Val d’Arda, la valle dei castelli e delle balene fossili

Castelli, calanchi e un lago. In Val d’Arda si cammina tra borghi, vigneti e fossili marini a un’ora da Piacenza.
Val d'Arda
Mongolo1984, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Balene negli Appennini? In Val d'Arda sì: tra i calanchi affiorano fossili marini, a pochi chilometri da rocche medievali e vigneti. In questo lembo di Emilia, la geologia incontra la storia in un paesaggio che cambia a ogni curva: mura merlate, pievi romaniche, canyon d'argilla e un lago di diga percorribile a piedi. Dal weekend lungo alle fughe in giornata, si può scegliere la stagione in base a ciò che interessa: cammini, borghi, ciliegi in fiore o calici da degustare.

Orientarsi nella Val d'Arda: dove si trova e quando andare

La Val d'Arda si estende a est di Piacenza verso i colli parmensi, in un susseguirsi di aree collinari e tratti più montani nell'Alta Val d'Arda, tra Castell'Arquato, Lugagnano Val d'Arda, Morfasso e Vernasca. Nella parte alta spuntano i primi rilievi dell'Appennino ligure; più in basso tornano pianure coltivate e filari ordinati. 

Pubblicità

La viabilità locale è capillare, con provinciali come SP4, SP6 e SP47 che collegano i borghi alla via Emilia. In treno si fa base a Piacenza o Fiorenzuola d'Arda, proseguendo poi in auto o con mezzi locali; per chi vola, gli scali più comodi sono Milano, Bologna e Parma.

Borghi, castelli e pievi: gli highlights imperdibili

In pochi chilometri si incontrano borghi medioevali integri, rocche ben conservate e chiese antiche.

Castell'Arquato e il doppio volto: medievale e geologico

Sulla collina, case in pietra e stradine in salita incorniciano la Rocca Viscontea, torre merlata del Trecento con affacci ampi sulle ondulazioni dei colli. All'interno, il percorso museale ricostruisce usi e ambienti dell'epoca. Poco distante, il Museo Geologico svela l'altro volto della valle: dai calanchi provengono reperti marini, compreso lo scheletro di una balena, traccia tangibile del mare che un tempo copriva queste terre.

Gropparello: castello su roccia e parco tematico

Arroccato su uno sperone, il castello di Gropparello domina un parco che propone attività narrative e stagionali, molto frequentate da famiglie. I dintorni, tra pendii e vigneti, invitano a passeggiare, con scorci che cambiano alla luce del tardo pomeriggio.

Vigoleno e Vernasca: mura integre, pieve romanica e cammini

A Vigoleno si varca un rivellino fortificato e si entra in un piccolo mondo di vicoli acciottolati e mura perfettamente conservate. Il Mastio offre l'osservatorio più alto, mentre il palazzo-castello degli Scotti racconta i secoli di presidio nobiliare. 

Nel borgo si trova il Museo degli Orsanti, dedicato ai girovaghi dell'Appennino tra Settecento e Ottocento. A Vernasca restano l'abside e il campanile a bifore della Pieve di San Colombano, affacciati su un belvedere con vista su calanchi e Val d'Ongina; qui passa la Via Francigena, con spazio informativo nell'antico rettorato.

Cortemaggiore, Bersani e Veleia: geometrie, murales e Roma antica

Nella bassa valle, Cortemaggiore colpisce per l'impianto rinascimentale a maglia ortogonale, un esperimento di "città ideale" che rende la passeggiata curiosa anche dal punto di vista urbanistico. 

A Bersani di Gropparello le facciate si trasformano in fiabe dipinte, con personaggi a grandezza naturale che spuntano dietro gli angoli. A Lugagnano Val d'Arda, nella frazione di Veleia, l'area archeologica permette di camminare tra i resti di una città romana, riconoscendo piazze, assi viari e spazi pubblici.

Natura e sentieri: calanchi, sorgenti e il lago di Mignano

La valle alterna boschi, vigneti, forre argillose e dorsali appenniniche. È un paesaggio vario, utile a chi ama sommare percorsi facili a tappe più impegnative. 

Tra Piacenziano e Monte Moria: dove affiorano i fossili

La Riserva Geologica del Piacenziano tutela i calanchi, incisioni d'argilla dove l'erosione mette a nudo strati ricchi di fossili marini. In quota, il Parco provinciale del Monte Moria si allunga in faggete e radure, con cammini ombreggiati e scorci sulla valle. 

Verso il crinale, tra Monte Menegosa e Monte Lama, si incontrano le sorgenti dell'Arda: aria più fresca, bosco più fitto e viste che si aprono sui rilievi vicini.

Diga di Mignano: camminare sullo sbarramento (con balena di legno)

Vicino a Vernasca, la diga di Mignano sbarra il torrente formando un lago artificiale incastonato tra le montagne. Lo sbarramento si percorre a piedi, con un colpo d'occhio doppio: da un lato l'acqua scura e ferma, dall'altro il corso che riprende verso valle. 

Attorno ci sono aree picnic e un tracciato escursionistico sulla sponda sinistra. Una grande scultura in legno a forma di balena, installata nei pressi della diga, richiama i cetacei fossili dei calanchi.

Anello dei Briganti e Stirone: notturne d'estate e canyon fluviali

Tra Vernasca e Vigoleno corre l'Anello dei Briganti, circa 21 km tra crinali, boschi, vigneti e affacci sul Piacenziano. In estate una parte del percorso si percorre alla "Notte dei Briganti", camminata al chiaro di luna con ristori e musica all'arrivo. 

L'altro grande corridoio verde è il Parco regionale dello Stirone e del Piacenziano, condiviso con il Parmense: lungo il torrente si alternano fondovalle pianeggianti, boschi e tratti di canyon argillosi punteggiati di fossili.

In bici tra saliscendi e sterrati

Le strade secondarie, poco trafficate e mosse, sono apprezzate dai ciclisti su asfalto. Chi preferisce gravel o MTB trova sterrati e carrarecce tra vigne e boschi, soprattutto nell'Alta Val d'Arda; in vari punti è possibile noleggiare anche e-bike.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Tra castelli da fiaba e fossili di balena c’è una valle incantata tutta da scoprire: ecco dove

per commentare devi effettuare il login con il tuo account