C'è un angolo di Lombardia dove i gatti sono di casa – e non è una metafora. Golferenzo, piccolo comune della provincia di Pavia incastonato tra i vigneti dell'Oltrepò Pavese, deve la propria notorietà a una colonia felina che da generazioni popola i vicoli del centro storico. Poche decine di case in pietra, circa un centinaio di residenti e un soprannome diventato un marchio identitario: il borgo dei gatti. Eppure questo paese nasconde molto di più: mura medievali, una torre del XII secolo, una chiesa che racconta secoli di storia e un panorama sulla Val Versa che toglie il fiato. Ecco dov'è il borgo dei gatti, Golferenzo, lontano dai circuiti turistici di massa.
Perché Golferenzo si chiama il borgo dei gatti
La storia del legame tra Golferenzo e i gatti nasce in un passato non troppo lontano. Per secoli la signoria del paese appartenne a una nobile famiglia locale, la cui ultima eredità incluse una vera e propria passione per i felini: l'ultimo discendente residente nel palazzo di famiglia allevava decine di gatti, lasciandoli girare liberi tra i cortili e i vicoli del borgo.
Quando quell'era si concluse, gli animali rischiarono di restare senza cure. Fu una donna del paese a farsi carico della situazione, iniziando a sfamarli e accudirli con continuità. L'esempio si diffuse tra i residenti e nel tempo divenne una consuetudine collettiva, tramandata di generazione in generazione.
La colonia felina e "Via dei Gât"
Oggi Golferenzo ospita una colonia felina composta da una ventina di esemplari censiti, cui si aggiungono spesso altri gatti provenienti dalle campagne circostanti. Gli animali si muovono con piena libertà tra le strade acciottolate, sonnecchiano sui muretti assolati e si infilano tra i portoni delle case in pietra come fossero padroni di casa – perché, in fondo, lo sono.
Uno degli assi storici del centro conserva ancora il suo nome dialettale: Via dei Gât, ovvero via dei gatti. Il dialetto locale ha cristallizzato nel nome di una strada quella che era diventata l'identità più riconoscibile del paese.
Dov'è Golferenzo e come arrivare
Golferenzo si trova in provincia di Pavia, nell'estremo lembo orientale della Lombardia, a pochi chilometri dal confine con l'Emilia-Romagna. Il paese sorge a circa 400 metri di quota su un crinale che domina la Val Versa, una valle percorsa da filari di Riesling e Pinot Nero che costituiscono il cuore della produzione vinicola locale.
In auto: si percorre l'autostrada A21 Torino-Brescia e si esce al casello di Broni-Stradella. Da lì le indicazioni per Golferenzo guidano lungo una strada provinciale che sale tra tornanti e boschi di castagno e rovere.
In treno: la stazione di riferimento è quella di Stradella, servita da collegamenti ferroviari con Milano e con Pavia. Dalla stazione si prosegue con i servizi di trasporto locale fino a Golferenzo.
Cosa vedere a Golferenzo nel centro storico
Golferenzo è inserito nel circuito dei Borghi più Belli d'Italia in Lombardia, riconoscimento che ne certifica il valore storico e paesaggistico. La visita più soddisfacente è quella a piedi, percorrendo con calma i vicoli acciottolati del centro storico.
Il centro storico e le case in pietra
Il tessuto urbano di Golferenzo è composto da antiche abitazioni contadine costruite in pietra locale e legno, le cosiddette "Cà" del territorio, collegate da stretti passaggi lastricati.
Il paese è sede del primo albergo diffuso realizzato in Lombardia, un modello che distribuisce le camere tra più edifici storici recuperati, consentendo agli ospiti di vivere il borgo dall'interno.
La chiesa parrocchiale di San Nicola
La chiesa parrocchiale dedicata a San Nicola si affaccia sulla piazza omonima, separata dal resto dell'abitato da un antico muro perimetrale. Le sue origini risalgono all'XI-XII secolo, quando fu edificata in stile romanico come cappella del castello signorile. La facciata attuale è di impostazione neoclassica e ospita affreschi raffiguranti Santa Rita e San Francesco.
La torre medievale e le antiche prigioni
Ciò che resta del castello edificato nel XII secolo è una torre in pietra locale, oggi inglobata in un edificio privato ma ancora riconoscibile per una finestra strombata con un'antica inferriata. Il castello fu distrutto nel 1216 dalle truppe piacentine durante le lotte tra comuni dell'Italia medievale.
All'interno della torre sono stati ritrovati ceppi e catene fissati alle pareti, testimonianza del suo utilizzo come prigione nei secoli successivi alla sua edificazione. Nel cortile adiacente si apre un pozzo profondo al quale la tradizione orale locale ha associato diverse leggende popolari tramandate fino ai giorni nostri.
Il Museo dei Cavatappi
Accanto alla chiesa, una piccola struttura museale raccoglie oltre duecento esemplari di cavatappi provenienti da epoche e contesti diversi, documentando tre secoli di storia legata alla cultura del vino.
La collezione offre uno spaccato curioso e insolito sulla storia vinicola dell'Oltrepò Pavese, una zona che produce uve come Riesling italico e Pinot Nero da secoli e che vanta denominazioni di origine riconosciute a livello nazionale.
Golferenzo e il vino dell'Oltrepò Pavese
L'Oltrepò Pavese è uno dei territori vinicoli più antichi e produttivi della Lombardia, con denominazioni che comprendono il Pinot Nero vinificato in rosso o in metodo classico, il Riesling italico, la Bonarda e il Barbera.
Gli eventi enogastronomici del borgo
Tra la fine della primavera e la stagione estiva, Golferenzo ospita appuntamenti dedicati ai sapori e ai vini del territorio. SaXbere e Convivium sono le manifestazioni più attese, serate che portano nel centro storico produttori locali, degustazioni e proposte gastronomiche in un contesto che unisce la bellezza del borgo al piacere della tavola.
Vivere a Golferenzo
Per chi sogna di lasciare la città senza rinunciare alla bellezza del paesaggio e alla qualità della vita, Golferenzo rappresenta una delle opzioni più interessanti dell'Oltrepò Pavese. Il patrimonio edilizio del borgo è composto prevalentemente da case in pietra d'epoca, molte delle quali già oggetto di ristrutturazione, con caratteristiche architettoniche originali che difficilmente si trovano nelle costruzioni moderne. Ecco gli annunci di idealista:







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