Perché l’Umbria si chiama così? Il nome deriva da un popolo antico

Il cosiddetto "cuore verde d'Italia" prende il suo nome ufficiale dall'antico popolo che lo abitava prima dei romani.
perche l'umbria si chiama cosi
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L’Umbria porta questo nome perché prende il nome dagli Umbri, l’antico popolo italico che abitava questo territorio prima della conquista romana. Furono proprio i Romani a chiamare queste terre Umbria, cioè “la terra degli Umbri”, e il nome è sopravvissuto per oltre duemila anni fino ad arrivare alla regione che si conosce oggi. Tuttavia, dietro quel nome si nascondono ipotesi etimologiche affascinanti, un popolo misterioso con una lingua tutta sua e una storia che attraversa Etruschi, Romani, Longobardi, Papi e santi. Ecco, quindi, perché l’Umbria si chiama così.

L’origine del nome della regione

Il nome Umbria deriva dal latino Umbri, il termine con cui gli autori romani indicavano il popolo stanziato tra il Tevere e l’Appennino. Quando l’imperatore Augusto riorganizzò l’Italia in undici regioni amministrative, questa zona divenne la Regio VI Umbria. Non si sa con sicurezza cosa significasse in origine il nome di questo popolo, ma le teorie principali sono tre.

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  • L’ipotesi della pioggia (Plinio il Vecchio). Lo scrittore romano riportava una tradizione secondo cui gli Umbri sarebbero stati chiamati così dal greco ómbros, “pioggia”, perché sopravvissuti a un antico diluvio. Plinio li definiva anche il popolo più antico d’Italia.  
  • L’ipotesi dell’ombra. Alcuni hanno collegato il nome al latino umbra, “ombra”, immaginando una terra coperta da fitte foreste. Anche questa è una lettura popolare.
  • L’ipotesi indoeuropea dell’acqua. Molti linguisti ricollegano il nome a una radice indoeuropea legata all’acqua, ai fiumi o all’umidità (la stessa che ritroviamo in diversi nomi di corsi d’acqua europei).

Dopo la caduta dell’Impero Romano, il termine “Umbria” perse per secoli il suo valore amministrativo. Nel Medioevo si parlava piuttosto di Ducato di Spoleto e, più tardi, di territori dello Stato Pontificio. La rinascita ufficiale arrivò con l’Unità d’Italia: nel 1860 venne istituita la Provincia dell’Umbria, con capoluogo Perugia. Nel 1927 il territorio fu diviso nelle due province di Perugia e Terni, e nel 1970 l’Umbria divenne a tutti gli effetti una regione con i propri organi di governo, come previsto dalla Costituzione.

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Qual è l’origine degli umbri

Gli Umbri erano un popolo italico di lingua indoeuropea, appartenente al grande gruppo osco-umbro (detto anche sabellico), lo stesso di Sanniti, Sabini e altre genti dell’Italia centro-meridionale. Si stabilirono nell’Italia centrale probabilmente tra l’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro, tra il II e il I millennio a.C.

Secondo diversi autori antichi, in un primo tempo occupavano un territorio molto più vasto, che comprendeva parti dell’attuale Toscana e della Romagna. L’espansione degli Etruschi a ovest e l’arrivo dei Galli a nord li avrebbero poi spinti a concentrarsi nella fascia compresa tra il Tevere e l’Appennino.

Storia dell’Umbria in breve

La conquista romana fu graduale e si consolidò nel III secolo a.C. La Via Flaminia, che collegava Roma all’Adriatico, attraversò il territorio e favorì la nascita e lo sviluppo di numerose città. 

Con la fine dell’Impero, l’Umbria divenne terra di confine tra i domini bizantini e quelli longobardi. Il Ducato di Spoleto fu per secoli uno dei centri di potere più importanti dell’Italia centrale.

Tra l’XI e il XIV secolo le città umbre vissero una stagione di grande vitalità: Perugia, Assisi, Todi, Orvieto e Gubbio si diedero ordinamenti comunali, costruirono palazzi pubblici e cattedrali e spesso si combatterono tra loro.

È anche il periodo che ha reso l’Umbria una “terra di santi”. Qui sono nati o hanno vissuto San Benedetto da Norcia, San Francesco e Santa Chiara d’Assisi, Santa Rita da Cascia e San Valentino di Terni.

Nel 1860 l’Umbria entrò a far parte del Regno d’Italia. Tra Ottocento e Novecento Terni divenne uno dei poli industriali più importanti del Paese grazie alle acciaierie, mentre il resto della regione mantenne una forte vocazione agricola.

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Per cosa è famosa l’Umbria

L’Umbria è anche conosciuta come il cuore verde d’Italia: boschi, colline, valli fluviali e montagne occupano gran parte del territorio. Inoltre, pochi territori concentrano così tanta bellezza in uno spazio così piccolo. Assisi, con la Basilica di San Francesco affrescata da Giotto, è patrimonio UNESCO e meta di pellegrini da tutto il mondo. Poi ci sono il Duomo di Orvieto, la medievale Gubbio, la raffinata Spoleto, Todi con la sua piazza scenografica, Spello e Bevagna, tra i borghi più fotografati del centro Italia.

Dal punto di vista degli scenari naturali bisognerebbe invece menzionare: 

  • Lago Trasimeno, il quarto lago più grande d’Italia, con le sue isole e i borghi affacciati sull’acqua.
  • Cascata delle Marmore, vicino a Terni, una delle cascate artificiali più alte d’Europa, creata dai Romani nel III secolo a.C.
  • Fonti del Clitunno, celebrate da poeti come Virgilio e Carducci.
  • Piana di Castelluccio di Norcia, ai piedi dei Monti Sibillini, famosa per la spettacolare fioritura estiva.
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Vivere in Umbria

Trasferirsi in Umbria significa quindi scegliere un ritmo di vita più lento, a misura d’uomo. Con circa 850.000 abitanti, è una delle regioni meno popolose d’Italia, e questo significa anche meno traffico, meno caos, più spazio. I principali vantaggi sono quindi:

  • Qualità della vita. Aria pulita, paesaggi verdi e un forte senso di comunità, soprattutto nei centri più piccoli.
  • Costo della vita contenuto. Affitti e prezzi delle case sono generalmente più accessibili rispetto alle grandi città come Roma, Milano o Firenze.
  • Posizione centrale. Roma e Firenze sono raggiungibili in auto o in treno in tempi brevi.
  • Cultura e formazione. Perugia ospita un’università storica e l’Università per Stranieri, che rende la città vivace e internazionale.
  • Cibo di qualità. Prodotti locali, mercati e cucina genuina sono la norma, non l’eccezione.

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