Costiera Amalfitana segreta, Cetara tra lampare e colatura DOP

Un borgo di pescatori ancora in attività, spiagge sotto casa e una salsa DOP unica in Italia. Ecco come arrivare, cosa vedere e quando andare.
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Bernard Gagnon, CC BY 4.0 Wikimedia commons

Una torre affacciata sull'acqua, reti che asciugano al sole e barche tirate in secca sulla spiaggia di fronte alle case. In Costiera Amalfitana c'è un luogo dove il mare non è solo panorama: è lavoro quotidiano, rito collettivo e sapore concentrato in poche gocce ambra. Si chiama Cetara e custodisce la colatura di alici DOP, le notti di pesca alla luce delle lampare e feste che benedicono il mare. Qui la Costiera mostra un'anima schietta, lontana dalle vetrine più affollate, ma vicinissima da raggiungere. 

Dove si trova e come arrivarci senza stress

Tra il monte Falerio e il Tirreno, poco dopo Vietri sul Mare arrivando da Salerno, Cetara è uno degli ingressi più accessibili della Costiera. La posizione favorisce anche visite lampo: in pochi chilometri si passa dalla città al ritmo del porto, con la torre che controlla la baia e le barche allineate in marina.

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La strada statale che corre lungo la costa è panoramica, ma d'estate diventa stretta e lenta. Nei periodi di punta conviene considerare parcheggi a pagamento più esterni rispetto al fronte mare, per evitare attese in centro. Chi preferisce lasciare l'auto può contare sui collegamenti pubblici via terra e via mare dalla zona di Salerno, con un vantaggio in più: l'arrivo dal largo regala la prospettiva migliore sulla Torre Vicereale e sul borgo che sembra arrampicarsi sulla montagna.

Cosa vedere a Cetara a piedi

La spiaggia di Marina di Cetara è il primo orizzonte: una lingua di sabbia tra il porto e le case, con le barche dei pescatori in secca e la Torre Vicereale che domina la scena. Accanto alla marina, la Torre Vicereale merita tempo e sguardo. Nata come avamposto difensivo per avvistare i pericoli dal mare, oggi ospita opere di artisti legati alla Costiera e un piccolo percorso dedicato alla storia della colatura di alici. 

La Chiesa di San Pietro Apostolo si raggiunge salendo una lunga gradinata in pietra: facciata sobria all'esterno, interni barocchi in bianco e oro con organo e una lapide che ricorda un episodio legato a Federico d'Aragona nel Quattrocento.

Altre chiese raccontano altri sguardi: San Francesco, con affreschi che rivestono le pareti, e la Madonna di Costantinopoli, dove è custodita la statua della Madonna delle Grazie, legata alla devozione per la protezione dal mare. Tornando verso l'acqua, una scalinata che parte dalla zona della torre conduce alla spiaggia del Lannio: più appartata, sabbia morbida, mare spesso più quieto. Il nome richiama antiche "lagnanze" legate all'uccisione di monaci nel Medioevo, a ricordare che questi scorci da cartolina hanno storie dure alle spalle.

Sapori, pesca e la colatura di alici DOP

Tonno e alici sono il cuore dell'identità locale, pescati con tecniche tradizionali: tonnare per il primo, lampare per le seconde. Dalle alici nasce la specialità che ha reso famoso il borgo ben oltre la costa.

La colatura di alici di Cetara è un condimento liquido color ambra, dal gusto deciso e salino. Le sue radici rimandano a un'antica salsa di epoca romana, poi rielaborata nel Medioevo dai monaci della costiera. La lavorazione segue un rito preciso: le alici, disposte a strati con il sale in contenitori di legno, rilasciano nel tempo un liquido prezioso che viene raccolto, maturato, filtrato e reintrodotto per intensificarne l'aroma.

Dal 2020 la colatura di alici di Cetara è DOP, con disciplinare che tutela provenienza e metodo. Chi passa dal borgo può portarla via in piccoli vasetti o bottigliette acquistati nelle botteghe del centro: occupano poco spazio, ma al primo assaggio riportano immediatamente sulla costa.

A tavola si resta sul pescato locale: tonno lavorato secondo usanze tradizionali, alici in molte preparazioni e il classico cuoppo, cono di carta con fritti di mare da sgranocchiare passeggiando sul lungomare. 

Quando andare e gli eventi che valgono il viaggio

In primavera Cetara riprende ritmo: giornate più lunghe, tavolini all'aperto e temperature miti che invitano alla spiaggia anche con una felpa. In autunno, tra settembre e ottobre, il mare resta caldo, il sole non manca e la folla si dirada: ideale per un bagno al Lannio o un pranzo di pesce all'aperto, con una luce morbida che accende i colori delle facciate.

L'estate è il tempo delle feste. Il 29 giugno si celebra San Pietro, patrono del borgo: la statua, su una base a forma di barca, viene portata in processione ondeggiando come sul mare; il momento più atteso è la benedizione delle acque e la corsa finale dei portatori su per le scale del sagrato.

Tra fine luglio e inizio agosto arriva la Notte delle Lampare. La data si sceglie in base alla luna, per attirare meglio i banchi di alici. Si assiste alla battuta di pesca notturna e, poco dopo, il pescato finisce nei piatti serviti ai banchetti sul lungomare. 

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