Si attraversa ogni giorno senza saperlo, ma pochi metri sotto la fontana monumentale di piazza Giuseppe Grandi, a Milano, resiste un rifugio antiaereo con 24 stanze in cemento armato. È un frammento intatto della città in guerra, capace di accogliere centinaia di persone durante le incursioni. Per poche ore tornerà visitabile con percorsi guidati e posti limitati. È l'occasione per scendere davvero nella Milano sotterranea, leggere le istruzioni dipinte sui muri e capire come si viveva durante l'allarme.
- Dove si trova e cosa c'è sotto la fontana
- Com'è fatto il rifugio: 24 stanze e segni originali
- Come visitarlo: data, orari e prenotazioni
- Chi può entrare e cosa sapere prima di scendere
- Un altro rifugio "nascosto": il monumento delle Cinque Giornate
- Milano sotterranea: altri segni della protezione civile
- Come arrivare e cosa vedere prima o dopo la visita
Dove si trova e cosa c'è sotto la fontana
Il rifugio antiaereo n. 56 è collocato sotto la fontana monumentale di piazza Giuseppe Grandi, nell'asse di corso XXII Marzo, zona orientale di Milano. L'ingresso si trova accanto al monumento e conduce, con una scala, a un sistema sotterraneo costruito nel 1936, quando la città predispose strutture di protezione in vista di attacchi aerei. Gli ambienti, interamente in cemento armato, erano pensati per accogliere la popolazione durante gli allarmi, garantendo una protezione essenziale e temporanea. La posizione, lungo una delle dorsali più trafficate della città, rende oggi sorprendente la coesistenza tra il flusso quotidiano in superficie e la memoria custodita pochi metri più in basso.
Com'è fatto il rifugio: 24 stanze e segni originali
La struttura comprende 24 stanze collegate da corridoi e passaggi che servivano a distribuire le persone negli ambienti in modo ordinato. La capienza prevista raggiungeva le 450 persone. Sulle pareti si leggono ancora le scritte originali: indicazioni per le uscite di emergenza, segnalazioni dei servizi, istruzioni su acqua potabile e divieti come il non fumare o l'ingresso degli animali.
Come visitarlo: data, orari e prenotazioni
Le visite sono programmate e a numero limitato. Il calendario 2026 prevede diverse aperture, con una nuova finestra fissata per sabato 21 novembre, nel primo pomeriggio. Il percorso si svolge in piccoli gruppi accompagnati e consente di attraversare i principali ambienti del rifugio, soffermandosi su scritte, corridoi e organizzazione interna dell'epoca.
Chi può entrare e cosa sapere prima di scendere
L'accesso avviene esclusivamente tramite scala, quindi il percorso non risulta accessibile a persone con disabilità motoria e non è adatto ai passeggini. La visita è sconsigliata a chi soffre di claustrofobia, mentre gli animali non sono ammessi. Negli spazi sotterranei la temperatura può risultare più bassa rispetto all'esterno: si consiglia di indossare scarpe comode e una giacca leggera. In caso di maltempo, le visite possono subire rinvii o riprogrammazioni; conviene monitorare gli aggiornamenti comunicati dagli organizzatori. Rispettare le indicazioni del personale in loco consente di mantenere i tempi dei gruppi e garantire la sicurezza del percorso.
Un altro rifugio "nascosto": il monumento delle Cinque Giornate
Poco distante da piazza Grandi, il monumento alle Cinque Giornate custodisce una cripta con i resti dei caduti dell'insurrezione del 1848. Durante la Seconda guerra mondiale alcuni ambienti interni vennero adattati a rifugio antiaereo (Rifugio n. 8), con muri parasoffio e paraschegge nel corridoio centrale e panche di legno per l'attesa. La superficie utilizzabile era di circa 60 metri quadrati, con una capienza prevista di 120 persone e una classificazione come "Ambiente Popolare". Oggi monumento e cripta sono oggetto di interventi di conservazione e valorizzazione, ma gli spazi sotterranei non risultano normalmente aperti al pubblico.
Milano sotterranea: altri segni della protezione civile
Il sistema dei rifugi milanesi comprendeva strutture di diversa scala e funzione. Sotto piazza del Duomo, nell'area oggi integrata con metropolitana e servizi sotterranei, si trovava il più grande tra i rifugi pubblici realizzati durante la guerra, protetto da una spessa copertura in cemento armato. Non si tratta, però, di un museo con percorso regolare: l'eventuale accesso può avvenire solo nell'ambito di iniziative dedicate. Un'altra testimonianza è il Rifugio n. 87, costruito nell'area della scuola primaria Giacomo Leopardi in viale Bodio, pensato per proteggere centinaia di persone. Nel centro cittadino si conserva inoltre la cosiddetta Torre delle Sirene, in corso Monforte, legata al sistema di allarme cittadino dell'epoca.
Come arrivare e cosa vedere prima o dopo la visita
Piazza Giuseppe Grandi è servita dalle linee tranviarie che percorrono corso XXII Marzo. Per pianificare il percorso aggiornato, con eventuali deviazioni o cantieri, si dovrebbe consultare il sito ATM. Chi arriva in treno può fare riferimento alle stazioni di Milano Centrale o Porta Garibaldi e proseguire con i mezzi urbani; la stazione ferroviaria di Milano Dateo, collegata con la metropolitana M4 e le linee suburbane, rappresenta un ulteriore punto d'accesso. In auto occorre considerare traffico, limitazioni e disponibilità di sosta nelle vie adiacenti; per una visita di mezz'ora, i mezzi pubblici risultano in genere la scelta più semplice.








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