Obbligazioni immobiliari, il rendimento che nasce dai mattoni

Cosa sono i bond immobiliari, come funzionano, quali opportunità offrono e quali strumenti sono disponibili in Italia
palazzo mezzanotte milano
Stefano Stabile, Public domain Wikimedia commons

C'è un modo per entrare nel mattone senza comprare un appartamento, senza gestire inquilini e senza immobilizzare capitali per decenni. Oltre al mercato delle azioni delle società immobiliari, c’è anche quello legato alle obbligazioni, sempre emesse dalle società immobiliari: un universo variegato in cui l'investitore presta denaro a chi costruisce, acquista o gestisce immobili, in cambio di un interesse periodico e della restituzione del capitale a scadenza. Ecco cosa sono e come funzionano le obbligazioni immobiliari.

Cosa sono le obbligazioni delle società immobiliari

Il meccanismo è semplice. Un'impresa che opera nel settore immobiliare – che sia uno sviluppatore, una società di gestione patrimoniale o un fondo quotato – ha bisogno di capitali per finanziare un progetto, rifinanziare un debito esistente o semplicemente diversificare le proprie fonti di finanziamento. Invece di rivolgersi unicamente alle banche, emette obbligazioni sul mercato. Un meccanismo simile all’emissione dei bond di Stato, o del crowdfunding: chi le acquista di fatto presta soldi alla società e ne ricava un interesse (cedola). Il sottoscrittore diventa quindi creditore dell'azienda, con un rimborso prioritario rispetto agli azionisti in caso di difficoltà. Attenzione però: comprare un'obbligazione immobiliare non significa possedere una quota dell'immobile, né tantomeno avere un diritto di prelazione iscritto nei registri immobiliari.

Pubblicità

Quali obbligazioni immobiliari esistono

Le obbligazioni immobiliari possono assumere forme diverse. Ci sono i bond (termine inglese equivalente ad obbligazione) emessi direttamente dalle società di sviluppo, quelli dei REIT (Real Estate Investment Trust), e strumenti più strutturati come i CMBS, titoli garantiti da mutui commerciali. Infine, negli ultimi anni si sono affacciati sul mercato anche i green bond immobiliari, destinati a finanziare edifici ad alta efficienza energetica o progetti di riqualificazione sostenibile.

Quanto rende investire in obbligazioni immobiliari

La cedola, ovvero l’interesse pagato dell’obbligazione, può essere fissa o variabile. Molte emissioni immobiliari hanno durate comprese tra i cinque e i dieci anni, anche se non mancano scadenze più brevi e più lunghe. Il rendimento offerto dipende essenzialmente dalla qualità creditizia dell'emittente e dal rischio percepito: a fronte di un rating più basso, per esempio, il titolo avrà un rendimento superiore ma un prezzo inferiore. Il che significa che chi volesse mantenere il titolo fino alla sua scadenza, avrà un rendimento maggiore ma affronterà un superiore rischio legato all’azienda. Di contro, chi volesse acquistare il titolo per poi rivenderlo entro breve, potrebbe dover fare i conti con un ulteriore calo di prezzo e, quindi, con una perdita. 

Perché preferire le obbligazioni immobiliari a quelle tradizionali

Il primo motivo per cui un investitore guarda a questo comparto è il rendimento. Nel 2026 il mercato europeo delle obbligazioni immobiliari ha offerto livelli di interesse difficilmente raggiungibili altrove. Secondo dati di mercato, i bond immobiliari europei “investment grade”, ossia con rating elevato, trattavano a prezzi compresi tra l'82 e l'88% del valore nominale, con rendimenti dal 7% fino al 12% in funzione dell’emittente e della scadenza. Si tratta di livelli che, per un investitore abituato ai rendimenti dei titoli di Stato, rappresentano una prospettiva radicalmente diversa.

C'è poi la questione della diversificazione. Le obbligazioni immobiliari hanno una correlazione relativamente bassa con i titoli azionari e con i bond sovrani, il che le rende uno strumento utile per ridurre la volatilità complessiva di un portafoglio. E per chi cerca esposizione al mattone senza voler gestire direttamente gli immobili, rappresentano una via d'accesso relativamente liquida, almeno per le emissioni quotate su mercati regolamentati.

I rischi da non sottovalutare nei bond immobiliari

Nessun investimento è privo di rischi, e le obbligazioni immobiliari non fanno eccezione. Il primo è il rischio di credito: se l'emittente entra in difficoltà o fallisce, gli obbligazionisti possono subire perdite significative. Nella maggior parte dei casi queste obbligazioni non sono garantite, il che significa che in caso di insolvenza i creditori garantiti e i titolari di obbligazioni senior vengono rimborsati per primi.

C'è poi il rischio di rifinanziamento. Molte emissioni immobiliari hanno scadenze relativamente brevi e tassi elevati, il che implica che alla scadenza l'emittente debba rifinanziarsi. Se le condizioni di mercato sono cambiate o se l'azienda non riesce a trovare nuovi capitali, il rimborso può saltare. 

Il rischio di tasso è poi un altro fattore da considerare. Se i tassi di mercato salgono (come ora), il valore delle obbligazioni già emesse tende a scendere, soprattutto per quelle a cedola fissa e lunga scadenza. Infine, non va dimenticato il rischio di liquidità: molte emissioni immobiliari, soprattutto quelle di dimensioni contenute, sono poco scambiate e possono risultare difficili da vendere senza subire sconti significativi sul prezzo.

Obbligazioni immobiliari quotate a Piazza Affari: esempi concreti

Il mercato italiano offre diversi esempi di obbligazioni emesse da società immobiliari quotate a Piazza Affari, spesso collocate sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico) e accessibili anche agli investitori retail.

Borgosesia è tra le realtà più attive su questo fronte. La società, quotata su Euronext Milan e attiva nella gestione e valorizzazione di portafogli immobiliari e di crediti, ha emesso il prestito obbligazionario "Borgosesia 6,30%" per un ammontare complessivo di 65 milioni di euro, con durata di 60 mesi, cedole trimestrali e un tasso fisso annuo del 6,30%. L'emissione è garantita da un pegno su asset con coverage pari al 167% del valore nominale, a tutela degli obbligazionisti. 

IGD – Immobiliare Grande Distribuzione SIIQ, la prima SIIQ italiana quotata al segmento STAR di Borsa Italiana, ha emesso un'obbligazione senior unsecured non convertibile da 300 milioni di euro con scadenza a cinque anni. La società opera nel settore dei centri commerciali e della grande distribuzione, con un portafoglio immobiliare prevalentemente in Italia e Romania.

IPI, gruppo specializzato nei servizi immobiliari, ha collocato in soli due giorni l'intero prestito obbligazionario "IPI Spa Tasso Variabile 2026-2033" da 30 milioni di euro, con distribuzione diretta sul MOT di Borsa Italiana.

Un cenno merita anche Gorky SIIQ, che ha emesso un prestito obbligazionario da 36 milioni di euro 

 

per commentare devi effettuare il login con il tuo account