La BCE lascia i tassi invariati in una riunione segnata dalle dimissioni di Lagarde

Tassi BCE idealista/mutui
Magnific

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea, riunito il 29 ottobre, ha deciso di lasciare invariato il costo del denaro, mantenendo stabili i principali tassi di riferimento, nel giorno in cui Christine Lagarde ha annunciato le sue dimissioni. Il tasso sui depositi presso la banca centrale resta al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. Per i mutuatari, secondo idealista/mutui, è il momento di confrontare le offerte delle banche prima di possibili nuovi rialzi.

Le motivazioni della BCE

"I prezzi dell’energia hanno continuato ad aumentare - spiega la BCE nella nota diffusa al termine del Consiglio- comportando rischi al rialzo per le prospettive di inflazione e rischi al ribasso per le prospettive di crescita. Sebbene lo shock energetico stia ancora manifestando tutti i suoi effetti, finora l’inflazione di fondo è rimasta sostanzialmente stabile e le retribuzioni non hanno reagito in maniera significativa in questa fase."

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La maggiore entità e durata dello shock energetico nonché le sue implicazioni per gli effetti indiretti e di secondo impatto faranno verosimilmente salire l’inflazione e indebolire la crescita. Le condizioni di finanziamento si sono inasprite dall’ultima riunione del Consiglio direttivo ed è probabile che questo inciderà sull’inflazione e sulla crescita. Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine."

Le previsioni per il futuro dei tassi

"Il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’attuale situazione di elevata incertezza. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi."

Una decisione in linea con la Fed

Con questa decisione, la BCE ha seguito la stessa linea prudente adottata dalla Federal Reserve (Fed) statunitense, che questa settimana ha deciso di mantenere i tassi nell’intervallo tra il 3,75% e il 4%, un livello ben superiore a quello della zona euro. Nonostante l'inflazione sia ancora elevata, la Fed vuole ora valutare l’impatto sul mercato dell’aumento dei tassi deciso a settembre (il primo rialzo in oltre tre anni). Senza contare che si avvicinano le elezioni di metà mandato, che rappresenteranno un banco di prova decisivo per il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Il commento di idealista/mutui

“La BCE ha scelto di non affrettarsi con un nuovo rialzo”, ha commentato Fabio Femiani, responsabile di idealista/mutui per l’Italia, “nonostante la forte pressione dell’inflazione di questi ultimi mesi, trainata in particolar modo dal comparto energetico, rimandando a dicembre la decisione su un ulteriore aumento. A far pendere la bilancia verso la prudenza hanno pesato probabilmente gli elevati livelli di debito pubblico, le incertezze economiche e, in alcuni Paesi dell’Unione Europea, anche le elezioni politiche ormai vicine.

Le banche, però, non aspettano: anche se rimane forte il focus e la competizione sul comparto dei mutui green, nel resto dei casi da settimane stanno rivedendo al rialzo le proprie offerte di mutuo, anche fino a +0,30%. In questo contesto, confrontare le offerte di più banche è più importante che mai. Per chi ha un mutuo a tasso variabile o misto, vale la pena fare due conti: la surroga verso un’altra banca, prima di nuovi rialzi, può far risparmiare."

Christine Lagarde annuncia le sue dimissioni

Poche ore prima della consueta riunione della BCE, l'attuale presidente Christine Lagarde ha annunciato le sue dimissioni. In un breve video diffuso sui social, l'attuale presidente ha comunicato la sua decisione che sarà effettiva a partire dal prossimo 7 febbraio. "Ho appena informato i miei colleghi -ha detto Lagarde su X- che lascerò la carica di presidente della BCE il 7 febbraio. È stato motivo di grande orgoglio servire questa istituzione. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso negli ultimi sette anni". 
"Voglio ringraziare tutti quelli che hanno contribuito, sostenuto e aiutato nella missione che abbiamo in Europa: essere una solida roccia che assicura stabilità dei prezzi e finanziaria. E penso che lascio questa istituzione con un senso di lavoro ben fatto e di una Bce pronta per il futuro."

Nominata il 18 ottobre 2019, Lagarde si era insediata il primo novembre successivo, succedendo a Mario Draghi dopo aver guidato il Fondo monetario internazionale. Le dimissioni anticipano la fine del mandato che è di otto anni non rinnovabili. António Costa ha già annunciato l'avvio immediato della procedura per la nomina di un nuovo presidente della BCE. Tra i papabili ci sono l'ex governatore della banca centrale dei Paesi Bassi Klaas Knot e l'ex governatore della banca centrale spagnola Pablo Hernández de Cos.

Le prossime riunioni della BCE

Ecco quali sono le prossime riunioni dell'Eurotower nelle quali si deciderà l'evoluzione dei tassi di riferimento:

  • 17 dicembre 2026
  • 4 febbraio 2027
  • 18 marzo 2027
  • 29 aprile 2027
  • 10 giugno 2027
  • 22 luglio 2027

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