Rassa, il borgo di pietra nella Valsesia tra boschi e leggende

Un paese di pietra affacciato sul torrente Sorba, sentieri poco affollati e arte UNESCO a portata di mano.
Rassa, il borgo di pietra nella Valsesia tra boschi e leggende
Photo by Oskar Gross on Pexels

Case in pietra scura, tetti in piode, il rumore del Sorba che riempie una valle stretta e ombrosa. A 917 metri di quota, Rassa consegna subito l'immagine di una montagna con ponti di pietra, mulattiere, alpeggi e storie di "Tremendi" che si tramandano da secoli. Qui la Valsesia, nota come la "valle più verde d'Italia", mostra il suo lato più autentico, lontano dalle vetrine patinate e dalle folle. È un punto base comodo per chi parte dalle pianure di Vercelli e Novara e, più in generale, da Milano e Torino, con in più un vantaggio concreto: natura e costi di soggiorno in genere più contenuti rispetto ai grandi comprensori. 

Dove si trova Rassa

Rassa sorge sull'orografica destra dell'Alta Valsesia, proprio all'imbocco della Val Sorba e della Val Gronda. Intorno al paese si incontrano alpeggi come Alpe Sorba, Alpe Sorbella e Alpe Selvaccia, spesso utilizzati per il pascolo estivo, con sentieri che si addentrano in ambienti freschi e ombreggiati. 

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Sullo sfondo, il sistema di cime che guida verso il Parco Naturale Alta Valsesia - considerato il parco naturale più alto d'Europa - aggiunge profondità al paesaggio e molte opportunità per pianificare uscite di più giorni. Scendendo la valle, infine, si trovano centri come Varallo e Borgosesia, utili per servizi, musei e collegamenti.

Val Sorba, la "Valle dei Tremendi"

Il soprannome racconta già l'anima del luogo: un ambiente ripido, severo d'inverno e poco addomesticato, modellato dalle storie di figure come Fra Dolcino, Margherita e il brigante Pietro Bangher. 

Dai ponti in pietra di Rassa si imboccano mulattiere storiche e sentieri segnalati che risalgono il versante, con pendenze costanti e scorci improvvisi sui valloni laterali. Molti tracciati mantengono la logica dei collegamenti antichi tra alpeggi, fattore che garantisce varianti e anelli per escursionisti con buon passo. 

I percorsi classici: Monte Bo e gli alpeggi panoramici

Tra gli itinerari più frequentati spicca la salita al Monte Bo di Valsesia (2.071 m), che in inverno è una classica per ciaspole o sci alpinismo. Il tracciato attraversa il bosco e raggiunge gli alpeggi di Sulle Piane e di Selvaccia, dove il panorama si apre sul solco principale della valle. 

Nella bella stagione gli stessi percorsi diventano ottime camminate di media difficoltà, con lunghi tratti ombreggiati e freschi tra faggi e abeti. Chi ha più allenamento può completare anelli tra Val Sorba e Val Gronda, sfruttando le diverse quote per modulare fatica e tempi. 

Cime poco battute e specchi d'acqua 

Oltre ai classici, l'area offre salite più selvagge verso Punta Ventularo, Cima Morticci e Punta del Talamone: creste di media-alta difficoltà, con ambienti isolati e lunghi tratti panoramici. 

In quota si incrociano luoghi come l'Alpe In Cima e il Lago di Scarpia, raggiungibile con un'uscita lunga ma appagante attraverso antichi collegamenti tra pascoli.

In bici nell'Alta Valsesia

La zona è attraversata da itinerari cicloturistici e MTB che sfruttano strade secondarie e pendenze costanti. Da Campertogno parte un anello che raggiunge Rassa con circa 970 metri di dislivello, adatto a chi ha un buon allenamento e apprezza salite regolari senza traffico. 

Non si tratta di un percorso per principianti, ma ripaga con prospettive nuove sul fondovalle e passaggi tra piccoli borghi di pietra. Anche in questo caso la stagione ideale va dalla tarda primavera all'autunno, quando le temperature sono più favorevoli e i boschi regalano ombra e colori. 

Cosa vedere nei dintorni di Rassa

Una giornata va riservata a Varallo, riferimento storico della valle. Il Sacro Monte di Varallo, il più antico dei Sacri Monti piemontesi e lombardi, è Patrimonio Mondiale UNESCO: 44 cappelle affrescate, la Basilica dell'Assunta e giardini panoramici compongono un unicum monumentale. Si sale a piedi lungo la mulattiera o con una funivia dedicata che supera rapidamente il dislivello. 

In centro, il Palazzo dei Musei ospita una pinacoteca con circa 3.300 opere tra dipinti e sculture - con nomi chiave come Gaudenzio Ferrari, Tanzio da Varallo e Pier Francesco Gianoli - oltre al Museo Calderini, dedicato a collezioni naturalistiche, archeologiche e umanistiche. 

Borgosesia, Montrigone e le tracce dell'uomo antico

Più a valle, Borgosesia offre un secondo Sacro Monte al Santuario di Sant'Anna a Montrigone, con una via crucis scandita da cappelle affrescate e una vista ampia sulla città. 

Nella stessa località, il Museo di Paleontologia e Archeologia Carlo Conti raccoglie reperti dal Parco Naturale del Monte Fenera, dove sono emerse anche ossa attribuite all'uomo di Neanderthal. 

La cultura Walser di Alagna Valsesia

All'interno dello stesso sistema vallivo rientra Alagna Valsesia, ai piedi del Monte Rosa. Non è la porta più vicina a Rassa, ma completa la lettura del territorio con le case in legno, i villaggi d'alta quota e i musei dedicati alla cultura Walser.

In un'unica valle si attraversano così epoche e altitudini: dal fondovalle vitato di Gattinara alle architetture lignee di Alagna, fino ai ghiacci del Rosa. 

Come arrivare a Rassa

Per arrivare in auto si risale la Valsesia lungo il fiume Sesia, passando da Gattinara, Romagnano Sesia, Borgosesia e Varallo verso l'alta valle. Nei principali centri sono presenti stazioni ferroviarie e linee bus che collegano i paesi di montagna; da questi hub si prosegue verso Rassa con mezzi propri o servizi locali, la cui operatività va verificata di volta in volta.

Per chi arriva da lontano, gli aeroporti del Nord-Ovest italiano consentono di combinare treno e autobus fino alla valle. Il territorio si presta a viaggi con budget medio: l'assenza di pressione turistica paragonabile alle località più celebri si traduce, in genere, in costi di soggiorno più contenuti.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Case in pietra e leggende: il borgo segreto nella valle più verde d’Italia che sembra una fiaba

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