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"Nel post emergenza ci sarà un mercato fatto di 'esigenze'"

Gruppo Toscano
Gruppo Toscano

Lunedì 4 maggio comincia la fase 2 anche per le agenzie immobiliari, che riprenderanno il loro lavoro mentre continuano a convivere con l’emergenza. Andrea Toscano, amministratore delegato di Toscano S.p.A, spiega a idealista/news come le agenzie immobiliari del gruppo si stanno organizzando per la riapertura, in che modo hanno continuato a lavorare anche in questa fase di apparente chiusura – riuscendo anche a chiudere delle vendite - con un occhio puntato al mercato del post-emergenza.

Come avete vissuto questo momento di pausa forzata e come avete organizzato il vostro lavoro?

Già dal 9 marzo abbiamo iniziato a prendere delle contromisure aumentando l’utilizzo dei virtual tour, e allo stesso tempo abbiamo iniziato a potenziare i contatti con i nostri affiliati. Come amministratore delegato della rete diretta ho cominciato a fare videocall due volte alla settimana con i sales manager e loro allo stesso modo hanno iniziato ad avere rapporti costanti con i nostri agenti.

Dal punto di vista operativo, ci siamo tenuti in contatto con i proprietari delle case che in molti casi hanno realizzato dei video da mandare ai potenziali acquirenti. Non potendo fissare appuntamenti per la vendita, abbiamo realizzato video appuntamenti o fissato appuntamenti per una futura riapertura. Abbiamo cercato di mantenere un contatto frequente anche con i potenziali acquirenti, perché potevano diventare a loro volta venditori, e di dare supporto anche alle persone che dovevano cambiare casa. Questo ci ha portato ad acquisire, in questo periodo di apparente chiusura delle attività, 250 nuovi incarichi di vendita.

Qual è stato l’apporto delle nuove tecnologie a questa fase di emergenza?

L’utilizzo delle nuove tecnologie è stato fondamentale. Grazie alla formazione e a incontri virtuali frequenti, strumenti come la video conferenza, i whatsapp, i virtual tour sono diventati all’ordine del giorno. Anche funzioni della nostra piattaforma che non erano state sfruttate adesso lo sono state al meglio. Come lo storico delle informazioni già in nostro possesso che ci è stato molto utile per continuare a lavorare e sviluppare contatti sul territorio.

Gli strumenti digitali vi hanno aiutato anche a concludere delle vendite?

In questo periodo di apparente chiusura siamo comunque riusciti a concludere delle vendite. È il caso di un nostro affiliato di Milano che ha realizzato tre vendite. In una in particolare si è arrivati alla proposta di acquisto, accettata dal venditore, con un processo completamente “virtuale”. L’acquirente ha visto l’interno della casa, un bilocale a Milano, solo tramite delle foto e un video inviato via whatsapp e ha potuto vedere l’edificio solo dall’esterno perché abitava nelle vicinanze. In queste settimane abbiamo chiuso sette-otto trattative.

A che punto è il mercato di riferimento e come potrebbe cambiare?

Milano era in forte crescita e anche il sud in termini di compravendita e frizzantezza di mercato. Ora non è possibile fare delle previsioni. Una cosa indubbia è che avendo fermato il mercato quasi per tre mesi ci sarà un calo fisiologico delle transazioni, perché ad essersi fermata è stata proprio "la macchina". In seguito avremo un mercato fatto di “esigenze”, chi vuole cambiar casa e non ha avuto nella sua vita degli imprevisti che lo portano a non poterla comprare, sarà spinto a cambiarla ancora di più considerando che in questo periodo la casa l’ha vissuta fino in fondo. Gli investitori entreranno in una fase di osservazione del mercato. Starà a noi agenti immobiliari fare un lavoro importante di banca data dei clienti e di promozione degli immobili, anche perché chi vuol comprare andrà sui vari portali per vedere gli immobili.

Il 4 maggio riapriranno le agenzie immobiliari. Come vi state preparando per la famosa fase due?

Noi siamo pronti e proprio in questi giorni stiamo mettendo a punto le indicazioni per la riapertura. Naturalmente ci saranno ambienti igienizzati, spazi di lavoro con una certa distanza e se necessario anche una certa turnazione in ambienti più piccoli. Con i clienti, acquirenti e venditori, si cercherà sempre di fare appuntamenti in videoconferenza per poi prendere un appuntamento fisico solo quando sarà strettamente necessario, per finalizzare un incarico di vendita o, nel caso di un acquirente, una visita all'immobile prima della proposta di acquisto. Nel caso di appuntamenti fisici si utilizzeranno tutti i dispositivi di protezione individuale, dalle mascherine ai guanti, ai calzanti se bisogna entrare in casa, uno per volta, secondo i criteri definiti dal governo. Stiamo cercando di dare delle indicazioni generali che possano contenere i rischi per tutti quanti, ma che diano anche un ottimo servizio ai clienti.

Nelle ultime settimane state riscontrando un aumento delle richieste?

Nelle ultime settimane c’è stato un incremento delle richieste da parte dei clienti che ci stanno chiamando in previsione della riapertura. Analizzando i mercati di Roma e Milano, nel primo caso, sono aumentate le richieste nella zona sud di Infernetto e Ostia, più vicina al mare, con maggiori spazi verdi. A Milano invece abbiamo riscontrato le ricerche per immobili più costosi, con un budget più elevato, soprattutto nella zona centro. Mentre per i bilocali le ricerche si sono concentrate principalmente nella zona di Maciachini e Fattini.

Come potrebbe cambiare il mercato immobiliare post emergenza?

Molto dipenderà dalle ripercussioni economiche che questa crisi avrà sulla domanda di acquisto. Ma anche da come agiranno le banche sul fronte mutui. A livello operativo, si continuerà sulla strada della digitalizzazione per rendere più efficace e efficiente sia il tempo dei clienti che il nostro. È il momento di vivere il presente in maniera concreta e di fare ciò che è possibile fare.