Capita spesso di attraversare un frutteto in pieno inverno e notare file di alberi con la parte bassa del tronco tinta di bianco. Non è una scelta estetica, né una semplice abitudine. I tronchi degli alberi dipinti di bianco sono protetti con il latte di calce, una miscela di calce idrata e acqua che difende la corteccia dal sole, dagli sbalzi di temperatura e dai parassiti che svernano nelle sue fessure. Si usa calce idrata (spenta) sciolta in acqua, si applica con un pennello durante il riposo vegetativo, tra fine autunno e fine inverno, e la si rinnova una volta l'anno.
Perché i tronchi degli alberi si colorano di bianco?
Il motivo principale risiede nel fatto che il bianco riflette la luce solare. Una corteccia scura assorbe calore, uno strato di calce lo respinge. Da questo principio derivano quasi tutti i vantaggi dell'imbiancatura, a cui si somma l'azione disinfettante della calce stessa. Le funzioni principali sono quindi le seguenti:
Protezione da scottature e sbalzi termici
D'inverno può succedere che una giornata limpida scaldi il tronco esposto a sud fino a "risvegliare" i tessuti sotto la corteccia. Poi arriva la notte, la temperatura crolla sotto lo zero e quelle cellule gelano. Il risultato sono le spaccature da gelo e le scottature invernali: lesioni longitudinali, a volte profonde, che indeboliscono la pianta. Una mano di calce riduce drasticamente questa escursione termica, perché il tronco si scalda molto meno durante il giorno.
Un'azione disinfettante contro parassiti e funghi
La calce è fortemente alcalina (ha un pH intorno a 12). Questo la rende ostile a molti organismi che si annidano nelle crepe della corteccia durante l'inverno:
- uova e forme svernanti di insetti come afidi, cocciniglie e ragnetto rosso;
- spore fungine responsabili di cancri e marciumi della corteccia;
- muschi e licheni, che trattengono umidità e offrono riparo ai parassiti.
Non si tratta di un insetticida vero e proprio, ma di una barriera preventiva che riduce la pressione dei parassiti alla ripresa vegetativa.
Una barriera contro gli insetti che risalgono
Le formiche, che "allevano" gli afidi e li spostano da un ramo all'altro, faticano a risalire una superficie ricoperta di calce. Lo stesso vale per alcuni vermi che danneggiano le piante.
Come si prepara la calce per le piante? Le dosi
Preparare il latte di calce richiede pochi minuti e ingredienti economici. Serve calce idrata, detta anche calce spenta (idrossido di calcio). Si trova in sacchi nei consorzi agrari, nelle ferramenta e nei negozi di materiale edile.
Da evitare in modo assoluto la calce viva (ossido di calcio): a contatto con l'acqua reagisce in modo violento, sviluppa calore e può provocare ustioni gravi. Per trattare una decina di alberi di medie dimensioni bastano queste dosi:
- Si versano 10 litri d'acqua in un secchio di plastica capiente.
- In seguito, si aggiungono gradualmente 2 kg di calce idrata, mescolando con un bastone per evitare grumi.
- Si continua a mescolare fino a ottenere una consistenza cremosa, simile a una vernice liquida o a uno yogurt da bere.
- Lascia riposare il composto per qualche ora, meglio ancora una notte, poi rimescola prima dell'uso.
Se hai solo uno o due alberi, dimezza le quantità: 1 kg di calce in 5 litri d'acqua. La regola da ricordare è circa 1 parte di calce per 5 di acqua. Se il composto cola troppo, aggiungi un po' di calce; se è pastoso e fatica a stendersi, allungalo con acqua.
Come applicarla correttamente
Una buona preparazione vale poco se la stesura è frettolosa. Prima di tutto, si pulisce il tronco con una spazzola rigida eliminando muschi, licheni e le placche di corteccia che si staccano da sole, senza ferire il legno vivo.
Poi si stende la calce con una pennellessa larga, insistendo nelle fessure, dal colletto (il punto in cui il tronco entra nel terreno) fino all'inserzione delle prime branche. Su alberi molto esposti si possono dare due mani, aspettando che la prima sia asciutta.
Quando mettere la calce sui tronchi?
Il momento migliore è durante il riposo vegetativo, cioè tra novembre e febbraio, dopo la caduta delle foglie e prima che le gemme comincino a gonfiarsi. Molti la applicano subito dopo la potatura invernale degli alberi da frutto, così da approfittare del lavoro di pulizia già fatto e proteggere la corteccia appena esposta. Conta, poi, anche il meteo. Bisognerà scegliere una giornata:
- asciutta, senza pioggia prevista per almeno 2-3 giorni, così la calce ha il tempo di fissarsi;
- temperatura sopra i 5 °C, perché con il gelo il composto non aderisce e rischia di sfaldarsi;
- senza vento forte, che asciugherebbe la calce troppo in fretta e la farebbe screpolare.
In genere basta un'applicazione all'anno. Se a fine inverno si nota che le piogge l'hanno quasi del tutto lavata via, è possibile ripassare una seconda mano prima della ripresa vegetativa.
Quali sono le controindicazioni della calce sui tronchi?
Usata nel modo giusto, l'imbiancatura è un trattamento sicuro e a basso impatto. Ha però alcuni limiti e qualche rischio che vale la pena conoscere prima di prendere in mano il pennello.
- Rischi per chi la maneggia: la calce idrata è un prodotto caustico. Sulla pelle può causare irritazioni e secchezza, negli occhi lesioni anche serie. Guanti e occhiali non sono un eccesso di prudenza: sono indispensabili.
- Non è una cura, ma una prevenzione: la calce non guarisce una pianta già malata e non raggiunge i parassiti che vivono dentro il legno, come le larve del rodilegno.
- Effetti sul terreno e sulle piante acidofile: le colature di calce finiscono inevitabilmente alla base del tronco e alzano il pH del suolo. Per la maggior parte degli alberi da frutto non è un problema, ma diventa un rischio vicino alle piante acidofile come mirtilli, azalee, camelie e ortensie blu.







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