Molise d’autunno tra faggete rosso oro e sentieri imperdibili

Colori intensi, silenzio e panorami rari: dove e quando vedere il foliage in Molise. Itinerari, luoghi icona e finestre migliori.
Foliage Molise
Pexels

C'è un angolo d'Italia dove l'autunno stende tappeti rosso e oro e lo fa senza folla. In Molise, tra faggete monumentali, crinali panoramici e riserve UNESCO, la stagione corta del foliage regala uno spettacolo che sorprende anche chi conosce bene l'Appennino. Dalla metà di ottobre ai primi di novembre, l'altitudine guida una trasformazione cromatica che scende dalle vette alle valli. Ecco i percorsi e i momenti chiave per vivere l'autunno molisano.

Quando andare in Molise per il foliage: la finestra migliore

Per cogliere il massimo del foliage in Molise, conviene pianificare tra metà ottobre e la prima decade di novembre. Sulle vette e sopra i 1.400 metri - come le faggete del Matese e i crinali dell'Alto Molise - la svolta cromatica inizia in genere tra il 10 e il 15 ottobre.

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A quote più basse, per esempio nel Bosco di Sant'Onofrio, il picco si concentra tra fine ottobre e i primissimi giorni di novembre. Un accorgimento utile per la resa fotografica: si consiglia di uscire al mattino dopo una notte fredda e limpida, quando lo sbalzo termico esalta i colori e la luce bassa del sole intensifica le tonalità.

Matese e Oasi WWF Guardiaregia-Campochiaro

Sul confine tra Molise e Campania, il Massiccio del Matese custodisce faggete scenografiche e uno dei cuori protetti più vasti gestiti dal WWF: l'Oasi regionale Guardiaregia-Campochiaro, oltre 3.100 ettari di natura integra. 

Qui il percorso verso il Monte Mutria (1.823 metri) attraversa boschi in pieno cambiamento, dove il rame e l'oro dei faggi dialogano con il verde scuro di specie preziose come tasso (Taxus baccata) e agrifoglio (Ilex aquifolium). Oltre ai colori, si incontrano fenomeni geologici di forte impatto lungo sentieri segnalati e di facile orientamento. 

Gole, cascate e abissi carsici

Pochi passi bastano per affacciarsi - con le dovute precauzioni - sulle Gole del Torrente Quirino, osservare la Cascata di San Nicola nel suo periodo più vivace e avvicinare ingressi di cavità leggendarie come il Pozzo della Neve e il Cul di Bove, tra gli abissi più profondi d'Europa. 

Bosco di Sant'Onofrio (Chiauci): il cerro protagonista

Nella provincia di Isernia, a ridosso del borgo di Chiauci, il Bosco di Sant'Onofrio offre un paesaggio molto scenografico. Qui domina il cerro (Quercus cerris), che in autunno vira su gialli intensi, ocra e marroni caldi, creando un sottobosco fitto e morbido sotto gli scarponi. 

Il tracciato si presta a una mezza giornata di cammino, adatta anche a chi desidera un ritmo più tranquillo. Nell'area si trova il Cerris Park, un parco avventura con ponti tibetani e passerelle sospese tra i tronchi.

Tra Monte Campo e Guado Liscia: crinale con vista a 360°

Nell'Alto Molise, tra i territori di Capracotta, Pescopennataro e Agnone, il percorso di crinale che collega Monte Campo a Guado Liscia è una delle uscite più appaganti per chi cerca ampie vedute. Dalla piana di Prato Gentile si sale verso la cima di Monte Campo (1.746 metri), balcone naturale su vallate coperte da foreste miste. 

L'itinerario, proseguendo verso est, incrocia antiche vie di transumanza e segnali storici che ampliano il racconto del paesaggio. La presenza dei tratturi molisani e di testimonianze riconducibili alla civiltà sannitica aggiunge infatti un livello narrativo ulteriore all'escursione stagionale. Il foliage diventa così anche un viaggio nella memoria del territorio.

Riserva MaB UNESCO Collemeluccio-Montedimezzo

Tra Pescolanciano e Vastogirardi si estende una delle perle ambientali riconosciute a livello internazionale: la Riserva della Biosfera MaB UNESCO Collemeluccio-Montedimezzo, istituita nel 1977. È composta da due nuclei forestali distinti, ravvicinati ma diversi per assetto e composizione, che in autunno offrono scenari complementari. 

I due settori mostrano caratteri specifici che vale la pena mettere a fuoco prima di scegliere il cammino. 

Montedimezzo: faggi e cerri in primo piano

Antica tenuta di caccia borbonica, oggi Montedimezzo è dominata da faggio e cerro, che tra ottobre e novembre sprigionano rossi e gialli accesi. I tracciati sono curati e agevoli; tra questi spicca il sentiero di Colle San Biagio, comodo e adatto a una fruizione ampia.

Collemeluccio: il contrappunto dell'abete bianco

Collemeluccio è noto per il raro relitto glaciale di abete bianco. In autunno, il verde profondo degli aghi crea un contrasto netto con il rosso e l'arancio delle latifoglie circostanti e del sottobosco. 

Pianoro Le Forme (Valle Fiorita), Pizzone - PNALM

Nel settore molisano del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il Pianoro Le Forme - noto anche come Valle Fiorita - è un altopiano incontaminato raggiungibile salendo dal borgo di Pizzone in direzione del Monte Meta. In autunno, le piogge frequenti possono dare origine a un lago stagionale che riflette colori e profili delle montagne, amplificando l'effetto visivo del foliage. 

L'area rientra negli habitat più importanti dell'Appennino per la fauna: qui vivono orso bruno marsicano, camoscio appenninico e aquila reale, presenze che raccontano l'elevato valore ecologico del contesto. L'insieme combina sensazione di wilderness e scenari limpidi, da ascoltare più che da attraversare in fretta.

Articolo visto su (travel.thewom.it) In Molise ci sono faggete che in autunno diventano un tappeto di rosso e oro

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