Il duplex di New York con ante in cashmere e divano su vetro

Materiali sorprendenti e impianto classico: come un attico familiare ridefinisce il lusso. Idee da copiare per più luce e spazi vivibili.
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Fred Hsu on en.wikipedia / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Ante di armadi in cashmere ricamato e un divano che poggia su gambe di vetro: basta questo per capire che non si tratta del solito restyling. In un duplex di 5.600 piedi quadrati a New York, una famiglia con tre figli ha affidato a Julie Hillman un incarico ambizioso: dare nuova vita a una casa storica senza snaturarne l'eleganza. Il risultato mette insieme materiali inattesi, soluzioni sartoriali e un layout classico che continua a funzionare. Con il supporto di Ferguson & Shamamian Architects, si è intervenuti dove serviva davvero, a partire dalla luce. 

Il lusso che sorprende: dettagli in vetro e cashmere

La forza di questo progetto sta nella capacità di coniugare artigianalità estrema e praticità familiare. Le finiture tessili, come le porte degli armadi in cashmere ricamato, spostano l'asticella della percezione del "morbido" in casa, trasformandolo in architettura. Le gambe in vetro del divano, invece, alleggeriscono visivamente il salotto e mostrano come un'idea scultorea possa convivere con l'uso quotidiano. Non è solo estetica: sono scelte che cambiano la lettura degli spazi, creando trasparenze e profondità nuove. L'obiettivo è dichiarato: ridefinire il comfort con materiali e proporzioni inaspettate, senza rinunciare alla durabilità richiesta da una casa vissuta da cinque persone.

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Un living pannellato, tra pezzi d'autore e luci d'epoca

Il soggiorno, rivestito con nuove boiserie, diventa un palcoscenico controllato dove ogni elemento ha un ruolo preciso. Un tavolino-specchio realizzato su misura da Sam Orlando Miller introduce riflessi che moltiplicano la luce, mentre le applique vintage in bronzo e pergamena firmate Félix Agostini danno ritmo caldo alle pareti. Sopra il camino, selezionata da Hillman, compare un'opera di Richard Prince che funziona da perno visivo e stempera il linguaggio classico con un accento contemporaneo. 

La mossa decisiva: più luce in cucina

Il cantiere più strategico è in cucina, dove un'ex lavanderia e un bagno vengono riconfigurati in un'ampia zona colazione, con una finestra riprofilata per aumentare l'ingresso di luce naturale. La richiesta della committenza era chiara: far respirare il retro della casa e rendere gli spazi quotidiani più freschi. La scelta di concentrare qui l'intervento mostra come piccoli cambi di destinazione d'uso, se mirati, possano cambiare la qualità della giornata: l'angolo colazione diventa un baricentro familiare, luminoso e informale, senza sacrificare la funzionalità del blocco operativo. La luce, ancora una volta, è il vero materiale progettuale.

Conservare l'ossatura funziona

Nonostante la portata della ristrutturazione, l'impianto originario resta quasi intatto. Il piano alto ospita le camere, mentre sotto si trovano soggiorno, sala da pranzo e biblioteca, ciascuno con il proprio camino. Una disposizione "corretta", come la definirebbe un architetto classico, che separa la dimensione privata da quella pubblica e mantiene le stanze con una chiara identità d'uso. Conservare questo schema ha due effetti immediati: riduce demolizioni costose e preserva le proporzioni, spesso migliori nelle case storiche rispetto ai tagli contemporanei. 

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