Centri storici raccolti e viste che non finiscono mai: ad Asolo, tutto sembra vicino, eppure lo sguardo corre lontano. Il soprannome "città dai cento orizzonti", celebre grazie a Giosuè Carducci, non è un vezzo letterario: dalle sue terrazze e dalla Rocca si abbracciano vallate, colline e il profilo del Monte Grappa. Il borgo, inserito tra i Borghi più belli d'Italia, si affaccia sulle colline del Prosecco e custodisce vicoli sotto portici, logge e piazzette che invitano a trattenersi.
Asolo, la "città dai cento orizzonti" tra mura e vigneti
Asolo è un abitato storico cinto da mura, dove portici ombrosi, palazzi antichi e terrazze panoramiche creano un susseguirsi di scorci. Nel giro di pochi passi si passa dalla piazza con la fontana alle salite verso il Castello e la Rocca, con vedute sempre diverse. Il legame con gli artisti è di lunga data: il toponimo poetico è entrato nell'immaginario grazie a Carducci e il Museo Civico mantiene viva la relazione tra il borgo e chi lo ha raccontato.
Il centro, oltre a rappresentare una meta di passeggiate urbane, è un nodo per itinerari più ampi verso le campagne e i corsi d'acqua del Trevigiano. Fuori dalle mura, i cammini si intrecciano a vigne e cipressi. Il Sentiero degli Ezzelini segue per lunghi tratti il torrente Muson, tra ponti, mulini e paesaggi rurali, collegando più comuni con un percorso dolce. Dalla Rocca, che domina il colle come un presidio lapideo, la vista si apre sul Grappa e sulla pianura veneta.
Tre itinerari a piedi: 90 minuti, mezza giornata, giornata intera
Per conoscere Asolo non occorre allenamento da montagna. Si incontrano pendenze brevi, alternanza di saliscendi e molti punti in cui fermarsi a guardare. La scelta migliore dipende dal tempo a disposizione e dalla voglia di uscire dal perimetro storico.
Itinerario breve (circa 1,5-2 ore)
Si rimane all'interno delle mura per un circuito urbano concentrato ma ricco. Si attraversano le vie principali, si entra nel Duomo, si percorrono le piazzette porticate, con pause negli affacci verso le colline.
Brevi rampe collegano una strada all'altra e offrono inquadrature diverse dei tetti e dei palazzi. È il giro ideale per una mattinata, magari con una sosta in piazza per un calice del territorio.
Mezza giornata (circa 3 ore)
Si estende il perimetro alla rete di viuzze laterali, tra case addossate, corti e scalinate. Qui si percepisce la trama minuta dell'abitato, con oratori e finestre decorate che emergono all'improvviso.
È un percorso che invita a lasciare le strade più battute per seguire un portico o una rampa in pietra e vedere dove porta, restando sempre in prossimità del cuore storico.
Giornata intera
Si unisce il centro alle colline circostanti per una sequenza di ambienti che alterna pietra e prato. Si sale alla Rocca con un tratto in pendenza tra muraglioni e prati, per godere della veduta a 360 gradi. Si raggiunge poi l'eremo di Sant'Anna e il suo cimitero raccolto, affacciato sul paesaggio.
L'itinerario mette insieme arte, spiritualità e natura, passando più volte dal fitto dell'abitato agli spazi aperti.
Sentiero della Rocca (n. 39): il classico da non perdere
Il tracciato numero 39 è una passeggiata breve ma iconica, adatta anche alla mountain bike secondo classificazione facile. La lunghezza è di circa 3 km con un dislivello attorno ai 50 metri e tempi medi di 90 minuti. La partenza consigliata si trova presso i parcheggi pubblici Forestuzzo (dietro l'ex ospedale) o nel parcheggio coperto Cipressina, da cui si entra in centro e si sale per via Colmarion.
Si incontra Porta Colmarion, che conserva l'impronta fortificata storica, quindi si prosegue verso la sommità del colle. Voltandosi lungo la salita, i tetti di Asolo si allineano sotto la Rocca e, oltre, si disegna la catena delle colline trevigiane.
Arte e paesaggio: il filo di Guglielmo Talamini
Tra i protagonisti della storia cittadina c'è Guglielmo Talamini, pittore vissuto tra Ottocento e Novecento, legato sia al Cadore sia a queste colline. Il Museo Civico ha dedicato all'artista una grande esposizione che ha messo in relazione la produzione "dolomitica" con quella "asolana", costruendo un ponte ideale tra montagne e vigneti.
In opere come la "Vendemmia asolana" emergono la luce dorata, i filari e i gesti della vita contadina.
Articolo visto su (travel.thewom.it) È il borgo più panoramico del Veneto: una perla tra i vigneti soprannominata la città dai cento orizzonti








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