Sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele a Milano apre la Sala degli Orologi

Un camminamento sopra i tetti porta a una terrazza con vista Duomo e a una stanza rimasta chiusa per decenni.
Galleria Vittorio Emanuele
Luca Sammarco Pexels

Una passerella sospesa sopra il salotto più iconico di Milano, un meccanismo del 1932 che ha scandito l'ora della città e una stanza nascosta che oggi diventa spazio d'arte. Sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele II è stato aperto un percorso che consente di camminare accanto alle volte in ferro e vetro e di affacciarsi su Piazza Duomo. Lungo il tragitto si incontra la memoria della Galleria, narrata da installazioni e pannelli, e si può entrare per la prima volta in un luogo rimasto inaccessibile per decenni.

Sopra la Galleria, un percorso nuovo

Il percorso, articolato in quattro tappe, è pensato per far scoprire la Galleria da un punto di vista inedito. Si accede dal civico 11/12, lato Piazza della Scala, e si inizia a camminare al sesto piano, costeggiando la storica struttura in ferro che sostiene le vetrate. 

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Il tracciato procede come un balcone continuo sopra il cuore commerciale e monumentale della città, aprendo visuali che di solito si osservano solo dal basso. 

La Skywalk: 250 metri tra tetti, skyline e soste "Clouds"

Il cuore dell'itinerario è la Skywalk, una passerella panoramica lunga oltre 250 metri che collega idealmente Piazza della Scala a Piazza Duomo seguendo i tetti della Galleria. Lungo il cammino sono previste aree di sosta, chiamate "Clouds", piccole terrazze arredate con vegetazione e sedute che invitano a prendersi tempo per osservare lo skyline milanese.

Dall'alto si distinguono profili e punti di riferimento della città, mentre sotto ci sono le geometrie in ferro e vetro che hanno reso celebre la struttura ottocentesca. L'effetto è quello di un corridoio sospeso che rende tangibile l'ordito architettonico della Galleria e allo stesso tempo regala scorci inediti verso la Cattedrale. Proseguendo, la camminata accompagna gradualmente verso l'affaccio su Piazza Duomo.

Milano raccontata dall'alto: pannelli e Fregio Celeste

L'esperienza è arricchita da più di 50 pannelli che ripercorrono la storia della Galleria e aiutano a riconoscere i profili urbani all'orizzonte. Si trasforma così la passeggiata in una lettura guidata del paesaggio, con riferimenti che consentono di collegare ciò che si vede alle vicende cittadine. 

A firmare un elemento identitario del percorso è Mario Cerrone, autore del Fregio Celeste: un intervento che riprende l'andamento dei fregi classici e allinea dieci figure simboliche di Milano. 

La Sala degli Orologi riapre per la prima volta

Il punto più sorprendente del percorso è la Sala degli Orologi, accessibile al pubblico per la prima volta nella storia della Galleria. Si tratta di uno spazio di 230 m2 collocato sopra l'arco trionfale che guarda su Piazza Duomo, con soffitti a volta e pavimento alla veneziana. 

Per decenni questo ambiente è rimasto chiuso, quasi dimenticato, e oggi viene restituito alla città con una nuova funzione culturale. 

Il cervello del tempo: la centrale del 1932

All'interno si conserva la Centrale degli Orologi di Milano, un congegno meccanico del 1932 che regolava gli orologi delle piazze cittadine. È un reperto di ingegneria che racconta un'epoca in cui la sincronizzazione dell'ora pubblica passava da una stanza operosa, più che da segnali digitali. 

Arte, zodiaco e tarocchi: la personale di Elisa Seitzinger

La Sala degli Orologi si trasforma oggi in ArtSpace, con un programma espositivo dedicato alle nuove generazioni artistiche. In questo momento ospita "La Galleria, lo zodiaco e i tarocchi", personale di Elisa Seitzinger curata da Flavio Di Renzo.

L'artista intreccia iconografia sacra, arte medievale ed elementi esoterici, componendo un nuovo zodiaco e una serie di tarocchi contemporanei creati per il contesto di Highline. La scelta di lavorare su segni, figure archetipiche e simboli dialoga con il carattere della Galleria, storico e insieme visionario. 

Dalla corte degli Sforza alle carte Visconti di Modrone

Accanto alle tavole di Seitzinger compare un rimando diretto alla storia milanese: la riproduzione del mazzo di carte Visconti di Modrone, curata da Il Meneghello Edizioni. Si tratta delle celebri carte dipinte a mano per i duchi di Milano intorno al 1440, considerate tra i tarocchi più antichi giunti fino a oggi.

Articolo visto su (vogue.it) 40 metri sopra Galleria Vittorio Emanuele a Milano, tra passerelle, stanze segrete e una terrazza magica vista Duomo

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