati nel tempo: simboli religiosi, disegni, incisioni dei monaci e dei forzati dell'Ottocento che qui hanno vissuto e lavorato. La vicina Cisterna dei Detenuti è ancora più ampia e visitabile con guide locali.

In superficie, sul promontorio di Punta Eolo, si apre l'area archeologica di Villa Giulia, residenza d'otium in età augustea in seguito usata come luogo di esilio per nobildonne come Giulia, Agrippina e Ottavia. Camminando tra i resti si distinguono gli ambienti termali - calidarium, tepidarium e frigidarium - e la sequenza di terrazze che scendeva verso il mare. Una parte dei marmi e degli arredi rinvenuti è conservata al Museo Storico Archeologico di Ventotene.

Il confino che ha cambiato l'Europa e il carcere di Santo Stefano

Durante il fascismo, l'isola fu luogo di confino politico: qui Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni stesero il Manifesto di Ventotene, testo considerato tra le basi dell'Unione Europea. A poche bracciate, sull'isolotto di Santo Stefano, si erge il grande carcere borbonico del 1795, progettato a ferro di cavallo secondo il modello del Panopticon, in modo che un solo guardiano potesse controllare visivamente tutte le celle. Tra Otto e Novecento vi transitarono migliaia di detenuti, tra cui Sandro Pertini e Giuseppe Di Vittorio. 

Quando andare e come arrivare

Ventotene fa parte dell'arcipelago pontino, nel Tirreno tra Ischia e Ponza, e appartiene alla provincia di Latina. Il modo più pratico per arrivare è via Formia: la stazione è collegata a Roma con regionali e Intercity in poco più di un'ora; dal binario al porto sono circa 700 metri a piedi. Da qui partono traghetti e aliscafi Laziomar, con tempi variabili in base al mezzo. In primavera ed estate operano anche collegamenti da Anzio e Terracina e tratte tra le isole pontine, utile verificarne orari e periodi direttamente sui siti delle compagnie.

Santo Stefano: riserva integrale a due passi

Santo Stefano dista circa 500 metri in linea d'aria da Ventotene, copre circa 27 ettari, è disabitata e priva di approdi artificiali. L'accesso rientra nella zona di riserva integrale dell'Area Marina Protetta: si entra soltanto con personale autorizzato e imbarcazioni dedicate, nel pieno rispetto dei vincoli ambientali. 

Cosa mettere in tavola: piatti e vini di Pandataria

Ventotene è terra di pescatori e di piccoli campi. Le celebri lenticchie locali, minute e saporite, sono protagoniste di zuppe dense servite con olio dell'isola e pane tostato. Tra i primi, gli gnocchi di mare mescolano pomodorini, ricotta romana, peperoncino, polpo a tocchetti e gamberi pescati in zona, per un equilibrio tra dolcezza lattica e sapidità. Nei secondi spiccano calamari ripieni, murena in scapece e grigliate accompagnate da verdure degli orti.

Per chi preferisce pietanze vegetali, la cianfotta propone un intingolo di patate e legumi con verdure di stagione. Nel calice, le vigne di Pandataria regalano etichette come Dragonara, Moscato e Biancolella, coltivate su piccoli terrazzamenti battuti dal vento.

Uccelli migratori e viste sul Tirreno

Ventotene è tappa strategica per gli uccelli migratori. Il Museo della Migrazione e Osservatorio Ornitologico, collegato alla riserva marina, organizza attività di inanellamento, monitoraggio e divulgazione con modelli a grandezza naturale. La terrazza sul mare è un punto privilegiato per osservare i passaggi, soprattutto quando l'isola si svuota e il cielo torna a essere dominio degli uccelli.

Articolo visto su (travel.thewom.it) È il mare più cristallino del Lazio: l’isola segreta dove si nuota tra piscine romane di 2000 anni fa

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