Notizie su mercato immobiliare ed economia
Mestieri in via di estinzione -

Mestieri in via di estinzione: una “bottega del tempo” nel cuore della Città Eterna

idealista/news continua la serie di reportage sulle eccellenze artigiane che proseguono la tradizione antichi lavori

Autori: Flavio Di Stefano, luis manzano

Prosegue la serie di reportage dedicata ai mestieri artigianali, in qualche modo legati alla casa, che sembrano quasi destinati all'estinzione. Il protagonista del nostro secondo appuntamento è Adrian Rodriguez Cozzani, titolare di una bottega artigiana nel cuore di Roma che produce orologi e oggetti d’arredo (e non solo) davvero rari.

Camminando tra le vie di Trastevere, a due passi da piazza Trilussa, in via del Moro ci si può imbattere in una bottega artigiana che sembra sospesa nel tempo e nello spazio. Per rendersene conto sino in fondo, basta varcare la soglia d’ingresso. L’odore “polveroso” e accomodante, le luci soffuse miste alla musica che ricorda il funzionamento di un ingranaggio danno il benvenuto in questo scrigno di bellezza che sembra quasi un tempio del tempo.

Artigiano per vocazione

E, difatti, si chiama “Polvere di tempo”, ma questo nome potrebbe tranquillamente essere anche titolo del manifesto filosofico di questa bottega artigiana. Il titolare è Adrian Rodriguez Cozzani, un argentino che ha aperto la sua attività nel cuore di Roma trent’anni fa: “Arrivavo da un’esperienza in Venezuela, dove avevo lavorato come architetto, ma qui dovevo iniziare da capo, con un altro lavoro, così mi sono messo a fare quello che sapevo fare: l’artigiano. All’inizio sono partito con le lampade Tiffany”.

Poi, la scoperta che di lì a poco gli avrebbe cambiato la vita: “Un bel giorno, un carissimo amico mi porta un piccolo orologio solare, una meridiana. Mi è sembrato subito un oggetto molto carino, anche se ignoravo che cosa fosse e per un po’ di tempo è rimasto in un cassetto”. Almeno fino a quando Adrian non ha visitato il Museo Poldi Pezzoli di Milano e la sua vasta collezione di orologi solari.

“Lì mi è tornato in mente quell’oggetto che avevo lasciato in un cassetto e ho scoperto tutto il mondo che c’è dietro alla misurazione del tempo e tutti quegli strumenti diversi rispetto a quelli utilizzati comunemente. Ne rimango affascinato, studio la questione dal punto di vista scientifico e filosofico, inizio a produrne qualcuno come hobby e piano piano diventa la mia professione”.

La filosofia di Adrian

"Io non amo molto lo scambio classico ‘ti do l’oggetto, dammi i soldi’, perché non rappresenta un sogno infantile. Poi, credo anche di saper vendere bene, ma non perché abbia studiato l'arte della vendita, perché probabilmente la gente rimane colpita dal tempo che le dedico, oramai sono abituati a comprare online, in fretta e senza contatto umano. Molte volte ho pensato di mettere un cammino qua dentro, accenderlo in inverno e offrire alla gente un tè. Sarebbe bellissimo sarebbe un sogno per me”.

Adrian ha lasciato, inevitabilmente, la sua professione di architetto per seguire la sua indole. L’attività di artigiano, per lui, è praticamente una necessità. Profonda come una passione. Come la sua passione per l’universo degli strumenti per la misurazione del tempo, un argomento che continua a studiare. “Mi piace fare le riparazioni – dice mentre è intento ad armeggiare con una clessidra che gli ha portato una coppia che viene da Napoli – perché posso capire come lavorano gli altri, questo oggetto, ad esempio, è fatto davvero molto bene, sono sbalordito”.

Il processo creativo

Ma all’approccio tecnico, Adrian unisce anche l’approfondimento scientifico, astronomico e filosofico. “La produzione manuale di un oggetto è importante tanto quanto la parte filosofica che c’è alla base. Quando vendo i miei oggetti sono accompagnati normalmente dalla spiegazione filosofica che mi ha portato a pensarli, questa è una delle parti che più mi piace del mio lavoro.

Le mie opere nascono normalmente dall'investigazione e dalla ricerca di oggetti diversi, curiosi, non mi è mai passato per la mente, anzi direi quasi che sono scappato generalmente, dalla produzione di oggetti magari dal punto di vista economico molto redditizi ma che non avessero alcun valore intrinseco, oggetti di moda. A me non interessa che cos'è la moda mi interessa quello che a me piace in quel momento”.

Ma come ha iniziato? “Ho iniziato con le meridiane, ma con il tempo ho prodotto anche candele per la misurazione del tempo e ovviamente le clessidre, che hanno un gran successo”. Dal 1989, anno in cui ha aperto la bottega di via del Moro, Adrian ha ampliato sempre più la sua offerta, che ora spazia anche tra ciondoli di clessidra e mappamondi, oggetti di ogni dimensione e ispirazione.

Nella sua bottega (guai a chiamarla negozio), è un via vai di turisti venuti appositamente. Merito di una guida: "Un giorno di parecchi anni fa sono entrati dei turisti giapponesi che hanno detto di aver scoperto la mia bottega in una guida turistica, evidentemente la segnalazione è stata ripresa da altre guide che mi hanno inserito nei tuor di Trastevere. E così sono diventato una tappa, tanto da attirare l'interesse anche di media internazionali".