Otto vini, otto territori: dalle vigne eroiche ai piedi del Monte Bianco fino alla pianura modenese, il Nord Italia racchiude una varietà di stili che pochi altri angoli del mondo possono vantare. E la cosa bella è che ognuno ha una storia precisa da raccontare. Dal Barolo all’Amarone passando per il Franciacorta, ecco quali sono i migliori vini del Nord Italia.
Valle d'Aosta Torrette DOC
Il Torrette è il vino rosso simbolo della Valle d'Aosta e una delle sottozone più conosciute della DOC regionale. Nasce sulle pendici della media valle, nei comuni attorno a Saint-Pierre, Aymavilles, Sarre e Villeneuve, dove le vigne si arrampicano su terrazzamenti strappati alla montagna.
Il cuore del blend è il Petit Rouge, vitigno autoctono che deve rappresentare almeno il 70% delle uve. Nel bicchiere si presenta rubino brillante, con profumi di rosa canina, piccoli frutti rossi e una leggera nota speziata. È il compagno naturale della cucina di montagna: fontina, carbonade, polenta concia e salumi come il lardo d'Arnad.
Barolo DOCG
Il Barolo, soprannominato "il re dei vini e il vino dei re", è prodotto esclusivamente con uve Nebbiolo nelle Langhe, in provincia di Cuneo, su un territorio di undici comuni tra cui Barolo, La Morra, Castiglione Falletto, Monforte d'Alba e Serralunga d'Alba.
Servono almeno 38 mesi di invecchiamento, di cui 18 in legno, che salgono a 62 per la Riserva. Il risultato è un rosso piemontese dal colore granato, con un bouquet complesso di rosa appassita, viola, ciliegia sotto spirito, liquirizia e il celebre sentore di catrame. È da servire con brasato, tajarin al tartufo bianco d'Alba o formaggi a pasta dura ben stagionati.
Riviera Ligure di Ponente Pigato DOC
Tra mare e montagna, nel Ponente ligure, cresce uno dei bianchi più caratteriali del Nord. Il Pigato si coltiva soprattutto nella piana di Albenga e nella Valle Arroscia, su piccoli appezzamenti esposti alla brezza marina.
Il nome viene dal dialetto: pighe indica le macchioline che compaiono sulla buccia degli acini maturi. Ha un colore giallo paglierino intenso e profumi di erbe aromatiche mediterranee, pesca, ginestra e salvia. L'abbinamento ideale per questo vino ligure è con trofie al pesto, coniglio alla ligure, torta verde e pesce al forno con olive taggiasche.
Franciacorta DOCG
Quando si parla di bollicine italiane metodo classico, il Franciacorta è il punto di riferimento. La zona di produzione si trova in provincia di Brescia, sulle colline moreniche a sud del Lago d'Iseo, e dal 1995 è stata la prima in Italia a ottenere la DOCG per uno spumante rifermentato in bottiglia.
Le uve ammesse per questo vino tipico lombardo sono Chardonnay e Pinot nero, con Pinot bianco fino al 50% e una piccola quota di Erbamat, vitigno autoctono recuperato di recente. La seconda fermentazione avviene in bottiglia, e la sosta sui lieviti varia in base alla tipologia. Il vino è perfetto per l'aperitivo ma regge senza problemi un intero pasto: crudi di pesce, risotti, pesce di lago e fritture leggere.
Amarone della Valpolicella DOCG
L'Amarone della Valpolicella nasce sulle colline a nord di Verona da uve Corvina, Corvinone e Rondinella, con eventuali piccole aggiunte di altri vitigni locali. Il suo segreto è l'appassimento. Dopo la vendemmia, i grappoli migliori riposano per mesi nei fruttai, perdendo acqua e concentrando zuccheri e aromi. Solo in inverno vengono pigiati e fermentati fino a secco.
Il vino che ne risulta supera facilmente i 15 gradi e profuma di ciliegia matura, prugna secca, cacao, spezie dolci e tabacco. Questo vino tipico veneto si abbina alla selvaggina, ai brasati, al risotto all'Amarone e ai formaggi stagionati come il Monte Veronese.
Alto Adige Gewürztraminer DOC
In Alto Adige questo vitigno aromatico gioca in casa: le sue radici storiche vengono ricondotte al paese di Termeno (Tramin), sulla Strada del Vino, che ha dato il nome alla famiglia dei Traminer. L'aggettivo tedesco gewürz significa "speziato", e il nome dice già tutto. Nel calice esplode un ventaglio di profumi come rosa, litchi, frutta esotica, scorza d'arancia e chiodi di garofano. Il colore va dal giallo dorato a riflessi quasi ramati.
Il sorso è pieno, morbido, con un'acidità contenuta e una persistenza notevole. Oltre alla versione secca, si trovano interpretazioni di questo vino del Trentino-Alto Adige da vendemmia tardiva e passite, ottime con i dessert.
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Collio Friulano DOC
Il Collio è una fascia di colline in provincia di Gorizia, al confine con la Slovenia, considerata una delle zone più vocate d'Italia per i vini bianchi. Qui il Friulano trova un'espressione di grande finezza, grazie alla ponca, il terreno di marne e arenarie stratificate che caratterizza l'area. Le sue caratteristiche sono il colore, giallo paglierino, profuma di fiori di campo, pera, erbe officinali e, soprattutto, chiude con la classica nota di mandorla amara.
Questo vino tipico friulano ha un solo abbinamento canonico: il prosciutto di San Daniele. Ma sta benissimo anche con frico, asparagi, minestre di verdure e piatti di pesce non troppo elaborati.
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Lambrusco di Sorbara DOC
Il Lambrusco di Sorbara è il più chiaro, profumato ed elegante della famiglia, e prende il nome dalla frazione di Sorbara, vicino a Bomporto, in provincia di Modena.
La sua particolarità è botanica. Il vitigno Lambrusco di Sorbara ha un fiore con difficoltà di autoimpollinazione, motivo per cui viene affiancato dal Lambrusco Salamino, ammesso fino al 40% del blend.
Il colore è rosso rubino chiaro, a volte quasi rosato, con spuma vivace e profumi di violetta, fragolina e lampone. Al palato il vino tipico dell’Emilia-Romagna è secco, fresco, con un'acidità spiccata che pulisce la bocca. Oltre al frizzante classico, oggi molti produttori propongono versioni rifermentate in bottiglia o metodo classico.








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