In Sicilia nessuna data vale per tutti, e questo sorprende molti. Mentre a Palermo e Catania i termosifoni restano spenti fino a dicembre, a Enna e sui Nebrodi la finestra di accensione si è già aperta il 15 ottobre. Il motivo è semplice: l’isola concentra mare, pianure, colline e montagne, con inverni molto diversi tra loro. La regola nazionale tiene conto di questa varietà e assegna a ogni comune una zona climatica, dalla A alla F. Capire a quale zona appartiene il proprio comune permette di sapere subito da quando si accende il riscaldamento in Sicilia e per quante ore si può riscaldare casa.
- Quando si possono accendere i termosifoni in Sicilia: il calendario 2026
- Zone di accensione riscaldamento in Sicilia: a quale appartiene il proprio comune
- Quando si accende il riscaldamento a Palermo nel 2026
- Accensione riscaldamento privato: autonomo e condominiale
- Perché in Sicilia le date cambiano da un comune all’altro
Quando si possono accendere i termosifoni in Sicilia: il calendario 2026
Il calendario ordinario dipende dalla zona climatica del comune, secondo il DPR 412/1993. Ogni zona di riscaldamento in Italia ha un periodo di accensione del riscaldamento per il 2026 e un limite massimo di ore giornaliere. Il limite non obbliga ad accendere nulla: indica solo il massimo consentito. Ecco il quadro completo:
- Zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo, fino a 6 ore al giorno.
- Zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, fino a 8 ore al giorno.
- Zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, fino a 10 ore al giorno.
- Zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, fino a 12 ore al giorno.
- Zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, fino a 14 ore al giorno.
- Zona F: nessuna limitazione di periodo o di orario.
Zone di accensione riscaldamento in Sicilia: a quale appartiene il proprio comune
La classificazione ufficiale assegna ogni comune siciliano a una zona, e spesso comuni vicini ricadono in fasce diverse. La Sicilia comprende quasi tutte le zone previste in Italia, dalla A alla F. Gli esempi qui sotto aiutano a orientarsi per capire quando accendere il riscaldamento nel 2026 se si vive in Sicilia.
Zona A, B e C: coste e città principali
Alla zona A appartengono solo Lampedusa e Linosa e Porto Empedocle.
La zona B raccoglie la maggior parte dei capoluoghi costieri: Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani e Agrigento, insieme a Gela, Marsala, Taormina, Cefalù e Milazzo.
Alla zona C appartengono invece Ragusa, Modica, Vittoria, Acireale, Misterbianco, Caltagirone, Alcamo, Monreale e Mazara del Vallo. Il passaggio da B a C avviene spesso a pochi chilometri di distanza, appena ci si sposta dalla costa verso l’interno.
Zona D, E e F: entroterra, Etna e montagne
In zona D rientrano Caltanissetta, Corleone, Bronte, Randazzo, Erice e, sull’Etna, Nicolosi e Pedara.
Alla zona E appartengono Enna, Troina, Cerami, Gangi, Petralia Soprana e Sottana, Mistretta, Capizzi, Cesarò e Prizzi.
Floresta è l’unico comune siciliano in zona F, quindi senza limiti di periodo né di orario.
Una curiosità riguarda il versante etneo: Catania è in zona B, ma salendo il vulcano si incontrano la zona C, la D e, a Maletto, la E.
Quando si accende il riscaldamento a Palermo nel 2026
Per Palermo la data da segnare è il 1° dicembre 2026. Il capoluogo appartiene alla zona B, con 751 gradi giorno. Il periodo ordinario termina il 31 marzo 2027.
Gli impianti possono funzionare al massimo 8 ore al giorno, tra le 5 e le 23, anche in più fasce. La stessa regola vale per Catania, Messina, Siracusa, Trapani e Agrigento, tutte in zona B.
Accensione riscaldamento privato: autonomo e condominiale
Le regole sui periodi riguardano gli impianti termici destinati alla climatizzazione invernale. Avere una caldaia autonoma non significa quindi poter ignorare le date della propria zona climatica.
Esistono però deroghe e casi particolari, previsti dal DPR 74/2013, che riguardano specifiche tipologie di impianto. Nei condomini con impianto centralizzato è l’assemblea, a maggioranza, a stabilire gli orari di accensione.
Perché in Sicilia le date cambiano da un comune all’altro
La variabilità deriva dalla geografia dell’isola, che passa dal livello del mare alle quote dell’Etna e delle Madonie in poche decine di chilometri. Una località costiera e una dell’entroterra possono avere inverni molto diversi, anche se appartengono alla stessa provincia.
Per questo non è stato scelto un confine provinciale, ma un parametro misurabile come i gradi giorno. Ne nasce un sistema che può sembrare complicato, ma è il più equo per chi vive in climi differenti.








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