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Il primo Chiostro 4.0 di Milano, ecosostenibilità e tecnologia a pochi passi da San Vittore

Autore: Giovanni De Faveri (collaboratore di idealista news)

All'interno del percorso sulla sostenibilità di Open House Milano, idealista/news ha visitato il primo Chiostro 4.0 della città di Milano. Si tratta di un complesso residenziale, ecosostenibile e tecnologico che occupa un intero isolato a due passi dal carcere di San Vittore, lì dove un tempo sorgeva un istituto di accoglienza per l'infanzia.

Quest'area - spiega a idealista/news Andrea Lapasini, architetto di DFA Partners - storicamente è rimasta vittima dei bombardamenti della seconda guerra mondiale - e l'edificato preesistente, che era di proprietà di un istituto religioso ed era destinato all'accoglienza dei giovani, era in stato di avanzato degrado.

Il progetto si caratterizza per la realizzazione di volumi crescenti man mano che ci si allontana dalle mura del carcere situato in prossimità, in rispetto ad un vincolo del 1870, e si sviluppa attorno ad un polmone verde interno di 1280 mq sul quale affacciano cinque ville disposte linearmente e 27 appartamenti di diverse metrature.

Il green è, infatti, l’elemento predominante nel complesso residenziale che, oltre alla corte, si declina in “tetti verdi” e si diffonde in patii e terrazze private in un crescendo di spazi naturali che si integrano nell’edificio.

"Si parla di architettura sostenibile - continua Lapasini - non solo per le tecnologie e la scelta dei materiali: noi siamo stati molto attenti su questo punto perché la produzione di acqua calda e fredda, ad esempio, avviene attraverso dei sistemi di geotermia, con prezzi di presa e pozzi di resa, o il fotovoltaico. Ma il discorso della sostenibilità è legato anche allo spazio dove si vive e in questo ambito il verde assume un'importanza fondamentale. Non solo negli spazi condominiali, ma anche negli spazi privati. Per noi ogni unità residenziale deve avere delle stanze esterne, che completano l'architettura stessa"

"Siamo attenti a quello che è il quinto prospetto dell'architettura: ovvero la visione dall'alto e quindi questi spazi verdi che cointribuiscono alla sostenibilità del progetto, contribuiscono a dei microclimi che si possono creare all'interno della città, oltre ad essere anche piacevoli da vedere per chi ha dei punti di visione dall'alto"

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