A Rutor, cascate da brivido e la Jeep fantasma a 2.500 m

Un trekking iconico in Valle d’Aosta: tre cascate, passerella sospesa e un relitto anni ’50 portato in quota pezzo per pezzo.
Rutor, cascate da brivido e la Jeep fantasma a 2.500 m
Photo by Roberto Pisoni on Pexels

C'è un dettaglio che spiazza chi sale verso il ghiacciaio del Rutor: una Jeep Willys della Seconda guerra mondiale comparsa lassù, oltre i 2.500 metri, dove non passano strade. Non è una leggenda urbana, ma il ricordo concreto di un'epoca in cui si tentava persino lo sci estivo sul nevaio. Il percorso regala anche tre cascate tra le più scenografiche dell'arco alpino e una passerella sospesa che fa rimbombare l'acqua nel torace. Un mix di natura estrema, memoria alpina e paesaggi glaciali che vale un viaggio. 

La Jeep fantasma del Rutor: perché è lassù

Negli anni Cinquanta, in pieno fervore turistico, alcuni maestri di sci e abitanti della zona provarono a lanciare lo sci estivo sul Rutor. Per salire materiali e persone fino al ghiacciaio si scelse un mezzo insolito: una Jeep Willys militare. Il piano fu radicale: il fuoristrada venne smontato a valle, i pezzi furono caricati a spalla e su muli lungo i ripidi sentieri, quindi riassemblati in quota, nell'area del ghiacciaio. 

Pubblicità

L'esperimento ebbe vita breve e il veicolo venne abbandonato. Oggi quell'auto, protetta da una tettoia di fortuna, è un relitto che racconta l'ambizione umana e la forza della montagna.

Il sentiero dalle Cascate del Rutor: dove inizia 

Per entrare nel cuore di questo scenario si parte dalla frazione di La Joux, a La Thuile, intorno ai 1.600 metri. La traccia è evidente e, salendo, accompagna passo dopo passo lungo tre salti d'acqua spettacolari.

Il percorso è un crescendo: dal bosco fitto alla roccia viva, dalle sponde del torrente alle passerelle con vista sull'abisso. Un cammino verticale ma accessibile, che alterna tratti ombreggiati e balconate naturali.

La passerella sospesa e i tre salti d'acqua

La prima cascata introduce la potenza del luogo, con spruzzi che saturano l'aria. Salendo, la seconda mostra l'impatto dell'acqua contro pareti di gneiss modellate dalla corrente.

La terza è la più scenografica: una passerella in acciaio proietta i passi sopra il vuoto, con il getto che romba pochi metri sotto e arcobaleni che si accendono nella nebulizzazione. 

Dal Plan de la Lière al rifugio Deffeyes

Superata la gola delle cascate, il paesaggio cambia, la valle si apre e la pendenza si addolcisce fino al Plan de la Lière, un pianoro dove il torrente si allarga. Poco oltre, si incontra il Lago dei Pescatori, incastonato tra prati e pietraie, con acque trasparenti che riflettono cime e cielo terso. 

Proseguendo, il sentiero porta al rifugio Albert Deffeyes, affacciato su laghi glaciali e con vista diretta sul Rutor.

Un laboratorio a cielo aperto per capire il clima

Il Rutor è un caso di studio per i glaciologi. Sotto e attorno alla lingua attuale sono riemersi resti di una torbiera antichissima, formata circa 9.500 anni fa. 

Le analisi dei pollini conservati indicano che, tra 9.500 e 8.000 anni fa, il clima fu così mite da permettere la crescita, oltre i 2.500 metri, di pino cembro, abete e perfino tiglio. È una pagina poco nota che aiuta a leggere le oscillazioni climatiche dell'Olocene. 

Sicurezza in quota: cosa ricordare

In ambiente glaciale non si deve improvvisare: la variabilità è alta e crepacci e ponti di neve cambiano di stagione in stagione. Lo confermano le guide del territorio: negli ultimi anni l'evoluzione del manto nevoso e del ghiaccio è diventata rapida e a tratti imprevedibile. 

Per questo bisogna affidarsi a professionisti per i tratti su ghiacciaio e valutare con attenzione meteo, attrezzatura e orari.

Oltre il rifugio: la Testa del Rutor con guida

Chi desidera spingersi più in alto trova nell'ascesa alla Testa del Rutor (3.486 m) una meta di ampio respiro. L'itinerario è privo di difficoltà estreme ma attraversa morene e aree crepacciate: si deve procedere con guida alpina e adottare tecniche e materiali adeguati. 

Dalla sommità lo sguardo abbraccia a 360 gradi il cuore delle Alpi, mettendo in fila ghiacciai e cime che, viste da lassù, cambiano scala e prospettiva.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Il ghiacciaio Rutor, le sue cascate e la sorprendente storia della Jeep Willys

per commentare devi effettuare il login con il tuo account