Quanto costa il lusso di stare bene a casa propria? Quanto siamo disposti a pagare per una casa che garantisca una qualità della vita al passo con i tempi? A queste ed altre domande cerca risposta l’ultimo Sondaggio sull’Abitare di Comunicare l’Abitare, think tank indipendente sulle tematiche della casa in Italia che organizza l'evento Comunicare l'Abitare, in programma presso la Casa dell'Architettura a Roma il 19 e 20 ottobre. Quello che emerge dalla survey è il ritratto di un desiderio di benessere domestico, che fa però i conti con alcuni ostacoli, primo tra tutti quello dell’affordability.
Il trade-off tra qualità e costo dell’abitare
La risposta sta nel porre la giusta attenzione, a livello di dibattito pubblico, di sensibilizzazione e possibilmente di spinta a politiche concrete, sulle variabili particolarmente importanti nel definire la qualità della vita tra le mura domestiche e la sua accessibilità. Il che è l’intento dell’evento Comunicare l’Abitare, in programma il 19 e 20 ottobre 2026 alla Casa dell’Architettura a Roma (https://www.comunicarelabitare.com/).
“Il sondaggio mette a fuoco il rapporto tra qualità della casa e possibilità di sostenerne il costo ma c’è anche disponibilità a riconoscere il valore di abitazioni più sane, efficienti e sicure, - è il commento di Paolo Leccese, giornalista, ideatore di Comunicare l’Abitare e membro del Comitato Scientifico. - Occorre renderle accessibili anche a chi ha redditi fragili o discontinui. Lo stesso vale per la rigenerazione: recuperare gli immobili deve servire a rispondere ai bisogni dei quartieri. E per questo la domanda è concreta: come migliorare l’abitare senza aumentare le difficoltà di chi cerca casa?”.
Quanto costa stare bene a casa propria
Dalle risposte del campione di 400 persone, coinvolte nel sondaggio tra il 20 luglio e il 30 settembre 2026, emerge un’idea di valore legato alla casa definito come qualità e servizi d’avanguardia, ma l’accessibilità resta uno scoglio importante. Il 46,2% dei rispondenti ritiene infatti che nella propria città la sostenibilità sia bassa (punteggi 1 o 2 su 5), a fronte di un 29,4 per cento che la ritiene invece adeguata. Questo significa quanto meno che, a prescindere dal fatto che la salubrità sia un valore positivo, per circa la metà sia un bene dal costo non sempre sostenibile.
Qualità dell’abitare e accessibilità, le variabili in gioco
Tra le variabili critiche indagate, registrano percentuali uniformemente distribuite di rilevanza i redditi non adeguati ai costi della casa (indicati dal 25,1% dei rispondenti), il patrimonio vecchio o inadeguato (al 24,9%), l’incertezza normativa e fiscale (24,1%) e i tempi e costi delle procedure, al 23,3%. I canoni troppo elevati sono citati dal 22% dei rispondenti, mentre i prezzi di vendita dal 21,2%. Particolare attenzione sociale merita la variabile dei redditi discontinui, indicata dal 29,8%, seguiti dalla fragilità economica familiare al 24,8% e dalla condizione di “giovani coppie” al 24,5%.
Il valore della riqualificazione e della qualità certificata
Ma quanto vale una casa di qualità? Il sondaggio mostra che una buona fetta del campione sarebbe disposto a pagare di più per essere certa che il benessere aggiuntivo sia reale. Una qualità certificata vale fino al 5% in più del prezzo per il 24,2 per cento del campione, fino al 10% in più per il 20,7% dei rispondenti mentre l’11,7% dei partecipanti pagherebbe anche oltre il 10 per cento. Il concetto di qualità si sovrappone ad efficienza e sostenibilità: bassi consumi energetici, costi di gestione contenuti e salubrità degli ambienti interni sono prioritarie, rispettivamente al 15,8%, al 14,2% e al 13,7%.
Per quanto riguarda la riqualificazione, anche in questo caso il costo rappresenta un ostacolo, insieme alla burocrazia, mentre tra i desiderata misure pubbliche, incentivi fiscali stabili e pluriennali sono prioritarie per il 17,1%, la semplificazione delle autorizzazioni per il 13,0% e certificazioni più chiare per il 12,8%. Riqualificare un immobile porta però valore all’edificio come al contesto urbano; al recupero sono favorevoli gran parte dei rispondenti, con una quota del 43,2%, mentre il 23,1% subordina la scelta al territorio e alla qualità degli edifici.
Innovazione e AI nella casa del futuro
Una casa all’avanguardia accoglie l’avanzare del tempo e della tecnologia, diventando espressione di progresso all’interno di spazi urbani sempre più evoluti. O almeno questo è quello che si augurano i rispondenti, che non disdegnano l’uso dell’intelligenza artificiale nella progettazione e gestione degli edifici, a cui sono favorevoli quasi la metà (il 46,2 per cento). Le posizioni poco favorevoli o contrarie sono il 25,7%, mentre il 15,6% dichiara conoscenza insufficiente e il 12,6% indifferenza.
L’importanza di Comunicare l’Abitare
Una parte del sondaggio è dedicata alla cultura e all’informazione sull’abitare, essenziale per mettere in agenda i temi da portare alla sensibilità pubblica, innescando un dibattito che porti da un lato il pubblico ad attuare politiche concrete, dall’altro il privato a compiere le scelte migliori. Sul fronte della chiarezza, il 41,6% dei rispondenti assegna un voto basso (1 o 2 su 5) all’informazione sulla casa in Italia, contro il 35,3% che ne dà uno alto (4 o 5); il 23,0% si colloca al centro. Tra i temi che risultano comunicati in modo meno efficace, il più indicato è quello della normativa e fiscalità (22,0%), seguito da sicurezza strutturale (20,7%), condominio e rigenerazione urbana (20,4% ciascuno). Nelle risposte aperte, che hanno però coinvolto solo il 10,3% di chi ha raggiunto il quesito, il tema più ricorrente è quello dell’accesso alla casa, dell’offerta e delle locazioni.
Quanto alle fonti, la fiducia risulta distribuita fra molti canali: i media specializzati sono indicati come più affidabili dall’11,8% dei rispondenti, i portali immobiliari dall’11,5%, motori di ricerca e strumenti di intelligenza artificiale dall’11,3%, quotidiani e televisione dal 10,7% ciascuno.
Più che un giudizio sui media, il sondaggio restituisce un bisogno di chiarezza: la caratteristica più indicata per una buona comunicazione è proprio la chiarezza (13,5%), seguita a pari merito da semplicità del linguaggio, confronto fra opinioni e dati verificabili (11,5%). Un invito a lavorare, insieme all’ecosistema degli operatori dell’abitare, perché le informazioni su costi, qualità e regole siano più leggibili per chi ogni giorno deve prendere decisioni importanti per la qualità della propria vita.








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